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Rugby, Mondiali: la Nuova Zelanda distrugge la Francia e va in semifinale

(ap)
Gli All Blacks infliggono ai transalpini una sconfitta umiliante: finisce 62-13, sabato prossimo la sfida contro il Sudafrica
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CARDIFF - Ci sono i numeri di classe di Carter e di Milner-Skudder, c'è la  potenza esplosiva di Savea, man of the match, c'è il modo semplice ma efficace di giocare la palla dei neozelandesi. Il rugby allegro dell'Emisfero sud e quello complicato, un po' triste, senza fantasia della Francia. Steve Hansen, allenatore neozelandese, lo aveva detto: "La Francia ha perso il suo esprit". Davanti ai 71mila 619 spettatori del Millennium Stadium va in scena la peggiore sconfitta in un mondiale della Francia, ma va in scena anche molto altro. Il disfacimento di una scuola rugbystica, di un modo di intendere il gioco che per anni ha stregato e strappato applausi, e la conferma straordinaria, del piacere di giocare che mettono in campo le squadre dell'altra parte del mondo. Sudafrica escluso, che per battere il Galles si affida ai calci di Pollard e a una meta di Du Preez, gioco lineare, niente spettacolo, attesa degli errori altrui.
 
Subito All Blacks in attacco e per tre minuti e mezzo i francesi non toccano il pallone Al 7' minuto calcio per Nuova Zelanda e Carter trasforma 3-0.  Al 9' la Francia pareggia con Spedding, il neozelandese che gioca dalla parte sbagliata,  da oltre 50 metri dopo aver colpito il palo. All'11' frittata di Michalak che si fa stoppare il calcio da Retallik che raccoglie e segna. Carter trasforma 10-3 per All Blacks e Michalak che abbandona il campo per infortunio, al suo posto Tales. Ma la Francia reagisce e torna sotto con un piazzato di Parra su fuorigioco di McCaw. Al 15' 10-6.
 
Poi un abbaglio difensivo di Savea (lascia rimbalzare la palla due volte fino a che le recupera Nakaitachi)   permette alla Francia di farsi sotto e di dare a Parra la possibilità di andare sul 10-6 al 17', ma il mediano di mischia francese commette un errore madornale, palla fuori. Al 23' meta capolavoro Nuova Zelanda: apertura improvvisa con Conrad Smith che raddrizza la linea e passa a Ma'a Nonu che dà a Milner-Skudder cambio di direzione improvviso e l'ala si infila fra due difensori e va in meta in tuffo. Carter trasforma 17-6.
 
Il numero che vale il biglietto lo fa Carter al 28' si infila fra due avversari e passa sotto mano a Savea che va in mezzo ai pali. Carter trasforma 24-6. Per dare un'idea della competenza delle squadre in campo basta dire che la prima mischia arriva al 33' introduzione francese per un in avanti di Coles, tallonatore schierato, come spesso gli accade, sull'ala. Ma proprio da quella mischia nasce l'azione della meta francese. Picamole si stacca su mischia girata e penetra nella difesa all black dopo vari tentativi e un errore francese che lascia interdetti i neozelandesi è ancora Picamoles a raccogliere schiacciare, Parra trasforma e si va sul 24-13.
 Altro numero al 38' di Savea su palla recuperata da Ben Smith, up and under millimetrico di Carter, gli arriva il pallone e stende come birilli Fofana, Spedding e il pilone Slimani con un'azione che ricorda il grandissimo John Lomu, Carter non trasforma si va al riposo sul 29-13.
 
E' una Francia più aggressiva quella che torna in campo, ma è aggressiva anche la difesa neozelandese che continua a rubare anche palle in touche. Al 45' Francia sfortunata su un calcio a seguire di Spedding, ma la frittata è di Picamoles al 46'. Beccato dalla tv mentre tira un pugno a McCaw a terra (da lì si scatena una mini rissa) viene espulso per 10' E la punizione arriva dopo poco. Due aperture consecutive di Carter mettono la Francia in crisi sulla seconda Ma'a Nonu si incunea prova un sottomano a Savea la palla va in terra ma l'ala riesce a dare a Read che dà a Barrett da lui a Kaino e meta, Carter non trasforma  34-13.
La Francia quando rietra Picamoles ci prova ad attaccare, sposta la palla a destra e sinistra ma non supera la linea del vantaggio. Poi in un contrasto la palla schizza di mano a un giocatore francese, la riconquista Carter e Savea se ne va indisturbato in meta, la terza personale, per il 41-13 con la trasformazione di Carter.
 
La Francia non c'è più e gli All Blacks dilagano. Faumuina, un pilone, prende l'intervallo, attira l'ultimo difensore e serve Read, meta in mezzo ai pali, Carter trasforma. 48-13 al 64'.  Due minuti e altra azione da manuale buco centrale di Ma'a Nonu e palla al nuovo entrato  Kerr Barlow che pochi minuti dopo si ripete su assist questa volta di un altro pilone, Moody,  che lo serve con un sottomano. Siamo al 71' e l'incubo francese è sul tabellone, sulla faccia di Saint André: 62-13 la maggiore sconfitta mai patita dalla Francia in un mondiale. Al 74' si cerca la meta con una touche in attacco, ma viene persa, per l'ennesima volta. Un disastro. E All Blacks che potrebbero andare ancora in meta ma Ben Smith viene ripreso a due metri dalla linea. Quando sullo schermo appare la faccia sconsolata di Saint Andre lo stadio fischia. E' il simbolo di un gioco che entusiasmava, il rugby champagne ha perso le sue bollicine, è un'acquetta insapore che mette fuori gioco un'altra rappresentante del vecchio continente.
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