DUBLINO - "Se uno ha talento e non lo sfrutta, resterà per sempre un mediocre. Ci sono tanti giovani in questa squadra, hanno qualità: devono tirarle fuori. Adesso". Sergio Parisse carica gli azzurri alla vigilia di una sfida con l'Irlanda (ore 14.30) che sembrerebbe senza speranza per gli italiani. Invece qui a Dublino i padroni di casa confessano di essere pieni di dubbi. "Come noi, non hanno ancora vinto una partita in questo Sei Nazioni. Come noi, hanno tanti infortunati. Se riusciamo subito a metterli sotto pressione, se siamo disciplinati, se restiamo concentrati dal primo all'ultimo minuto, allora potrebbe accadere qualcosa di imprevisto". Se, appunto. Ma in campo, contro una delle coppie di mediani più forti del mondo (Murray-Sexton) ci saranno due ragazzi (Palazzani-Padovani) che nelle Zebre, il penultimo club dell'Europa ovale, sono riserve delle riserve. "Li ho visti forti mentalmente, pronti: sanno di avere una occasione unica", taglia corto Parisse. Concetto rafforzato da George Biagi, che nelle Zebre è il loro capitano e li conosce meglio di chiunque altro: "'Gullò (Palazzani) e Edo (l'altro) sono abituati a giocare insieme, contro le irlandesi della lega celtica. Va bene, questo torneo è un'altra cosa: ma non vedono l'ora di dimostrare che se lo meritano. Massima fiducia in loro, il nostro piano di gioco non cambia". A patto, è sottinteso che non si accontentino: "Non basta più, il compitino".
Biagi: "Dobbiamo dare una svolta al nostro torneo" - Biagi usa parole importanti: "Dobbiamo dare una svolta al nostro Sei Nazioni". Dopo 3 sconfitte, l'ultima all'Olimpico coi 'cugini poveri' della Scozia, il fantasma dell'undicesimo Cucchiaio di Legno s'avvicina. "Potevamo vincere subito, a Parigi. Abbiamo fatto bene per un tempo e passa con l'Inghilterra, siamo partiti male con gli scozzesi però li stavamo rimontando. La squadra c'è. E' vero, non abbiamo una rosa di giocatori come quella dell'Inghilterra, ma possiamo mettere nei guai l'Irlanda: a patto di restare in partita fino alla fine. E allora sai che paura, i verdi". Perché il gruppo di Joe Schmidt ha pareggiato all'esordio con il Galles, ha perso di un solo punto con la Francia, si è ben battuto con l'Inghilterra: ma non è più quello che ha vinto le ultime due edizioni del Sei Nazioni, e i suoi solisti che fine hanno fatto? A Dublino la gente mugugna.
Parisse: "In terza linea sarà una battaglia" - "Un momento. Dipende solo da noi", avverte Parisse. Il capitano sa che in terza linea sarà una battaglia furibonda: "Con Heaslip, Stander, Val der Flier". Decisive le fasi ordinate. La rimessa laterale, soprattutto la mischia ordinata. "Un bel problema, perché ogni arbitro la gestisce a modo suo e rende la fase troppo incerta. Mi rendo conto che sia una fase difficile da valutare, ma serve maggiore attenzione - e uniformità - da parte dei direttori di gara". Parisse chiede ai giovani che tirino fuori il talento, che non si accontentino del compitino. E vuole meno schizofrenia, da tutti gli azzurri. "Nelle altre partite abbiamo alternato cose molto buone a errori imperdonabili. Basta. Non guardiamo al risultato, ma alla prestazione complessiva: domani dobbiamo uscire dal campo senza rimorsi".
Biagi: "Dobbiamo dare una svolta al nostro torneo" - Biagi usa parole importanti: "Dobbiamo dare una svolta al nostro Sei Nazioni". Dopo 3 sconfitte, l'ultima all'Olimpico coi 'cugini poveri' della Scozia, il fantasma dell'undicesimo Cucchiaio di Legno s'avvicina. "Potevamo vincere subito, a Parigi. Abbiamo fatto bene per un tempo e passa con l'Inghilterra, siamo partiti male con gli scozzesi però li stavamo rimontando. La squadra c'è. E' vero, non abbiamo una rosa di giocatori come quella dell'Inghilterra, ma possiamo mettere nei guai l'Irlanda: a patto di restare in partita fino alla fine. E allora sai che paura, i verdi". Perché il gruppo di Joe Schmidt ha pareggiato all'esordio con il Galles, ha perso di un solo punto con la Francia, si è ben battuto con l'Inghilterra: ma non è più quello che ha vinto le ultime due edizioni del Sei Nazioni, e i suoi solisti che fine hanno fatto? A Dublino la gente mugugna.
Parisse: "In terza linea sarà una battaglia" - "Un momento. Dipende solo da noi", avverte Parisse. Il capitano sa che in terza linea sarà una battaglia furibonda: "Con Heaslip, Stander, Val der Flier". Decisive le fasi ordinate. La rimessa laterale, soprattutto la mischia ordinata. "Un bel problema, perché ogni arbitro la gestisce a modo suo e rende la fase troppo incerta. Mi rendo conto che sia una fase difficile da valutare, ma serve maggiore attenzione - e uniformità - da parte dei direttori di gara". Parisse chiede ai giovani che tirino fuori il talento, che non si accontentino del compitino. E vuole meno schizofrenia, da tutti gli azzurri. "Nelle altre partite abbiamo alternato cose molto buone a errori imperdonabili. Basta. Non guardiamo al risultato, ma alla prestazione complessiva: domani dobbiamo uscire dal campo senza rimorsi".