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Rugby, Mondiali: il Sudafrica si prende il bronzo

Battuta l'Argentina 24-13 nella finale per il terzo posto della rassegna iridata
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LONDRA - Medaglia di bronzo al Sudafrica di Brian Habana, che voleva un record ma ha sbagliato ogni pallone avuto e la sedicesima meta non la fa, resta a 15 come Lomu. Alla squadra più triste dell'emisfero sud, quella che gioca il rugby più brutto, più fisico. Quella che piazza anche se vince 24-6 perché deve fare fare il record di punti a Pollard (che però prende il palo e resta a 93 dietro a Sanchez 97, miglior marcatore del mondiale).
Il Sudafrica  ha la meglio sull'Argentina (24-13 il finale) che invece onora il match che tutti considerano inutile (a parte gli organizzatori: 55925 spettatori) con un gioco arioso, fatto di belle individualità, sopra a tutti Cubelli, Cordero, Amorosino, di galoppate in slalom dei trequarti che ricordano una Francia che non c'è più. Ecco sì, se questo fosse il match di consolazione della Vecchia Europa, quello che non c'è stato complici i disastrosi quarti di G…
LONDRA - Medaglia di bronzo al Sudafrica di Brian Habana, che voleva un record ma ha sbagliato ogni pallone avuto e la sedicesima meta non la fa, resta a 15 come Lomu. Alla squadra più triste dell'emisfero sud, quella che gioca il rugby più brutto, più fisico. Quella che piazza anche se vince 24-6 perché deve fare fare il record di punti a Pollard (che però prende il palo e resta a 93 dietro a Sanchez 97, miglior marcatore del mondiale).
Il Sudafrica  ha la meglio sull'Argentina (24-13 il finale) che invece onora il match che tutti considerano inutile (a parte gli organizzatori: 55925 spettatori) con un gioco arioso, fatto di belle individualità, sopra a tutti Cubelli, Cordero, Amorosino, di galoppate in slalom dei trequarti che ricordano una Francia che non c'è più. Ecco sì, se questo fosse il match di consolazione della Vecchia Europa, quello che non c'è stato complici i disastrosi quarti di Galles, Irlanda, Francia e Scozia, sarebbe un Inghilterra-Francia d'altri tempi. L'altra generazione degli argentini vincenti, quelli che nel 2007 vinsero il bronzo contro la Francia, mantiene il proprio record, ma la squadra di Daniel Horcade, ha un altro spirito, e un'altra organizzazione è stata data al movimento. L'Argentina arriva quarta, ma è pronta a un ulteriore passo avanti nel panorama mondiale.
 
Lo sanno i suoi trentamila tifosi che cantano, sventolano bandiere, saltano sugli spalti dell'Olympic Stadium a 5 minuti dalla fine perché vorrebbero almeno una meta che premi tutto quel correre, fintare, passare fra le mani dei difensori sudafricani, battuti nell'uno contro uno, ma più organizzati come squadra. E la meta arriva all'82' in un tripudio da corrida con Juan Pablo Orlandi. Al 6' l'Argentina è in 14 per giallo a Cubelli. Il conto è subito pagato:  Petersen va in meta alla bandierina, Pollard trasforma. 7-0 Sudafrica. Sanchez passa mediano. Al 10' Habana per un soffio non segna la meta numero 16, ma Amorosino annulla in tuffo. Lacey inflessibile in ogni raggruppamento colpisce ancora l'Argentina su una fase di gioco confusa e Pollard porta i suoi sul 10-0. E' il 14'. La partita ancora non decolla, due squadre che pensano ad altro. Ognuno gioca più per sé che per la squadra.
 
Ma l'Argentina ha qualcosa in più, un'anima latina, come una Francia d'altri tempi. In campo i Pumas parlano molto l'ordine che Fernandez Lobbe dà in continuazione ai suoi quando la palla è sudafricana è "Abajo", "Giù, stenderli". In maul avanzante degli avversari l'azione per fermarli  si chiama "Rodrigo". "Falta mucho", grida nel secondo tempo a Sanchez Fernandez Lobbe, per dirgli che è meglio piazzare e provare ad avvicinarsi. Al 27' fantastico buco del mediano Cubelli, ma viene ripreso a due metri dalla linea. Poi ci sono momenti di rara confusione in cui ogni decisione presa dall'arbitro è a favore del Sudafrica che gioca per far marcare Habana, ma l'ala sbaglia un pallone al 29' su buco di Le Roux e apertura al largo (brutta). Al 32' altra indisciplina argentina, entrata laterale in ruck e Pollard porta i suoi a 13-0. L'Argentina fa azioni su azioni con i trequarti, si affida a Desio, alle invenzioni di Cordero, di Amorosino. Ma manca sempre l'ultimo sostegno, l'ultimo offload. E poi c'è l'indisciplina nei raggruppamenti che dà a Pollard la possibilità di aumentare il bottino personale, anche al 40' del primo tempo, 16-0 e tutti negli spogliatoi.
 
Si riparte con drop di Sanchez. 16-3 e subito dopo con una meta di Etzebeth schierato sull'ala dove dovrebbe esserci Habana. 21-3 perché Pollard sbaglia la trasformazione. Tutti giocano per Habana, ma lui commette un altro clamoroso in avanti su una palla di recupero che potrebbe aprire praterie davanti a lui. E alla fine viene sostituito. Ogni volta che il Sudafrica arriva nei 22 argentini sono punti. Così al 48' un fuorigioco dei tequarti dà a Pollard il pallone del 24-3.  Al 52' tre punti (24-6) per l'Argentina su un fallo in ruck dei sudafricani e poi uscita con standing ovation per Fernandez Lobbe un altro dei gladiatori che se ne va, che abbandona il rugby. Uno di quelli che c'era a Parigi nella finale per il bronzo quando fu battuta la Francia per la seconda volta nel mondiale 2007. Applausi a scena aperta anche per Schalk Burger  che esce dal campo forse per l'ultima volta. Forse. Perché passano 5 minuti e rientra per sostituire Louw che sanguina. Poi abbandona il campo, e il rugby, Matfield. Altro lungo applauso. Al 62' tutti fermi per un accenno di rissa che il Tmo non chiarisce, nessun provvedimento. Riesce Burger, altro applauso d'addio. E' il 66'.
 
La fatica si fa sentire. Il pubblico è più argentino e si mette a cantare, saltare, sventolare le bandire. Ci sono molte azioni alla mano dei Pumas, ma solo quando il tempo è diventato rosso, su calci di punizione giocati alla mano arriva la meta che tutto lo stadio vuole per premiare il coraggio argentino. La segna Orlandi, pilone argentino dagli avi certo italiani. 24-13 e tutti a casa, finalmente, dopo un mese e mezzo di battaglie.