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Rugby, Mondiali: Italia verso il Canada con l'incubo mischia chiusa

Alla vigilia della fondamentale sfida con i nordamericani, il responsabile degli avanti De Carli analizza i dubbi sugli arbitraggi ("Ci hanno risposto che con la Francia non avevamo sempre torto") e parla di svolta del settore: "Noi pensiamo ancora alla mischia come momento di scontro fisico, ma ormai è considerata solo come un modo di riprendere il gioco"

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LEEDS - Mischia chiusa, mischia chiusa, mischia chiusa. Jacques Brunel, ct della nazionale di rugby, e Giampiero "Ciccio" De Carli, responsabile degli avanti, hanno passato una settimana davanti al video a ristudiare la terribile partita persa con la Francia 32-10, a quei sei calci di punizione fischiati contro la prima-linea azzurra dall'arbitro sudafricano Joubert. Poi hanno aperto il computer e inviato una mail a Joel Jutge, capo degli arbitri del mondiale. "Abbiamo guardato i filmati, analizzato il comportamento dei nostri piloni e spesso non siamo riusciti a capire quale fosse il nostro errore  -  il senso della missiva - Ci volete dire se i nostri dubbi sono fondati?". Perché la tesi di questo inizio di Coppa del mondo è che l'interpretazione arbitrale sia sempre più decisiva e che, per dirla con De Carli "questi arbitraggi riescono a far giocare male anche gli All Blacks"
 
"Dopo una settimana la risposta è arrivata  -  dice De Carli  -  'Sì, non avevate sempre torto'. Insomma il nostro lavoro preparatorio era giusto. Ma poi l'arbitro non ha accettato come mettevamo in campo la nostra idea di gioco in mischia". Amareggiato è amareggiato, De Carli, ma questa settimana di passione un'idea gliela ha data. Anzi due. La prima è che domani contro il Canada si cambiano i piloni titolari: dentro Cittadini e Rizzo, fuori Aguero e Castrogiovanni. La seconda è, si potrebbe dire, di impostazione filosofica. "Guardando le altre partite della Coppa del mondo mi sono reso conto che noi sbagliamo completamente impostazione. Noi pensiamo ancora alla mischia come momento di scontro fisico, di lotta per la conquista, di linee di spinta. Errore. Ormai la mischia è considerata solo come un modo di riprendere il gioco, prima la palla esce, prima viene allontanata e più gli arbitri lasciano correre il resto. Riguardate il Giappone contro il Sudafrica, il loro mediano ha messo sempre la palla storta, così fanno gli altri. La Nuova Zelanda, per dire, ha fatto della velocità di uscita del pallone la sua arma, ormai non spingono nemmeno".
 
Una rivoluzione in arrivo? "In questa Coppa del mondo per noi è impossibile farla, in futuro vedremo, ma certo l'interpretazione arbitrale spinge in quella direzione". Intanto sabato c'è da vincere contro il Canada per sperare ancora nel passaggio del turno (possibile solo battendo anche Irlanda e Romania) e comunque per agguantare nella peggiore delle ipotesi il terzo posto nel girone che porta direttamente in Giappone per i mondiali del 2019.

Il ct del canadesi, Kieran Crowley, all'inizio degli Anni 80 era un giocatore nel Parma allenato da Marco Pulli. Giocava estremo o apertura. "Cosa mi ricordo di quegli anni? Il vino, il cibo, la grappa. Anche il grande amore che avevano tutti per il calcio". Neozelandese, Crowley ha vinto la prima coppa del mondo con gli All Blacks nel 1987. Del Canada che affronterà l'Italia dice che "prima del professionismo il Canada aveva una buona nazionale dal fisico possente, ma il fatto che non si giochino che sei partite l'anno ha fatto sì che siamo stati superati da altre nazioni. non giocare ci rende meno competitivi". La partita con l'Italia? "Fisica, ma vogliamo anche avere la possibilità di far giocare palloni alle nostre ali. Invece per quanto riguarda i problemi italiani in mischia ordinata siamo sicuri che siano stati risolti in questa settimana e quindi faremo la nostra partita senza cercare di approfittarne".

 
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