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Rugby, Italia-Canada; Brunel: "Cambiamo registro o l'Irlanda ci travolgerà"

Il ct azzurro è realista dopo la brutta partita contro i canadesi: "Sapevamo che il loro gioco ci avrebbe creato difficoltà ma no, non sono contento della difesa"

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LEEDS - “Abbiamo vinto e questa è la cosa più importante”, dice Mauro Bergamasco divenuto con oggi l’unico altro giocatore dopo il samoano Brian Lima, ad aver giocato in cinque Coppe del mondo. “Il mio obiettivo era entrare nei 31 convocati e giocare, giocare il più possibile. Quante partite ci sono ancora da giocare? Come minimo due”. Sorriso. Entrato al 56’ ha avuto un buon impatto sulla partita. Soprattutto in difesa. Già l’Italia chiude il capitolo mischia chiusa, che da inferno passa a purgatorio (per la velocità di uscita imposta al pallone dai canadesi).
 
Ma si apre, a sorpresa, quello della difesa. 31 errori su 142 placcaggi nel 23-18 al Canada. “Solo il 78% di placcaggi a buon fine, 31 errori? E’ enorme – dice Jacques Brunel sgomento a fine gara – se lo facciamo contro l’Irlanda prendiamo trenta punti. Sapevamo che il loro gioco ci avrebbe creato difficoltà ma no, non sono contento della difesa”. Le statistiche della partita sono tutte devastanti per l’Italia, il possesso e il territorio sono stati canadesi rispettivamente 59 e 58%. L’Italia non solo ha sbagliato placcaggi, ma soprattutto ha conquistato il vantaggio palla in mano solo 5 volte contro le 12 dei canadesi. I difensori italiani sono stati battuti dagli avversari 31 volte mentre gli italiani li hanno battuti 18. “Se non abbiamo sfruttato il possesso – dice Kieran Krowley, allenatore canadese – è perché non abbiamo giocatori abituati a giocare a questo livello. Li avessimo avuti avremmo gestito meglio il possesso e vinto una partita che volevamo vincere ad ogni costo”.
 
“E’ stata la partita difficile che ci aspettavamo ma per un po’ di frenesia abbiamo messo la squadra canadese nelle condizioni di segnare subito e questo ha complicato tutto – gli risponde Jacques Brunel - Non abbiamo sofferto il ritmo dei canadesi, il fatto è che abbiamo  dato il pallone a loro mettendoli nella condizione di attaccare, mentre loro quando cedevano il pallone lo facevano mettendoci sotto pressione. Di fatto non abbiamo mai avuto palloni di grande qualità in tutta la partita”.
 
C’è chi parla di un’Italia senza grande personalità. “Possiamo dire quello che vogliamo ma non credo che sia così. Penso che Gori e Allan potranno darne molta, magari oggi erano in difficoltà”, dice Brunel. Edoardo “Ugo” Gori dice che “sì è stata dura, ma quel colpo da ko iniziale ci ha fatto infuriare (usa un altro termine ndr) ho fatto quell’azione d’attacco che ha portato alla meta di Rizzo con tutta la rabbia che avevo in corpo. Ma certo non abbiamo giocato bene, troppa frenesia”. “Non è vero che la squadra non abbia personalità – dice Bergamasco con il cap di oggi senatore assoluto del mondiale – ci sono personalità che magari devono svilupparsi”.
 
Lorenzo Cittadini spiega le difficoltà in mischia e touche. “In mischia chiusa non abbiamo preso calci (uno solo in effetti e uno dato ai canadesi ndr) ma non abbiamo potuto nemmeno esprimere il nostro potenziale perché loro hanno rifiutato la spinta facendo uscire il pallone subito”. Su questo Brunel ha da dire la sua. “Avremmo voluto ingaggiare una battaglia con loro, ma si sono sottratti, in più spostavano il numero 8 sul primo canale dietro il pilone cosa che l’arbitro ha detto che non si sarebbe potuta fare a mischia iniziata”.
 
 E in touche? Il fatto che loro non saltassero ci ha messo in difficoltà. “Per reagire dovevamo fare alcuni movimenti che avevamo preparato. Intanto il saltatore deve mostrare la palla all’arbitro poi entrare in contatto con gli avversari e solo dopo possiamo formare la maul. Non è semplice. L’alternativa è provare a giocare al largo, ma noi li volevamo tenere lì, oppure provare delle giocate rapide. Con una ci siamo quasi andati in meta”. “Sì –dice Brunel – ma avevamo anche altri schemi e invece la seconda volta abbiamo riprovato lo stesso e loro ci aspettavano lì”. Poche idee dunque.

Per Ghiraldini mondiale finito al 90%, per Parisse una risposta definitiva arriverà lunedì, martedì potrebbe essere con gli azzurri, ma pensare di vederlo in campo domenica prossima con l’Irlanda è un po’ azzardato. Allan ha preso una botta in testa e per questo è dovuto uscire: “E’ stato il medico che dalla tribuna mi ha visto frastornato e lo ha segnalato all’arbitro. Mi hanno fatto contare da uno a dieci all’indietro, camminare su una linea diritta e fatto stare dieci minuti fuori”.
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