LONDRA - “Questa partita non cambia il nostro mondiale perché non abbiamo vinto”. Jacques Brunel è più deluso che soddisfatto. “Volevamo dare un contenuto di alto livello a questa partita – dice – siamo soddisfatti dell’atteggiamento generale della squadra, ma abbiamo perso delle occasioni che abbiamo avuto, con Furno e con Venditti. Abbiamo fatto vedere che il nostro livello non è quello che abbiamo mostrato contro la Francia o contro il Canada. Ora ci aspetta la Romania, sarà una partita dura, difficile. Il bilancio si farà dopo”.
Il cambiamento può essere tutto merito della presenza di Sergio Parisse? Il capitano prova a eludere la domanda. “Oggi c’è stata una partita a livello collettivo ottimo, ma resta una sconfitta – dice - tutto il mondo si aspettava un’Irlanda vittoriosa per 40-50 punti, e così non è stato. Ma non possiamo e non dobbiamo essere soddisfatti. Se segnavamo la meta di Furno poteva essere un altro match.. Quanto a me ho cercato di fare del mio meglio. Se penso che tre settimane fa ero in giro con le stampelle e quattro settimane fa ero sotto i ferri non posso che essere felice e ringraziare lo staff medico dello Stade Francais e mia moglie che mi ha sopportato. Ma le mie prestazioni dipendono dalla mia forma fisica e ora questa non c’è al 100%”.
Joshua Furno spiega così l’occasione mancata. “Non mi ci trovo spesso in quella posizione, ma ero convinto di essere in vantaggio sul difensore e di avere più spazio. Avessi capito la situazione avrei spostato la palla sulla sinistra e allontanato il placcatore con il braccio destro. Questione di centimetri e avrei segnato”.
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Furno ha qualcosa da dire anche sul cambiamento generale della squadra. “Certo Parisse è un grandissimo giocatore, un leader. Ma qui è accaduto che tutti insieme abbiamo capito che non potevamo giocare come contro la Francia o il Canada, che quello non era il nostro livello. Sono cose che vanno gestite molto sotto il profilo mentale e vi assicuro che non è semplice”.
Viene fatto notare a Brunel e a Parisse che ci sono stati errori in touche e scelte azzardate nella gestione delle penalità. “Allan è uscito per crampi ed è entrato Canna, si sentiva di piazzare quel calcio è una decisione che viene presa in campo. In touche abbiamo avuto problemi che dovremo analizzare. La missione era giocare nell’asse e gestire il pallone al largo. Mi sembra che sia andata abbastanza bene anche se abbiamo sbagliato in un paio di casi con superiorità numerica. In due maul avanzanti l’arbitro ha fischiato qualcosa che non ho capito e mi farò spiegare”, dice Brunel.
Canna conferma. “La decisione di piazzare è stata presa perché mi sentivo di farcela, avevamo provato molto in allenamento e andava bene. Mancavano 14 minuti alla fine e stavamo punto a punto. Se lo avessi messo saremmo andati a -4 con la palla che tornava a noi”.
“Non voglio dire che abbiamo perso per gli errori in touche, ma quasi - dice Sergio Parisse - Certo dare la colpa al tallonatore è facile, ma dipende da un mix di cose, chiamate, posizione degli avversari. E loro in touche sono fortissimi”. C’è però un retroscena. Quando Manici, a metà del primo tempo, sbaglia la touche nei cinque metri dell’Irlanda regalando la palla a loro e privando l’Italia di un’occasione da meta, Jacques Brunel ha battutto i pugni sul tavolo nella sua postazione. “Basta leviamolo, non voglio perdere la partita per errori come questi”. Così Manici è restato negli spogliatoi e al suo posto è entrato Giazzon che, comunque, un errore lo ha commesso insieme a chi ha chiamato una touche ridotta negli ultimi minuti quando l’Italia era in superiorità numerica per l’espulsione temporanea di O’Mahony.
Queste potrebbero essere le ultime partite di Parisse con la nazionale. Dopo il leader chi potrebbe essere? “Come impegno e cuore, come esempio, vedo Simone Favaro. Come leadership in campo sta facendo sempre meglio Gori”.
Dal tecnico irlandese Joe Schmidt l’onore delle armi e qualche dubbio sulla sua Irlanda in vista del big match con la Francia che deciderà chi deve incontrare la Nuova Zelanda e chi l’Argentina nei quarti. “Sapevamo sarebbe stata difficile, l’Italia ha avuto un atteggiamento che ci ha reso la vita difficile, ma è vero che abbiamo fatto errori che dobbiamo analizzare. Abbiamo perso la palla molte volte, poco possesso, molti turn over persi, difficile andare oltre la linea del vantaggio. Come ho detto io sarei stato soddisfatto a vincere anche con un solo punto di scarto, ma noto che siamo stati un po’ accecati da un falso senso di sicurezza”.
Il cambiamento può essere tutto merito della presenza di Sergio Parisse? Il capitano prova a eludere la domanda. “Oggi c’è stata una partita a livello collettivo ottimo, ma resta una sconfitta – dice - tutto il mondo si aspettava un’Irlanda vittoriosa per 40-50 punti, e così non è stato. Ma non possiamo e non dobbiamo essere soddisfatti. Se segnavamo la meta di Furno poteva essere un altro match.. Quanto a me ho cercato di fare del mio meglio. Se penso che tre settimane fa ero in giro con le stampelle e quattro settimane fa ero sotto i ferri non posso che essere felice e ringraziare lo staff medico dello Stade Francais e mia moglie che mi ha sopportato. Ma le mie prestazioni dipendono dalla mia forma fisica e ora questa non c’è al 100%”.
Joshua Furno spiega così l’occasione mancata. “Non mi ci trovo spesso in quella posizione, ma ero convinto di essere in vantaggio sul difensore e di avere più spazio. Avessi capito la situazione avrei spostato la palla sulla sinistra e allontanato il placcatore con il braccio destro. Questione di centimetri e avrei segnato”.
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Furno ha qualcosa da dire anche sul cambiamento generale della squadra. “Certo Parisse è un grandissimo giocatore, un leader. Ma qui è accaduto che tutti insieme abbiamo capito che non potevamo giocare come contro la Francia o il Canada, che quello non era il nostro livello. Sono cose che vanno gestite molto sotto il profilo mentale e vi assicuro che non è semplice”.
Viene fatto notare a Brunel e a Parisse che ci sono stati errori in touche e scelte azzardate nella gestione delle penalità. “Allan è uscito per crampi ed è entrato Canna, si sentiva di piazzare quel calcio è una decisione che viene presa in campo. In touche abbiamo avuto problemi che dovremo analizzare. La missione era giocare nell’asse e gestire il pallone al largo. Mi sembra che sia andata abbastanza bene anche se abbiamo sbagliato in un paio di casi con superiorità numerica. In due maul avanzanti l’arbitro ha fischiato qualcosa che non ho capito e mi farò spiegare”, dice Brunel.
Canna conferma. “La decisione di piazzare è stata presa perché mi sentivo di farcela, avevamo provato molto in allenamento e andava bene. Mancavano 14 minuti alla fine e stavamo punto a punto. Se lo avessi messo saremmo andati a -4 con la palla che tornava a noi”.
“Non voglio dire che abbiamo perso per gli errori in touche, ma quasi - dice Sergio Parisse - Certo dare la colpa al tallonatore è facile, ma dipende da un mix di cose, chiamate, posizione degli avversari. E loro in touche sono fortissimi”. C’è però un retroscena. Quando Manici, a metà del primo tempo, sbaglia la touche nei cinque metri dell’Irlanda regalando la palla a loro e privando l’Italia di un’occasione da meta, Jacques Brunel ha battutto i pugni sul tavolo nella sua postazione. “Basta leviamolo, non voglio perdere la partita per errori come questi”. Così Manici è restato negli spogliatoi e al suo posto è entrato Giazzon che, comunque, un errore lo ha commesso insieme a chi ha chiamato una touche ridotta negli ultimi minuti quando l’Italia era in superiorità numerica per l’espulsione temporanea di O’Mahony.
Queste potrebbero essere le ultime partite di Parisse con la nazionale. Dopo il leader chi potrebbe essere? “Come impegno e cuore, come esempio, vedo Simone Favaro. Come leadership in campo sta facendo sempre meglio Gori”.
Dal tecnico irlandese Joe Schmidt l’onore delle armi e qualche dubbio sulla sua Irlanda in vista del big match con la Francia che deciderà chi deve incontrare la Nuova Zelanda e chi l’Argentina nei quarti. “Sapevamo sarebbe stata difficile, l’Italia ha avuto un atteggiamento che ci ha reso la vita difficile, ma è vero che abbiamo fatto errori che dobbiamo analizzare. Abbiamo perso la palla molte volte, poco possesso, molti turn over persi, difficile andare oltre la linea del vantaggio. Come ho detto io sarei stato soddisfatto a vincere anche con un solo punto di scarto, ma noto che siamo stati un po’ accecati da un falso senso di sicurezza”.