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Rugby, passeggiata All Blacks: Italia travolta 68-10

(reuters)
Nonostante il livello eccezionale dei neozelandesi, dagli azzurri era lecito attendersi qualcosa in più. Invece è stata una delusione, anche per i 68mila dell'Olimpico
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ROMA - Questa volta Parisse non potrà prendersela con i "gufi", quelli che "godono quando l'Italia del rugby perde". Perché oggi non gode nessuno. Non gli appassionati ovali e nemmeno quelli che guardano con una certa invidia al misterioso successo di questo sport in Italia - gli azzurri perdono quasi sempre, però all'Olimpico erano di nuovo più di 60.000: altro che il calcio -: questa sconfitta (68-10, 10 mete ad una) fa male a tutti. E non c'è proprio gusto, a prendersela con chi esce dal campo coperto di lividi e in stato confusionale, travolto da una marea nera senza averci capito nulla per tutti gli 80 minuti. L'Italia è stata travolta dai "Bambino Blacks", le giovani riserve dei campioni del mondo. Alla vigilia il ct O'Shea aveva garantito che questo sarebbe stato il giorno "perfetto" per cominciare a costruire la squadra azzurra del futuro. Se è così, meglio che ricominci da zero. Subito. Tra una settimana ci aspetta il Sudafrica a Firenze, sarebbe preferibile evitare di raschiare il fondo del barile.

Una lama (nera) nel burro - Dopo 3 minuti già si è capito come sarebbe andata a finire: sulla pressione Canna ha balbettato un passaggio in avanti a 5 metri dalla linea di meta azzurra, preludio della mischia ordinata che ha proiettato in meta Fekitoa, con una giocata semplicissima - Leinert-Brown finge di entrare e Cruden appoggia alla seconda linea d'attacco, Dagg lancia il secondo centro - ma efficace, contro questi tremebondi azzurri. Il calcio di punizione di Canna, dopo una bella corsa di Padovani, pareva l'ultimo respiro di uno che sta per affogare: Faumuina, pilone barbuto, concludeva in meta una serie di azione in avanzamento da un lato all'altro del campo che sembrava una pallina da flipper. Dopo 20 minuti era già 3-21. Che botta.

Anche il pubblico si arrende presto - I Blacks vincevano gli scontri diretti, guadagnavano il vantaggio su ogni impatto, rubavano le (poche) rimesse laterali a favore degli azzurri. Avevano sempre l'ovale in mano, anche perché il fantomatico piano tattico di O'Shea era già andato a ramengo: non riuscendo ad avanzare, Parisse e i suoi calciavano lungo ma si esponevano ai micidiali contrattacchi neri. Era così che Dagg marcava per la quarta volta, mentre dalle tribune si alzava un timido, tenero: "Italia, Italia". La spensierata "ola" dell'Olimpico in qualche modo decretava la fine della sfida: era solo il 32'. Da un'altra mischia ordinata - un tempo la specialità azzurra: ora non più - nasceva la quinta meta, dell'altro pilone neozelandese. Crockett.

In mezzo al diluvio, la meta di Boni - La ripresa si apre con i neozelandesi che danno spettacolo: ripartono dalla loro metà campo infischiandosene di un vantaggio che accorda loro Owens, poi Taylor offre una palla d'oro a Dixon - con uno schiaffetto al volo su calcio a seguire di Cruden - e quello appoggia a Luatua. Quindi a segno Fekitoa, e poi Dixon, che approfittava di un monumentale 'bucò di Smith su Gori. Il mediano di mischia si è rifatto intercettando un passaggio di Luatua ed è così che Boni - appena entrato - ha salvato l'onore con una meta. Ma è solo un'eccezione.

Una lezione da ricordare a lungo - Va a segno Rieko Ioane, 19 anni e un grande futuro davanti. Poi la decima meta, firmata da Naholo. Sopoaga trasforma sempre e da posizione complicata, perché i Blacks sono attenti anche ai dettagli. Speriamo almeno che per questa povera Italia la lezione sia salutare.
 
Italia-Nuova Zelanda 68-10 (3-35)
Marcatori:
4' pt meta Fekitoa tr. Cruden, 12' cp Canna, 15' meta Faumuina tr. Cruden, 19' meta Tuipulotu tr. Crude, 25' meta Dagg tr Cruden, 37' meta Crockett tr. Cruden; 6' st meta Luatua tr Cruden, 17' meta Fekitoa tr Cruden, 21' meta Dixon, 26' meta Boni tr Allan, 32' meta Ioane tr Sopoaga, 36' meta Naholo tr Sopoaga.
Italia: Padovani - Bisegni, Benvenuti, McLean, Esposito (24' st Boni), - Canna (10' st Allan), Bronzini (10' st Gori) - Parisse, Favaro, Mbandà (14' st Minto) - Van Schalkwick, Fuser (14' st Biagi) - Cittadini (3' st Ceccarelli), Ghiraldini (10' pt Gega), Lovotti (38' st Panico).
Nuova Zelanda: McKenzie - Dagg (20' st Ioane), Fekitoa, Leinert-Brown, Naholo - Cruden (22' st Sopoaga), Kerr-Barlow (10' st Aaron Smith) - Luatua (Todd), Cane, Dixon - Scott Barrett (14' st Retallick), Tuipulotu - Faumuina (15' st Tu'Ungafasi), Taylor (24' st Coltman), Crockett (30' st Moody).
Arbitro: Owens
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