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Rugby, l'Italia fa un passo indietro: Tonga ci riporta sulla terra

Una fase del match (afp)
Una settimana dopo lo storico successo sul Sudafrica arriva una sconfitta in volata (17-19). O'Shea resta fiducioso: ''Il futuro è positivo''
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PADOVA - Una settimana dopo la storica vittoria sul Sudafrica, la favola dell'Italrugby è già finita. Stanca, incerta, orfana del suo capitano Parisse, la squadra azzurra si arrende a Tonga (17-19), quindicesima nel ranking mondiale e reduce da 2 faticosi successi con avversari modesti come la Spagna e gli Usa. Un calcio di punizione all'ultimo minuto condanna i ragazzi di O'Shea, che sono apparsi trasformati rispetto all'impresa di Firenze. Questa volta non dovevano semplicemente difendere, come era accaduto con All Blacks e Springboks. Dovevano attaccare. E hanno mostrato grandi limiti, insieme ad una indisciplina che è costata carissimo. Non hanno saputo gestire la superiorità nel primo tempo, denunciando limiti di personalità nella coppia mediana Canna-Bronzini e poca concretezza. Due mete (Cittadini, Allan) a una, ma non basta. "Abbiamo fallito troppe opportunità per segnare, soprattutto nei primi 40 minuti. Ma il futuro è positivo", giura il ct Conor O'Shea. "Mi spiace per il gruppo, nei prossimi tre mesi lavoreremo duro in vista del Sei Nazioni". Cittadini, una meta 'operaia' - Dopo un inizio prudente con molti calci per cominciare a fiaccare i pacifici, Cittadini ha sbloccato il risultato dopo 12 minuti e a modo suo, da pilone: piantando l'ovale oltra la linea di meta come si conficca un chiodo nel legno, dopo essere sbucato da una mischia azzurra in avanzamento conseguenza di una bella rimessa laterale vinta da Van Schalkwyk. Canna da posizione difficile ispessiva il vantaggio e pochi minuti più tardi Bronzini sgattaiolava da un'altra touche, però ancora il numero 8 dell'Italrugby - placcato - perdeva l'ovale a pochi centimetri dal raddoppio.

L'errore di Gega e il 'giallo' a Panico - L'espulsione temporanea di Mapapalagi pareva la promessa di una carica azzurra, invece Gega commetteva un'imperdonabile 'in avanti' sull'ennesima driving maul a un passo dal successo. Qualche pasticcio di troppo permetteva addirittura ai tongani di accorciare le distanze con una punizione di Takula, e non era una bella notizia. I placcaggi di Favaro non rimediavano alle incertezze di Bronzini anche perché sui punti d'incontro si faticava troppo e quando Panico prendeva a sua volta un 'giallo' (placcaggio alto) la situazione diventava molto più complicata del previsto. Ma la difesa reggeva e il primo tempo si chiudeva con un 7-3 bugiardo però giusto, perché l'Italia buttava via l'occasione di prendere il largo.

Italia sotto, cambiano i mediani -  Nella ripresa Tonga aggrediva subito e capitalizzava con un altro calcio di punizione la superiorità numerica. Gli ospiti prendevano fiducia e diventavano sempre più intraprendenti, con gli azzurri trasformati rispetto al match di una settimana fa a Firenze - incerti, forse stanchi fisicamente -, e Piutau filava in meta indisturbati tagliato il burro della difesa italiana. O'Shea decideva di cambiare la mediana, apparsa sempre in difficoltà.

McLean inventa, Allan trasforma - La scelta del ct portava bene, perché una gran giocata di McLean - calcetto a seguire ripreso al volo - lanciava in meta Allan in mezzo ai pali, l'apertura trasformava pure e rimandava in avanti i suoi. Gori lanciava gli avanti in un rutilante pick-and-go, a Bisegni veniva annullata una meta per questione di millimetri (la tomaia della scarpa destra toccava appena la linea bianca).

Tukulua non ha pietà - La partita non si è chiusa, anzi. Questa volta il "fitness" tanto invocato da O'Shea non viene fuori, e Tonga torna davanti con una punizione. Ridotta in 14 per l'espulsione di Allan, l'Italia guadagna terreno e un calcio che Padovani non può sbagliare. Però allo scadere, Lacey fischia una punizione contro a Favaro, che aveva preso la fascia di capitano di Parisse. Tukulua non ha pietà, è la fine.

Favaro: "Il momento più brutto della mia vita" - "Siamo molto delusi", confessa McLean, man of the match. "Tonga ha giocato bene, ci ha messo in difficoltà e meritato la vittoria. Avevamo preparato bene la partita, come le altre due, eravamo carichi e speravamo un risultato diverso. Ci aspetta molto lavoro da fare". Quasi in lacrime Favaro: "Il rugby è fatto di episodi. Prendiamo l'esperienza con grande umiltà. In questo novembre abbiamo dato tutto. Penso sia uno dei momenti di più grande sofferenza della mia vita sportiva. Ma ci riprenderemo tutto. Abbiamo davanti un futuro luminoso".

Italia-Tonga 17-19 (7-3)
Marcatori: 12' pt meta Cittadini tr Canna, 33' cp Takulua; 6', 33' e 39' st cp Takulua, 11' meta Piutau tr Takulua, 15' meta Allan tr Allan, 37' cp Padovani.
Italia: Padovani - Bisegni, Benvenuti, McLean, Venditti - Canna (14' st Allan), Bronzini (14' st Gori) - Van Schalkwyk, Favaro, Minto (3'-'9' st Quaglio' 30' st Dteyn) - Fuser, Geldenhuys (19' st Biagi) - Cittadini (1' st Ferrari), Gega, Panico ('9 st Quaglio). A disposizione: D'Apice, Campagnaro.
 Tonga: Halaifonua (22' st Vuna) - Tu'itavake, Piutau, Fosita, Vainikolo - Hala, Takulua - Koloamatangi (20' pt Mapapalangi), Ram, Faleafa - Tu'ineau, Mafi - Halanukonuka, Ngauamo (22' st Taione), Mailau. A disposizione: Fa'anunu, Puafisi, Ale, Palu, Taufui.
Arbitro: Lacey (Irl)
Note: cartellino giallo 24' pt Mapapalangi, 39' Panico, 31' st Allan
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