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Rugby, Mondiali: buona la prima degli All Blacks. Ma i Pumas li fanno tremare

(ansa)
Nuova Zelanda-Argentina finisce 26-16, ma per lunghi tratti i sudamericani tengono in scacco i campioni in carica. Ed alla fine la standing ovation del popolo di Wembley è tutta per loro
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LONDRA - La “standing ovation” del popolo di Wembley – 89.019 – è il giusto riconoscimento agli All Blacks ma soprattutto ai Pumas, protagonisti di una partita di commovente intensità e coraggio. L’Argentina per quasi un’ora ha fatto tremare i campioni del mondo in carica e alla fine ha perso (16-26) ma non si è arresa, mai. Con una mischia robusta e aggressiva, una linea di tre-quarti tecnicamente all’altezza dei neozelandesi, una aggressività che ha messo più volte in difficoltà gli avversari, i latino-americani hanno infiammato a lungo tutto gli appassionati di rugby. Il primo tempo lo hanno addirittura chiuso in vantaggio (13-12), grazie ad una eroica percussione della seconda linea Pagadazival – costretto ad uscire per una concussion – e ai calci di Sanchez. I Blacks sono rimasti in partita con le punizioni di Carter e nella ripresa hanno lentamente demolito gli argentini, superandoli …
LONDRA - La “standing ovation” del popolo di Wembley – 89.019 – è il giusto riconoscimento agli All Blacks ma soprattutto ai Pumas, protagonisti di una partita di commovente intensità e coraggio. L’Argentina per quasi un’ora ha fatto tremare i campioni del mondo in carica e alla fine ha perso (16-26) ma non si è arresa, mai. Con una mischia robusta e aggressiva, una linea di tre-quarti tecnicamente all’altezza dei neozelandesi, una aggressività che ha messo più volte in difficoltà gli avversari, i latino-americani hanno infiammato a lungo tutto gli appassionati di rugby. Il primo tempo lo hanno addirittura chiuso in vantaggio (13-12), grazie ad una eroica percussione della seconda linea Pagadazival – costretto ad uscire per una concussion – e ai calci di Sanchez. I Blacks sono rimasti in partita con le punizioni di Carter e nella ripresa hanno lentamente demolito gli argentini, superandoli con un guizzo dell’elettrico Aaron Smith e chiudendo il conto con Sam Cane.

Quanti fischi per McCaw Il match è stato due volte sorprendente perché Richie McCaw – un’icona mondiale che il Nuova Zelanda vorrebbero presto primo ministro – si è fatto espellere per 10 minuti per avere sgambettato da terra un rivale. Un gesto vergognoso e inspiegabile, per un giocatore della sua esperienza e carisma, che gli è costato fischi ed urla di disapprovazione da parte di tutto lo stadio. Wayne Barnes, l’arbitro inglese, ha sventolato il cartellino giallo anche sotto il naso di Conrad Smith, e per un paio di minuti i Tutti Neri si sono ritrovati con 2 uomini in meno (ma sono riusciti lo stesso a segnare 3 punti).

I placcaggi di Galarza Le statistiche al termine della partita premiano comunque McCaw come migliore placcatore della sua squadra (11), superato però da un Puma, Mariano Galarza (12). Il Mago, Martin Hernandez, ha placcato 10 avversari e gestito a lungo il gioco. Il suo compagno di squadra Tuculet ha portato 15 palloni e corso per 86 metri, dall’altra parte Ben Smith ha fatto anche meglio: 92 metri corsi con 14 palloni.

Lottano gli Usa, Galles ok Nelle altre due partite della giornata gli Stati Uniti sono stati traditi dall’indisciplina ma hanno limitato i danni contro le più quotate Samoa (15-26), mentre l’Uruguay dopo aver fatto sognare tutti con 2 punizioni consecutive messe a segno è stato travolto dal Galles (9-54)