COBHAM - In un albergo che sembra una mini Hogwarts, prati intorno, massima rilassatezza, scacchiera gigante su cui gli azzurri si sfidano a dama, l’Italia prepara il match con l’Irlanda con un dubbio e una speranza che hanno lo stesso nome: Sergio Parisse. Il capitano azzurro è rientrato oggi ufficialmente nel gruppo verso le 11 arrivato in Tgv da Parigi, via tunnel sotto la Manica, anche per stare più comodo con la gamba infortunata. Ha indossato la maglia a fine allenamento, ha fatto fisioterapia, palestra e crioterapia, sia la mattina che il pomeriggio. Vincenzo Ieracitano, medico degli azzurri, dice che “ci sono sensazioni positive, che per lui Parisse ha il 70% di possibilità di scendere in campo contro l’Irlanda domenica all’Olympic Stadium di Londra. La risposta verrà giovedì dopo l’ultima ecografia”.
“Il 30% di dubbio – aggiunge Ieracitano – è più atletico che medico. In sostanza dobbiamo essere sicuri che un atleta che è fermo da quasi un mese sia in grado di affrontare un match di altissimo livello come quello che ci attende contro gli irlandesi”. A chi chiede se nella decisione di scendere in campo possa entrare in qualche modo lo Stade Francais, la squadra di Parisse, Ieracitano lancia occhiatacce. “Lo staff medico dello Stade, Alexis Savigny in testa, ha fatto un ottimo lavoro fin dall’inizio e siamo in costante contatto, ma la decisione spetta ai tecnici e al giocatore. Escludo che lo Stade non voglia che Parisse giochi, altrimenti non lo avrebbe fatto partire per il ritiro”.
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Ieracitano spiega poi la dinamica dell’infortunio e il decorso medico. “Verso il 60’ della partita con il Galles (ultimo test premondiale il 5 settembre a Cardiff ndr) Sergio ha ricevuto una ginocchiata al polpaccio sinistro, ginocchiata che lo ha costretto a uscire e che ha causato un ematoma. Noi lo abbiamo subito fasciato con un bendaggio di contenimento e questo ha impedito il diffondersi dell’ematoma. I giocatori avevano una settimana di riposo e tutti sono rientrati ai propri club. Già il lunedì abbiamo avuto un contatto con i medici dello Stade e deciso di ridurre per via chirurgica l’ematoma, e questo non perché ci fosse un urgenza dettata dalla Coppa del mondo, ma per evitare complicazioni dato che il muscolo è molto irrorato e poteva essere stata interessata anche la safena”.
Parisse non si fa vedere in sala stampa. “Ha una gran voglia di giocare contro l’Irlanda – dice ancora Ieracitano – e questo è un elemento molto positivo. Ripeto: i dubbi sono soprattutto di carattere atletico”. “Riaverlo con noi è molto importante – dice Tommaso Allan, apertura azzurra – è un leader, dà fiducia. E’ stato accolto benissimo da tutti, certo”.
Migliori del previsto le condizioni atletiche di Ghiraldini,. L’infortunio al flessore della coscia destra non è un temuto stiramento, ma forse solo una contrattura in compressione. “Ho fatto molta fisioterapie e crioterapia, quella che, raccontava O’Driscoll, permette anche di recuperare gli strappi”, spiega il tallonatore azzurro. “Sto abbastanza bene, ma non so se potrò essere della partita domenica”. Il dottor Ieracitano conferma: “Anche per lui un esame giovedì, ma credo che le possibilità siano poche, più alte quelle di vederlo in campo nell’incontro con la Romania”.
“Il 30% di dubbio – aggiunge Ieracitano – è più atletico che medico. In sostanza dobbiamo essere sicuri che un atleta che è fermo da quasi un mese sia in grado di affrontare un match di altissimo livello come quello che ci attende contro gli irlandesi”. A chi chiede se nella decisione di scendere in campo possa entrare in qualche modo lo Stade Francais, la squadra di Parisse, Ieracitano lancia occhiatacce. “Lo staff medico dello Stade, Alexis Savigny in testa, ha fatto un ottimo lavoro fin dall’inizio e siamo in costante contatto, ma la decisione spetta ai tecnici e al giocatore. Escludo che lo Stade non voglia che Parisse giochi, altrimenti non lo avrebbe fatto partire per il ritiro”.
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Ieracitano spiega poi la dinamica dell’infortunio e il decorso medico. “Verso il 60’ della partita con il Galles (ultimo test premondiale il 5 settembre a Cardiff ndr) Sergio ha ricevuto una ginocchiata al polpaccio sinistro, ginocchiata che lo ha costretto a uscire e che ha causato un ematoma. Noi lo abbiamo subito fasciato con un bendaggio di contenimento e questo ha impedito il diffondersi dell’ematoma. I giocatori avevano una settimana di riposo e tutti sono rientrati ai propri club. Già il lunedì abbiamo avuto un contatto con i medici dello Stade e deciso di ridurre per via chirurgica l’ematoma, e questo non perché ci fosse un urgenza dettata dalla Coppa del mondo, ma per evitare complicazioni dato che il muscolo è molto irrorato e poteva essere stata interessata anche la safena”.
Parisse non si fa vedere in sala stampa. “Ha una gran voglia di giocare contro l’Irlanda – dice ancora Ieracitano – e questo è un elemento molto positivo. Ripeto: i dubbi sono soprattutto di carattere atletico”. “Riaverlo con noi è molto importante – dice Tommaso Allan, apertura azzurra – è un leader, dà fiducia. E’ stato accolto benissimo da tutti, certo”.
Migliori del previsto le condizioni atletiche di Ghiraldini,. L’infortunio al flessore della coscia destra non è un temuto stiramento, ma forse solo una contrattura in compressione. “Ho fatto molta fisioterapie e crioterapia, quella che, raccontava O’Driscoll, permette anche di recuperare gli strappi”, spiega il tallonatore azzurro. “Sto abbastanza bene, ma non so se potrò essere della partita domenica”. Il dottor Ieracitano conferma: “Anche per lui un esame giovedì, ma credo che le possibilità siano poche, più alte quelle di vederlo in campo nell’incontro con la Romania”.