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Rugby, Parisse si riprende l'Italia: "Pronto a lottare fino in fondo"

Il capitano azzurro guiderà la squadra nel match decisivo contro l'Irlanda (domenica ore 17.45 diretta Repubblica.it): "Ma non conta l'individualità, quello che è importante è la risposta del gruppo. E anche se non abbiamo tante chance, ce la giocheremo fino alla fine"

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LONDRA - Sergio Parisse è tornato. Durante il captain's run mette i suoi al centro del prato dell'Olympic Stadium un cerchio, tutti abbracciati, e parla. Spiega che la partita di domani contro l'Irlanda (17.45 in Italia diretta Repubblica.it) è di quelle che ci sono una volta sola ogni quattro anni, che è venuto il momento di dimostrare cosa vuole essere l'Italia in questa Coppa del mondo, una comparsa o una protagonista. "Sono cose che si dicono all'interno della squadra, non in conferenza stampa. Abbiamo parlato del match, certo", ammette il capitano azzurro dopo. "Per me c'è tanta soddisfazione di rientrare in gruppo, ma alla vigilia di questa partita non conta l'individualità, quello che è importante è la risposta del gruppo contro una squadra che è più forte di noi in tutti i sensi. Sarà una partita molto difficile. Ci sono poche chance di passare il turno, ma sono un competitore e se anche c'è solo l'1% sono pronto a lottare fino in fondo" .
 
E' un Parisse un po' in tono minore, rifugge i complimenti di O'Connell, capitano irlandese ("Li gradisco da una leggenda come lui, ma sapete come sono fatto, amo dimostrare chi sono in campo più che gioire degli elogi"), fa comprendere la sofferenza vissuta guardando le partite in tv, ma dà una stoccata a chi da fuori critica (Mirko Bergmasco?): "Quando si è fuori è facile vedere gli errori, ma quando si è fuori è meglio fare solo il tifo per l'Italia".
"La partita con la Francia ha lasciato un senso di amarezza, quella con il Canada è stata vinta senza convincere. Ma se guardiamo alle altre partite di questo mondiale ci accorgiamo che molte squadre giudicate minori hanno fatto grandi match, come il Canada con noi e a lungo anche contro la Francia. Questa settimana abbiamo lavorato bene, ma ora tocca solo a noi, lo staff può solo lavorare sui particolari, il resto ce lo dobbiamo mettere noi".
E ancora. "Domani cercherò di fare del mio meglio giocando il più possibile e quando sentirò che non ce la fo con il fisico cercherò di trovare le energie mentali che mi sorreggano. Ma questo non è un alibi, credetemi, ci metterò comunque tutto me stesso".
 
Il capitano non crede che questa sia un'Italia Parisse-dipendente. "No, non credo minimamente che questa squadra dipenda da me e d'altronde noi non giochiamo a tennis o a golf, il nostro è uno sport che non si vince da soli. Per battere l'avversario ci vogliono tutti e 23 i giocatori che vanno in campo, titolari e riserve".
 
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