EXETER - Per la Romania è la partita più importante della storia moderna, una occasione imperdibile. Gli incerottati azzurri invece ne avrebbero volentieri fatto a meno, soprattutto adesso che Sergio Parisse è di nuovo costretto a farsi da parte. L’ultimo turno del girone preliminare dei mondiali mette ufficialmente in palio la partecipazione diretta alla prossima edizione: domenica ad Exeter (ore 15.30, diretta Sky Sport 2) chi chiude al terzo posto - dietro Irlanda e Francia - andrà alla World Cup giapponese del 2019 senza bisogno di passare dalle eliminatorie. L’Italia ha 5 punti in classifica, grazie al sofferto successo sul Canada e al punto di bonus difensivo con gli irlandesi. Anche i romeni hanno battuto i canadesi, e fa 4, un punticino di meno. Ma c’è molto di più, in gioco: le Querce (stejarii), la cui antica tradizione è evaporata dopo la fine del regime di Ceausescu, vogliono dimostrare di meritare anche loro – oggi - un posto nel paradiso del rugby. Come la Georgia sognano il Sei Nazioni, vorrebbero giocarselo in uno spareggio con i professionisti italiani. E non serve molto spiegare loro che i contratti siglati dagli organizzatori del torneo più antico del mondo non prevedono rivoluzioni, almeno fino al 2026: battere gli azzurri sarebbe come prendere la Bastiglia. E per farlo i romeni schierano la formazione migliore, recuperando pure il capitano Mihai Macovei che era stato squalificato per 2 giornate, ma l’appello ha sospeso tutto.
A Zanni la maglia numero 8. Il ct Jacques Brunel ha ufficializzato 2 cambi, rispetto alla formazione che era entrata in campo dal primo minuto con l’Irlanda all’Olimpico di Londra: Sergio Parisse è fuori, il polpaccio sinistro (operato il mese scorso a Parigi) non gli dà tregua, e qualcuno pensa che forse sarebbe stato il caso di risparmiargli quell’ora giocata contro l’Irlanda in maniera da averlo presente per il match più delicato; l’altro assente è Gonzalo Garcia, che domenica passata era già stato sostituito dopo 2 minuti da Tommasi Benvenuti.
Geldenhuys è il capitano. Il resto della squadra è ciò che rimane al netto dei tanti infortuni di questa maledetta stagione (Morisi, Castrogiovanni, Rizzo, Ghiraldini, Masi, Parisse, Haimona), con Zanni che indossa la maglia numero 8. In panchina anche un richiamato dell’ultima ora, il pilone Alberto De Marchi. E però lascia davvero sorpresi l’assenza di Mauro Bergamasco, 36 anni, fin qui impeccabile nelle due apparizioni di questa è la sua quinta – e ultima – Coppa del Mondo. Forse meritava un diverso addio alla maglia azzurra.
“Fiducia a Manici”. “Vista l’indisponibilità di Sergio abbiamo preso la decisione di schierare dall’inizio Zanni a numero otto perché ha già giocato in questo ruolo e ci offre opzioni interessanti in rimessa laterale”, spiega Brunel. “Con l’Irlanda abbiamo avuto alcuni problemi di conquista da rimessa laterale, ma è giusto confermare la fiducia ad Andrea Manici per permettergli di acquisire esperienza a questo livello, anche perché sarebbe riduttivo addossare tutte le difficoltà ai lanciatori”.
Brunel: “Scelte tecniche, non di cuore”. Vunisa in panchina. “Può giocare sia numero otto che flanker, mentre Mauro Bergamasco ha un profilo da flanker pure, analogo a quello di Favaro. Abbiamo fatto una scelta tecnica, non una scelta di cuore, per avere le migliori chance di vincere questa partita. Mauro ha già tagliato un traguardo straordinario partecipando alla sua quinta Rugby World Cup e scendendo in campo contro Canada ed Irlanda”.
Parisse: “Bergamasco, un grande”. “Concordo con la decisione di Jacques di schierare quella che ritiene la migliore formazione possibile per la partita”, ha detto Parisse. “Ho avuto il privilegio di giocare con Mauro Bergamasco in quattro mondiali e molti dei miei ricordi più cari con la maglia della Nazionale li ho vissuti insieme a lui. Merita tutte le testimonianze di stima che ha ricevuto e continua a ricevere”.
Italia: McLean – Sarto, Campagnaro, Benvenuti, Venditti – Allan, Gori – Zanni, Favaro, Minto – Furno, Geldenhuys – Cittadini, Manici, Aguero. A disposizione: Giazzon, De Marchi, Chistolini, bernabò, Vunisa, Palazzani, Canna, Bacchin.
Romania: Fercu – Lemnaru, Kinikinilau, Vaicu, Botezatu – Wiringi, Calefeteanu – Macovei, Lucaci, Valentin Ursache - van Heerden, Poparlan – Ion, Turashvili, Lazar. A disposizione: Radoi, Andrei Ursache, Pungea, Carpo, Burcea, Bratu, Gal, Apostol.
A Zanni la maglia numero 8. Il ct Jacques Brunel ha ufficializzato 2 cambi, rispetto alla formazione che era entrata in campo dal primo minuto con l’Irlanda all’Olimpico di Londra: Sergio Parisse è fuori, il polpaccio sinistro (operato il mese scorso a Parigi) non gli dà tregua, e qualcuno pensa che forse sarebbe stato il caso di risparmiargli quell’ora giocata contro l’Irlanda in maniera da averlo presente per il match più delicato; l’altro assente è Gonzalo Garcia, che domenica passata era già stato sostituito dopo 2 minuti da Tommasi Benvenuti.
Geldenhuys è il capitano. Il resto della squadra è ciò che rimane al netto dei tanti infortuni di questa maledetta stagione (Morisi, Castrogiovanni, Rizzo, Ghiraldini, Masi, Parisse, Haimona), con Zanni che indossa la maglia numero 8. In panchina anche un richiamato dell’ultima ora, il pilone Alberto De Marchi. E però lascia davvero sorpresi l’assenza di Mauro Bergamasco, 36 anni, fin qui impeccabile nelle due apparizioni di questa è la sua quinta – e ultima – Coppa del Mondo. Forse meritava un diverso addio alla maglia azzurra.
“Fiducia a Manici”. “Vista l’indisponibilità di Sergio abbiamo preso la decisione di schierare dall’inizio Zanni a numero otto perché ha già giocato in questo ruolo e ci offre opzioni interessanti in rimessa laterale”, spiega Brunel. “Con l’Irlanda abbiamo avuto alcuni problemi di conquista da rimessa laterale, ma è giusto confermare la fiducia ad Andrea Manici per permettergli di acquisire esperienza a questo livello, anche perché sarebbe riduttivo addossare tutte le difficoltà ai lanciatori”.
Brunel: “Scelte tecniche, non di cuore”. Vunisa in panchina. “Può giocare sia numero otto che flanker, mentre Mauro Bergamasco ha un profilo da flanker pure, analogo a quello di Favaro. Abbiamo fatto una scelta tecnica, non una scelta di cuore, per avere le migliori chance di vincere questa partita. Mauro ha già tagliato un traguardo straordinario partecipando alla sua quinta Rugby World Cup e scendendo in campo contro Canada ed Irlanda”.
Parisse: “Bergamasco, un grande”. “Concordo con la decisione di Jacques di schierare quella che ritiene la migliore formazione possibile per la partita”, ha detto Parisse. “Ho avuto il privilegio di giocare con Mauro Bergamasco in quattro mondiali e molti dei miei ricordi più cari con la maglia della Nazionale li ho vissuti insieme a lui. Merita tutte le testimonianze di stima che ha ricevuto e continua a ricevere”.
Italia: McLean – Sarto, Campagnaro, Benvenuti, Venditti – Allan, Gori – Zanni, Favaro, Minto – Furno, Geldenhuys – Cittadini, Manici, Aguero. A disposizione: Giazzon, De Marchi, Chistolini, bernabò, Vunisa, Palazzani, Canna, Bacchin.
Romania: Fercu – Lemnaru, Kinikinilau, Vaicu, Botezatu – Wiringi, Calefeteanu – Macovei, Lucaci, Valentin Ursache - van Heerden, Poparlan – Ion, Turashvili, Lazar. A disposizione: Radoi, Andrei Ursache, Pungea, Carpo, Burcea, Bratu, Gal, Apostol.