Rugby, O'Shea ha le idee chiare: ''Sarà la migliore Italia della storia''
di MASSIMO CALANDRI
Conor O'Shea (ap)
Presentato il nuovo ct azzurro: ''Le qualità tecniche ci sono, come il talento e l'entusiasmo. Bisognerà lavorare sulla condizione fisica e sulla concentrazione. I tifosi saranno fieri di noi''
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
MILANO - Sarà la migliore Italrugby di sempre. Ma solo a patto di essere finalmente all'altezza delle Grandi anche dal punto fisico. E mentale. Una squadra azzurra legatissima alle due franchigie e alle Nazionali giovanili. In grado di vincere il Sei Nazioni. E di rendere presto "fieri" i suoi tanti tifosi. Conor O'Shea - che si pronuncia: Oscei - sembra un uomo dalle idee chiare, motivatissimo. Prova ad esprimersi in italiano e si fa capire subito, ripetendo un concetto che i suoi giocatori dovranno presto tatuarsi addosso. Fitness, condizione fisica: "Perché le qualità tecniche ci sono, come il talento e l'entusiasmo. Ma dopo 20 minuti iniziali perfetti, i movimenti degli italiani - in attacco, in difesa - diventano più lenti. Dopo un'ora, gli avversari passano: succede sempre così". Da oggi basta, giura il nuovo ct azzurro. "Chi non è al top della condizione, non gioca: anche se qualitativamente &egr…
MILANO - Sarà la migliore Italrugby di sempre. Ma solo a patto di essere finalmente all'altezza delle Grandi anche dal punto fisico. E mentale. Una squadra azzurra legatissima alle due franchigie e alle Nazionali giovanili. In grado di vincere il Sei Nazioni. E di rendere presto "fieri" i suoi tanti tifosi. Conor O'Shea - che si pronuncia: Oscei - sembra un uomo dalle idee chiare, motivatissimo. Prova ad esprimersi in italiano e si fa capire subito, ripetendo un concetto che i suoi giocatori dovranno presto tatuarsi addosso. Fitness, condizione fisica: "Perché le qualità tecniche ci sono, come il talento e l'entusiasmo. Ma dopo 20 minuti iniziali perfetti, i movimenti degli italiani - in attacco, in difesa - diventano più lenti. Dopo un'ora, gli avversari passano: succede sempre così". Da oggi basta, giura il nuovo ct azzurro. "Chi non è al top della condizione, non gioca: anche se qualitativamente è il migliore. Li voglio tutti al massimo delle potenzialità: che sia la Nazionale, Treviso o le Zebre, le squadre giovanili o di Eccellenza". La concentrazione. "Nello scorso Sei Nazioni sul campo eravamo alla pari di Francia e Inghilterra, poi all'improvviso siamo crollati di testa. Non dovrà più succedere. Ma anche questo aspetto - la forza mentale, su cui lavoreremo tantissimo - è una conseguenza della forma atletica".
Rugby, il nuovo ct della nazionale O'Shea conquista tutti con il suo italo-irlandese
"Come l'Irlanda degli anni Novanta" - Quarantacinque anni, irlandese, reduce da alcune belle stagioni alla guida degli Harlequins di Londra (con cui ha vinto una Premiership), 4 anni di contratto, fortissimamente voluto da Alfredo Gavazzi, presidente Fir che dopo il mezzo disastro di Brunel cercava uno staff giovane, motivato e con precedenti esperienze nella formazione. O'Shea negli anni Novanta ha giocato con i Verdi affrontando - e perdendo - da una grande Italia, quella di Georges Coste. "Allora la mia Irlanda era un po' come gli azzurri di oggi: tanta qualità e talento, ma pessima preparazione fisica. A Dublino abbiamo capito dove stavamo sbagliando, e guardate un po' che progressi sono stati fatti". Appunto.
"Nel tour americano voglio 3 vittorie" - In questi mesi ha studiato a lungo attraverso centinaia di video il movimento ovale italiano. "Il rugby è tutta la mia vita". Snocciola nomi di alcuni giovanissimi: Pettinelli, Bruno, Sperandio, Venditti. In questi giorni si è rifiutato di ascoltare qualsiasi parere nostrano. "Non voglio farmi influenzare da nessuno, preferisco vedere i ragazzi di persona". A fine mese la Nazionale si raduna a Roma, poi volerà in America per un tour che prevede 3 appuntamenti: Argentina, Stati Uniti, Canada. "Ci andiamo con tanti assenti e molti giovani, ma niente scuse devono: vincere. Dovranno giocare duro, fare gruppo e divertirsi. Parlerò ad uno ad uno con i ragazzi, saranno giornate importanti".
Rugby, O'Shea apre a Castrogiovanni dopo il party 'proibito': "Lavoreremo insieme"
Catt e De Carli, assistenti di lusso - O'Shea ha presentato i suoi collaboratori: Mike Catt, sudafricano di nascita (ma con la maglia dell'Inghilterra ha vinto - da giocatore - il Mondiale 2003), che si occuperà dei tre-quarti. E Giampiero De Carli, il pilone che nel Duemila segnò la prima meta azzurra del Sei Nazioni e nelle ultime 2 stagioni si occupava già degli avanti della Nazionale. "I ragazzi dovranno migliorare nella capacità di fare le scelte giuste in campo, e per questo li metteremo molto sotto pressione in allenamento", promette il primo. "La passione ce l'abbiamo sempre avuta. Adesso serve la consapevolezza", aggiunge l'altro. Per gli atleti si prospettano giornate piuttosto impegnative.
"Gli italiani saranno fieri di noi" - Bisogna aumentare la "profondità" dell'Italrugby, il numero dei giocatori di qualità a disposizione: "Per questo lavoreremo accanto a Treviso e Zebre (e un tecnico di ciascuna franchigia seguirà la Nazionale in America), alle selezioni giovanili". Ammette di essere fin troppo entusiasta. "E' una grande sfida: all'inizio sarà dura, ma dopo un paio di stagioni mi aspetto risultati importanti". Come vincere il Sei Nazioni? "E' un obiettivo che mi pongo, altrimenti non sarei qui". Tre parole in inglese: fitness, nutrition, mental. "Voglio gente che sappia reagire davanti alle difficoltà. Che cerchi sempre la vittoria, che sia in grado di ricominciare ogni volta ripartendo da zero. Come Sergio Parisse". E poi, serve ancora una piccola cosa. "Un po' di fortuna. Serve sempre: nella vita, nello sport, nel rugby". Perché nessun obiettivo è impossibile. "Gli italiani saranno fieri di noi. Voglio che questa sia la migliore Italia della storia".