ROMA - "Sarà una partita durissima. Equilibrata sino alla fine. Decideranno i dettagli". Sergio Parisse carica i suoi alla vigilia della partita più importante dell'anno: in un Olimpico di nuovo vicino all'esaurito, domani l'Italia affronta la Scozia nella tradizionale sfida minore del Sei Nazioni, quella tre le ultime e con lo spettro del Cucchiaio di Legno. Vietati gli errori, le incertezze, i cali di concentrazione che hanno segnato i primi due turni azzurri del torneo chiusi con altrettante sconfitte (Francia, Inghilterra). "Non possiamo più permettercelo. A questo livello, sono gli episodi che cambiano la rotta". Il pasticciaccio brutto di due settimane fa - quella rimessa giocata rapidamente da Canna, l'intercetto su Sarto - "deve farci crescere come squadra: alla avversità si risponde ritrovando compattezza, e fiducia".
Calci alti sotto la pioggia - Dovrebbe piovere, e non è una buona notizia. Gli azzurri hanno perso Carletto il Poliziotto, sostituito all'apertura da Haimona. Ma soprattutto, schierano nel triangolo allargato tre atleti (Sarto, Bellini, Odiete) dalla pedata moscia: la battaglia sui calci alti con gli Highlanders potrebbe prendere una bruttissima piega. Parisse non ha paura. "La perdita di Canna è grave. Ma per Kelly e Padovani, che parte dalla panchina, può essere una buona opportunità". Sì, tuttavia la Scozia è reduce da un grande mondiale - la semifinale scippata dall'Australia - e due buoni incontri nel Sei Nazioni. "Sono forti, però lo siamo anche noi. Dobbiamo attuare il nostro piano di gioco. Le touche e le mischie ordinate saranno fondamentali: servono buoni palloni per gestire il gioco avanzando". Stadio ancora pieno: "Sarà un aiuto importante".
De Carli: "Siamo in crescita" - Gli azzurri non vincono all'Olimpico da quasi 3 anni, gli scozzesi vengono da 9 ko consecutivi. A chi andrà l'Orrenda Stoviglia? Risponde Giampiero 'Ciccio' De Carli, oggi allenatore della mischia e nel Duemila - all'esordio italiano nel Torneo - autore della prima (e unica) meta. "Partita difficilissima, ma è sempre stato così. Loro sono stati più costanti il mese scorso, noi siamo in crescita. A Parigi abbiamo tenuto per tutto il match, con l'Inghilterra più che cedere abbiamo subìto un incredibile finale dei nostri avversari".
Parisse: "Niente drop, promesso" - Per Edoardo Gori sarà la cinquantesima partita in regìa. "L'emozione dell'esordio a Firenze, il ricordo dei mondiali neozelandesi. E' una bella avventura, e tutta da vivere. Questa squadra è giovane e entusiasta, c'è qualità: la strada è ancora lunga, ma possiamo fare belle cose". Forse un giorno erediterà la fascia di capitano da Sergio Parisse, che a 32 anni però non ha intenzione di mollare. "Mi sento forte fisicamente e mentalmente, so di poter dare tanto ancora per 3-4 stagioni: a livello di club (è capitano dello Stade Français, campione di Francia) e di Nazionale. A giugno cambierà lo staff tecnico azzurro, non so quali saranno i nuovi progetti: io sono a disposizione". Ma se domani all'ultimo secondo c'è da calciare un drop? Sorride: "Questa volta lascio la responsabilità ad un altro, giuro".
Calci alti sotto la pioggia - Dovrebbe piovere, e non è una buona notizia. Gli azzurri hanno perso Carletto il Poliziotto, sostituito all'apertura da Haimona. Ma soprattutto, schierano nel triangolo allargato tre atleti (Sarto, Bellini, Odiete) dalla pedata moscia: la battaglia sui calci alti con gli Highlanders potrebbe prendere una bruttissima piega. Parisse non ha paura. "La perdita di Canna è grave. Ma per Kelly e Padovani, che parte dalla panchina, può essere una buona opportunità". Sì, tuttavia la Scozia è reduce da un grande mondiale - la semifinale scippata dall'Australia - e due buoni incontri nel Sei Nazioni. "Sono forti, però lo siamo anche noi. Dobbiamo attuare il nostro piano di gioco. Le touche e le mischie ordinate saranno fondamentali: servono buoni palloni per gestire il gioco avanzando". Stadio ancora pieno: "Sarà un aiuto importante".
De Carli: "Siamo in crescita" - Gli azzurri non vincono all'Olimpico da quasi 3 anni, gli scozzesi vengono da 9 ko consecutivi. A chi andrà l'Orrenda Stoviglia? Risponde Giampiero 'Ciccio' De Carli, oggi allenatore della mischia e nel Duemila - all'esordio italiano nel Torneo - autore della prima (e unica) meta. "Partita difficilissima, ma è sempre stato così. Loro sono stati più costanti il mese scorso, noi siamo in crescita. A Parigi abbiamo tenuto per tutto il match, con l'Inghilterra più che cedere abbiamo subìto un incredibile finale dei nostri avversari".
Parisse: "Niente drop, promesso" - Per Edoardo Gori sarà la cinquantesima partita in regìa. "L'emozione dell'esordio a Firenze, il ricordo dei mondiali neozelandesi. E' una bella avventura, e tutta da vivere. Questa squadra è giovane e entusiasta, c'è qualità: la strada è ancora lunga, ma possiamo fare belle cose". Forse un giorno erediterà la fascia di capitano da Sergio Parisse, che a 32 anni però non ha intenzione di mollare. "Mi sento forte fisicamente e mentalmente, so di poter dare tanto ancora per 3-4 stagioni: a livello di club (è capitano dello Stade Français, campione di Francia) e di Nazionale. A giugno cambierà lo staff tecnico azzurro, non so quali saranno i nuovi progetti: io sono a disposizione". Ma se domani all'ultimo secondo c'è da calciare un drop? Sorride: "Questa volta lascio la responsabilità ad un altro, giuro".