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Solidarietà, l'Italrugby in campo contro gli sprechi di cibo

In occasione delle ultime due partite del Sei Nazioni all'Olimpico, la collaborazione tra 'Equoplus' e la Federazione ha permesso di raccogliere tutto il cibo in eccedenza nei punti vendita per donarlo a quattro associazioni sul territorio. E i volontari hanno ripulito tutti gli ambienti esterni

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ROMA - "Le cose non cambiano; cambiamo" così affermava il filosofo americano Henry David Thoreau, e questo sembra essere il motore che ha spinto, oggi, tre giovani italiani a creare "Equoplus": si tratta di un progetto, al momento unico in Italia, capace di trasformare l'immagine aziende o grandi eventi in realtà a impatto sociale. L'idea di  Francesco, Giulia e Carlo è nata dopo l'esperienza di successo registrata con Equovento, organizzazione no profit da loro creato per il recupero del cibo in eccedenza che in pochi mesi ha conquistato molte città italiane creando un network di volontari inaspettato. Proprio da questo feedback positivo nel mondo del food ha suggerito il passo verso una dimensione "business" che potesse coinvolgere anche le istituzioni, le aziende e i grandi eventi così come è accaduto con il rugby. Uno stimolo colto al volo dai ragazzi soprattutto dopo la direttiva europea 95/2014 che prevede per le società di rilevanza pubblica, con più di 500 dipendenti l'obbligo dal 1 gennaio 2017 di inserire nei propri bilanci informazioni finanziarie ovvero, tutte quelle strategie a impatto sociale fatturate dall'ente.

Nella scorsa partita del Sei Nazioni Italia- Inghilterra allo stadio Olimpico di Roma c'è stato l'esordio Equoplus che è riuscita con diverse "attività ad impatto" a fare la differenza e aggiungere valore a un evento che sarebbe stato altrimenti un incontro agonistico. "Il sodalizio con la Federazione di rugby è nata già l'anno scorso con Equoevento - racconta Francesco Colicci, fondatore dell'organizzazione - Quando siamo stati richiamati la Fir ha accettato questa nuova proposta con grande entusiasmo permettendoci di agire negli incontri del 14 e del 27 febbraio, dove abbiamo raccolto il cibo in eccedenza nei punti food dello stadio, nel villaggio Peroni e nella cena di gala per donarlo a ben quattro realtà di volontariato del territorio. Il valore aggiunto di Equoplus è stato poi quello di ridonare a Roma uno stadio Olimpico in condizioni impeccabili, forse anche migliore dello stato di partenza, avendo radunato a fine match  decine e decine di volontari di tutte le età che hanno ripulito gli ambienti esterni, in maniera del tutto gratuita e con il benefit ultimo di un biglietto gratis per la partita. Valori da terzo tempo che vengono portati fuori lo stadio, creando valore sociale aggiunto".

L'idea di Equoplus è dunque quella di fare da "ponte" tra le aziende e il no profit, spesso caotico e non ben organizzato ad alti livelli, attraverso anche il sovvezionamento di sponsor come la Fiorucci che per il Sei Nazioni ha simpaticamente donato due mortadelle giganti che sono state consegnate ai più bisognosi.

Appurato che piccole grandi cose si possono fare anche in Italia quali sono i prossimi obiettivi di Euqoplus? "Pensando in grande l'Olimpiade 2024 ma c'è ancoira molto da orgazizzare. A stretto giro abbiamo già avuto la riconferma della Fir per operare anche l'anno prossimo durante le partite della nazionale magari anche con altre attività che penseremo assieme ai nostri volontari, vero core di tutta l'organizzazione. Quello che speriamo è di riuscire a fare una nostra idea di una società in cui sia le imprese sia le persone riescano a non pensare più solo ai propri interessi ma che si interessino anche alla società che li circonda, decidendo di agire attraverso azioni serie e concrete:  è questo il "plus" di cui vogliamo farci portavoce". 
 
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