Rugby, Parisse guida la riscossa azzurra: ''Per arrivare in alto bisogna soffrire''
di MASSIMO CALANDRIA Firenze la sfida con il Sudafrica, il capitano dell'Italia sposa il nuovo corso
FIRENZE - "Fisicamente, sarà più dura che con gli All Blacks". Ahia. Sergio Parisse presenta il test-match di domani con il Sudafrica (ore 15, diretta DMax) e già arriva l'eco degli scontri con gli Springboks sul prato di Firenze. "Conosciamo il loro gioco: cercheranno di distruggerci con le progressioni in mischia per poi calciare, e magari cinicamente finirci con la velocità dei tre-quarti". Ma i 2 volte campioni del mondo non sembrano in gran forma: vengono da una brutta sconfitta a Londra solo 7 giorni fa, recentemente hanno perso anche con Irlanda, Argentina. Persino col Giappone. "Ma sono al quarto posto nel ranking mondiale", ricorda il capitano azzurro. "E rappresentano la storia di questo sport. Sappiamo che sono in difficoltà, però vogliono rifarsi subito. Non ci resta che continuare lungo la nostra strada: mettere in pratica il gran lavoro fatto in questi giorni, migliorarci rispetto alla parti…
FIRENZE - "Fisicamente, sarà più dura che con gli All Blacks". Ahia. Sergio Parisse presenta il test-match di domani con il Sudafrica (ore 15, diretta DMax) e già arriva l'eco degli scontri con gli Springboks sul prato di Firenze. "Conosciamo il loro gioco: cercheranno di distruggerci con le progressioni in mischia per poi calciare, e magari cinicamente finirci con la velocità dei tre-quarti". Ma i 2 volte campioni del mondo non sembrano in gran forma: vengono da una brutta sconfitta a Londra solo 7 giorni fa, recentemente hanno perso anche con Irlanda, Argentina. Persino col Giappone. "Ma sono al quarto posto nel ranking mondiale", ricorda il capitano azzurro. "E rappresentano la storia di questo sport. Sappiamo che sono in difficoltà, però vogliono rifarsi subito. Non ci resta che continuare lungo la nostra strada: mettere in pratica il gran lavoro fatto in questi giorni, migliorarci rispetto alla partita perduta con la Nuova Zelanda".
A Firenze pioverà? "Che battaglia" - Domani potrebbe piovere, dicono. "Il campo è perfetto. La pioggia? Fino a 10-15 anni fa pregavamo cadesse, in modo da favorire il gioco dei nostri avanti. Adesso è tutto diverso, e poi i Boks hanno imparato a muoversi sui terreni bagnati. Diciamo che il meteo non aiuta o penalizza nessuno". Però il pubblico del 'Franchi' sarà tutto per gli azzurri. "Dovunque andiamo c'è un entusiasmo incredibile: per noi è uno stimolo in più. Giocheremo anche per il pubblico di Firenze: sperando di regalare un buon risultato, e comunque una prestazione orgogliosa".
"Costruiamo l'Italia del futuro" - Alla viglia i sudafricani hanno mostrato grande rispetto per l'Italia. "Perché il rugby è così. Ne ho parlato un po' con Alberts, mio compagno di quadra a Parigi con lo Stade: per loro è una partita importante, così come per noi. Sarà una grande sfida. Cercheranno di sfinirci con i 'drive' in mischia, di distruggermi fisicamente. Bisogna resistere. E fare il nostro gioco". Che con l'arrivo di O'Conor è cambiato. "Sì, questo è un momento di cambiamento soprattutto nella metodologia del lavoro. Ci sono giovani e più esperti, anche dei vecchi come me: siamo tutti pronti ed entusiasti a soffrire, ad imparare. Questa è l'unica strada per raggiungere l'alto livello, e dobbiamo allargarla a tutto il movimento: franchigie, Eccellenza. Perché vogliamo essere protagonisti del rugby del futuro".
A Firenze pioverà? "Che battaglia" - Domani potrebbe piovere, dicono. "Il campo è perfetto. La pioggia? Fino a 10-15 anni fa pregavamo cadesse, in modo da favorire il gioco dei nostri avanti. Adesso è tutto diverso, e poi i Boks hanno imparato a muoversi sui terreni bagnati. Diciamo che il meteo non aiuta o penalizza nessuno". Però il pubblico del 'Franchi' sarà tutto per gli azzurri. "Dovunque andiamo c'è un entusiasmo incredibile: per noi è uno stimolo in più. Giocheremo anche per il pubblico di Firenze: sperando di regalare un buon risultato, e comunque una prestazione orgogliosa".
"Costruiamo l'Italia del futuro" - Alla viglia i sudafricani hanno mostrato grande rispetto per l'Italia. "Perché il rugby è così. Ne ho parlato un po' con Alberts, mio compagno di quadra a Parigi con lo Stade: per loro è una partita importante, così come per noi. Sarà una grande sfida. Cercheranno di sfinirci con i 'drive' in mischia, di distruggermi fisicamente. Bisogna resistere. E fare il nostro gioco". Che con l'arrivo di O'Conor è cambiato. "Sì, questo è un momento di cambiamento soprattutto nella metodologia del lavoro. Ci sono giovani e più esperti, anche dei vecchi come me: siamo tutti pronti ed entusiasti a soffrire, ad imparare. Questa è l'unica strada per raggiungere l'alto livello, e dobbiamo allargarla a tutto il movimento: franchigie, Eccellenza. Perché vogliamo essere protagonisti del rugby del futuro".