LONDRA - Niente vecchio continente nelle semifinali di England 2015. Dopo l'Irlanda, eliminata dall'Argentina (43-20), esce anche la Scozia battuta dall'Australia 35-34 in una partita che va raccontata dal punto di vista di Bernard Foley, apertura australiana, 26 anni, Waratahs, Sidney. Trecento secondi della vita di un campione, di uno che in una sola partita è capace di sbagliare tre calci di trasformazione, farsi stoppare un pallone creando le condizioni per una meta avversaria (Seymour al 57'), di farsi intercettare un pallone da Bennett (75' meta in mezzo ai pali e 34-32 per la Scozia) e di mettere il calcio della vittoria al 79'. 300 secondi, una vita intera, differenza fra essere l'uomo responsabile della cacciata degli Wallabies dal mondiale, o l'eroe che noostante tutto li tiene in corsa.
Fischia tutto Twickenham quando Foley mette il pallone in posizione per calciare, fischia tutto Twickenham alla faccia del fair play anglosassone, la pioggia cade fredda, mista a neve, ha iniziato pochi secondi prima dell'intercetto di Bennett, sembra il viatico del cielo più scozzese che si sia mai visto verso una semifinale che la Scozia manca dal 1991 quando fu battuta dall'Inghilterra a Dublino. Invece Foley non sente i 60mila che fischiano, forse si concentra sui 17mila australiani che trattengono il fiato, le mani sugli occhi, il cuore sospeso. E colpisce l'ovale finalmente in modo perfetto centrando i pali e portando l'Australia alla semifinale contro l'Argentina, domenica proprio qui.
Così è il rugby, così è lo sport in generale. Ladlaw centra i pali sempre, meno in una trasformazione, due punti alla fine decisivi, proprio la meta di Seymour su errore di Foley. Uno potrà dormire sonni più tranquilli l'altro invece no. Come il suo compagno di squadra Stuart Hogg, estremo scozzese che al 76' calcia via il pallone che l'Australia capitalizza fino ad arrivare nei 22 avversari e provocare il fuorigioco che dà a Foley la possibilità di piazzare il pallone della vittoria.
Onore alla Scozia, elettrica nel gioco alla mano, ben disposta nelle rouck e nelle maul, ma imprecisa in touche. E certi errori con squadre come l'Australia si pagano. Bella tutta la partita con rovesciamenti continui nel punteggio, fino ai 300 secondi finali di Bernard Foley.
Sembrava iniziata in discesa per l'Australia. Al 9' meta di Ashley Cooper dopo azione insistita di Hooper , poi raggruppamento, Giteau va apertura, Foley sui centri palla all'ala e meta in superiorità numerica. Foley non trasforma 5-0.
"Mani in ruck" è la ragione per cui la Scozia ottiene un calcio di punizione e al 14' si riporta sotto, 5-3 con un piazzato di Ladlaw. Momento buono della Scozia che con successive azioni va in meta con Horne che raccoglie la palla da una ruck e va in mezzo ai pali, Ladlaw trasforma 10-5 al 19'.
Qualche dubbio l'Australia comincia ad averlo se Foley sbaglia una presa al volo e mette i suoi sotto pressione in mischia. Con conseguente calcio e Ladlaw che va ancora per i pali. Siamo al 21 e la Scozia allunga 13-5, ormai sopra il break. L'Australia reagisce ma più individualmente (calcio a seguire di Foley) che collettivamente. Nel gioco al piede, nei calci di spostamento, Scozia più efficace dell'Australia che sbaglia più volte regalando il pallone agli avversari, temibili con la cavalleria lanciata, anche se Bennett non riesce a sfruttare un regalo di Kuridrani e si fa sfuggire la palla di mano in un'azione da meta.
Quando l'Australia ritrova la sua strada è il 30', azione ripetuta a sfiancare la difesa e palla all'ala. Drew Mitchell segna così la sua meta numero 13 nei mondiali, si avvicina ad Habana, ma soprattutto avvicina la sua squadra alla Scozia. Foley non è in giornata e non trasforma. Al 31' 13-10 per la Scozia che sulla ripresa conquista una mischia in attacco. Sio crolla e l'arbitro Joubert lo punisce con un calcio, Ladlaw segna e Scozia sul 16-10.
Al 39' l'Australia raddrizza la situazione con una touche di penalizzazione sfruttata con il carrettino classico e successiva meta di Hooper. Foley conferma la giornata no e non trasforma così la Scozia va al riposo avanti di un punto: 16-15.
Si riprende con un piccolo shock per la Scozia, Maitland fuori per dieci minuti per un in avanti volontario e subito Australia in meta con Mitchell che avvicina ancora di più Lomu e Habana, 14 mete ai mondiali a cui ha partecipato. Anche Foley ritrova la mira e porta i suoi sul 22-16 con la trasformazione. Ma la Scozia c'è sempre, mischia in attacco, fallo e Ladlaw mette i suoi a meno 3, 22-19.
Ripresa del gioco errore in difesa della Scozia nuova touche potrebbe essere meta ma il giudice di linea segnala un avanti che l'arbitro non ha visto nella raccolta del pallone da parte di Genia, mediano australiano. Mischia e Scozia che si salva. È il 50'. L'Australia perde il suo pilone e anche una touche, ma la Scozia non riesce a uscire dalla propria metà campo. L'inferiorità numerica costa di fatto 10 punti perché quando Maitland rientra Foley sta mettendo il calcio del 25-19. Al 54'.
E' il 57 quando il campo di Twickenham si trasforma per pochi secondi in un flipper complici due palloni recuperati, prima dalla Scozia (che non riesce a sfruttare lo spazio al largo e un clamoroso 4 contro 1) e il calcio a seguire di Kuridrani stoppato e recuperato da uno scozzese in fuorigioco involontario.
Dalla mischia che ne consegue la frittata di Foley. Calcia, Russell gliela stoppa e si invola viene placcato, serve Seymour che va alla bandierina. Ladlaw sbaglia la trasformazione e si va sul 25-24 per l'Australia è il 60'. Un minuto dopo gli Wallabies non fanno meta per un soffio con Ashley Cooper. Ma l'Australia si installa nei 22 scozzesi. E dopo una touche rubata a 8 metri dalla meta si formano vari raggruppamenti fino a che Kuridrani non trova lo spiraglio e segna. Foley deve farsi perdonare gli errori e lo fa portando i suoi sul 32 a 24 al 65'.
Ma l'indisciplina australiana tiene la Scozia in gioco. Touche di penalizzazione, vari tentativi di attacco e poi calcio piazzabile con Ladlaw che mette dentro il 32-27 al 69'. E' il 74' e su Londra arriva la pioggia. E con la pioggia la meta che sembra chiudere la partita e l'avventura mondiale dell'Australia: Foley si fa intercettare il pallone da Bennett che va in mezzo ai pali Ladlaw trasforma: 34-32 Scozia, 5 minuti, 300 secondi. La fine è nota. Foley premia chi lo ha lasciato in campo fino alla fine, a prendersi tutte le sue responsabilità. Come chiede lo sport talvolta e la vita sempre.
L'Argentina ha invece di fatto ipotecato il successo nei confronti dell'Irlanda con un inizio bruciante e un primo tempo chiuso sul 20-10, poi il tentativo di rimonta irlandese e un finale di gara ancora di marca Pumas. Per l'Argentina mete di Moroni, Imhoff, Tuculet e ancora Imhoff. Micidiale al piede Sanchez, autore di cinque piazzati e 4 trasformazioni. Per l'Irlanda mete di Fitzgerald e Murphy. Madigan ha messo a segno due piazzati e due trasformazioni.
Fischia tutto Twickenham quando Foley mette il pallone in posizione per calciare, fischia tutto Twickenham alla faccia del fair play anglosassone, la pioggia cade fredda, mista a neve, ha iniziato pochi secondi prima dell'intercetto di Bennett, sembra il viatico del cielo più scozzese che si sia mai visto verso una semifinale che la Scozia manca dal 1991 quando fu battuta dall'Inghilterra a Dublino. Invece Foley non sente i 60mila che fischiano, forse si concentra sui 17mila australiani che trattengono il fiato, le mani sugli occhi, il cuore sospeso. E colpisce l'ovale finalmente in modo perfetto centrando i pali e portando l'Australia alla semifinale contro l'Argentina, domenica proprio qui.
Così è il rugby, così è lo sport in generale. Ladlaw centra i pali sempre, meno in una trasformazione, due punti alla fine decisivi, proprio la meta di Seymour su errore di Foley. Uno potrà dormire sonni più tranquilli l'altro invece no. Come il suo compagno di squadra Stuart Hogg, estremo scozzese che al 76' calcia via il pallone che l'Australia capitalizza fino ad arrivare nei 22 avversari e provocare il fuorigioco che dà a Foley la possibilità di piazzare il pallone della vittoria.
Onore alla Scozia, elettrica nel gioco alla mano, ben disposta nelle rouck e nelle maul, ma imprecisa in touche. E certi errori con squadre come l'Australia si pagano. Bella tutta la partita con rovesciamenti continui nel punteggio, fino ai 300 secondi finali di Bernard Foley.
Sembrava iniziata in discesa per l'Australia. Al 9' meta di Ashley Cooper dopo azione insistita di Hooper , poi raggruppamento, Giteau va apertura, Foley sui centri palla all'ala e meta in superiorità numerica. Foley non trasforma 5-0.
"Mani in ruck" è la ragione per cui la Scozia ottiene un calcio di punizione e al 14' si riporta sotto, 5-3 con un piazzato di Ladlaw. Momento buono della Scozia che con successive azioni va in meta con Horne che raccoglie la palla da una ruck e va in mezzo ai pali, Ladlaw trasforma 10-5 al 19'.
Qualche dubbio l'Australia comincia ad averlo se Foley sbaglia una presa al volo e mette i suoi sotto pressione in mischia. Con conseguente calcio e Ladlaw che va ancora per i pali. Siamo al 21 e la Scozia allunga 13-5, ormai sopra il break. L'Australia reagisce ma più individualmente (calcio a seguire di Foley) che collettivamente. Nel gioco al piede, nei calci di spostamento, Scozia più efficace dell'Australia che sbaglia più volte regalando il pallone agli avversari, temibili con la cavalleria lanciata, anche se Bennett non riesce a sfruttare un regalo di Kuridrani e si fa sfuggire la palla di mano in un'azione da meta.
Quando l'Australia ritrova la sua strada è il 30', azione ripetuta a sfiancare la difesa e palla all'ala. Drew Mitchell segna così la sua meta numero 13 nei mondiali, si avvicina ad Habana, ma soprattutto avvicina la sua squadra alla Scozia. Foley non è in giornata e non trasforma. Al 31' 13-10 per la Scozia che sulla ripresa conquista una mischia in attacco. Sio crolla e l'arbitro Joubert lo punisce con un calcio, Ladlaw segna e Scozia sul 16-10.
Al 39' l'Australia raddrizza la situazione con una touche di penalizzazione sfruttata con il carrettino classico e successiva meta di Hooper. Foley conferma la giornata no e non trasforma così la Scozia va al riposo avanti di un punto: 16-15.
Si riprende con un piccolo shock per la Scozia, Maitland fuori per dieci minuti per un in avanti volontario e subito Australia in meta con Mitchell che avvicina ancora di più Lomu e Habana, 14 mete ai mondiali a cui ha partecipato. Anche Foley ritrova la mira e porta i suoi sul 22-16 con la trasformazione. Ma la Scozia c'è sempre, mischia in attacco, fallo e Ladlaw mette i suoi a meno 3, 22-19.
Ripresa del gioco errore in difesa della Scozia nuova touche potrebbe essere meta ma il giudice di linea segnala un avanti che l'arbitro non ha visto nella raccolta del pallone da parte di Genia, mediano australiano. Mischia e Scozia che si salva. È il 50'. L'Australia perde il suo pilone e anche una touche, ma la Scozia non riesce a uscire dalla propria metà campo. L'inferiorità numerica costa di fatto 10 punti perché quando Maitland rientra Foley sta mettendo il calcio del 25-19. Al 54'.
E' il 57 quando il campo di Twickenham si trasforma per pochi secondi in un flipper complici due palloni recuperati, prima dalla Scozia (che non riesce a sfruttare lo spazio al largo e un clamoroso 4 contro 1) e il calcio a seguire di Kuridrani stoppato e recuperato da uno scozzese in fuorigioco involontario.
Dalla mischia che ne consegue la frittata di Foley. Calcia, Russell gliela stoppa e si invola viene placcato, serve Seymour che va alla bandierina. Ladlaw sbaglia la trasformazione e si va sul 25-24 per l'Australia è il 60'. Un minuto dopo gli Wallabies non fanno meta per un soffio con Ashley Cooper. Ma l'Australia si installa nei 22 scozzesi. E dopo una touche rubata a 8 metri dalla meta si formano vari raggruppamenti fino a che Kuridrani non trova lo spiraglio e segna. Foley deve farsi perdonare gli errori e lo fa portando i suoi sul 32 a 24 al 65'.
Ma l'indisciplina australiana tiene la Scozia in gioco. Touche di penalizzazione, vari tentativi di attacco e poi calcio piazzabile con Ladlaw che mette dentro il 32-27 al 69'. E' il 74' e su Londra arriva la pioggia. E con la pioggia la meta che sembra chiudere la partita e l'avventura mondiale dell'Australia: Foley si fa intercettare il pallone da Bennett che va in mezzo ai pali Ladlaw trasforma: 34-32 Scozia, 5 minuti, 300 secondi. La fine è nota. Foley premia chi lo ha lasciato in campo fino alla fine, a prendersi tutte le sue responsabilità. Come chiede lo sport talvolta e la vita sempre.
L'Argentina ha invece di fatto ipotecato il successo nei confronti dell'Irlanda con un inizio bruciante e un primo tempo chiuso sul 20-10, poi il tentativo di rimonta irlandese e un finale di gara ancora di marca Pumas. Per l'Argentina mete di Moroni, Imhoff, Tuculet e ancora Imhoff. Micidiale al piede Sanchez, autore di cinque piazzati e 4 trasformazioni. Per l'Irlanda mete di Fitzgerald e Murphy. Madigan ha messo a segno due piazzati e due trasformazioni.