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Rugby, l'Italia illude e poi crolla. Il Galles domina la ripresa e vince 33-7

Una fase del match (agf)
Gli azzurri partono bene, segnano una grande meta e chiudono i primi 40' in vantaggio (7-3). La seconda parte di gara però è tutta dei Dragoni che finiscono per dilagare. Sabato l'Irlanda ancora all'Olimpico
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ROMA - L'Italia è stata "irritante", scorbutica, indigesta come voleva il suo ct Conor O'Shea. Ha fatto venire mal di testa al Galles, difendendo rocciosa. L'Italia è stata pure bella, avventurosa, entusiasmante, attaccando palla in mano. Ma solo per un tempo. Ha segnato una meta da ricordare con Gori, poi - forse per troppa umiltà - ha fallito l'occasione di prendere il largo. Nella ripresa si è sgonfiata, prima ancora sul piano mentale che su quello fisico. Il Galles ha vinto meritatamente (33-7), mancando di un soffio la quarta meta ed il punto di bonus offensivo, dimostrando che ci vuole testa, prima ancora che cuore e muscoli. E poi, quando la barca ha cominciato a fare acqua, è arrivato il crollo azzurro. Come ai vecchi, soliti tempi. Altro che 80 minuti di intensità costante. Tra meno di una settimana - sabato si gioca ancora all'Olimpico, con l'Irlanda - Parisse e i suoi hanno il dovere di dimostrare che "la strada è quella giusta", come dice O'Shea. Ma il parziale della ripresa (0-30) rimanda un'eco inquietante.

L'umiltà operaia degli azzurri - Su di un campo viscido e infido e sotto lo sguardo del Presidente Sergio Mattarella, gli azzurri hanno difeso con umiltà operaia per tutto il primo quarto di gara, resistendo alle cariche furibonde dei Dragoni che caricavano a testa bassa intorno ai raggruppamenti: l'Italia arretrava, ma non cedeva. Mai. Il Galles perdeva una delicatissima battaglia psicologica, rinunciando per tre volte consecutive a piazzare dei facili calci di punizioni per cercare la rimessa laterale e quindi la meta. Niente da fare: Lovotti annullava per un soffio schiacciando l'ovale nella propria area di meta. Edo Gori, una meta da pugile - Riemersa dall'inferno senza neppure una scottatura, l'Italia dopo 20 minuti ha cominciato a giocare nella metà campo avversaria. E vinta una mischia su introduzione rossa, gli azzurri sono partiti dai 22 avversari con Parisse, poi Gori, Canna e ancora Parisse, fermato ad un filo d'erba dalla meta. Un'altra mischia ordinata, Parisse che parte e fa un sottomano per Steyn, poi è tutta la maul azzurra in avanzamento che spinge e nel groviglio di carni c'è spazio per Gori che segna una meta da antologia. Canna trasforma. Come due pugili che si sono presi a cazzotti, prima uno poi l'altro: solo che sono i gallesi ad essere andati al tappeto.

Lucidi e feroci: azzurri da applausi - Qualche minuto dopo, più prudente, Halfpenny si è "accontentato" dei 3 punti dalla piazzola. E gli azzurri sono stati molto vicini a segnare ancora allo scadere del primo tempo, peccato che Venditti abbia perduto il pallone proprio sotto i pali ma forse c'era una punizione a favore di questa Italia da applausi. Formidabili in difesa con una terza linea (Parisse, Mbandà, Steyn) monumentale, presenti dal punto di vista fisico e mentale in particolare con Canna e Bisegni, pronti a stringerei denti ma a ribaltare. Efficaci in mischia chiusa. Quaranta minuti inziali così - feroci, organizzati, lucidi: finalmente in vantaggio - non si ricordavano da parecchio tempo.

Ma la testa rimane negli spogliatoi - Halfpenny ha accorciato ancora le distanze con un altro calcio (Gega non rotolava via dopo un placcaggio) dopo 6 minuti di pressione dei Dragoni nella metà campo italiana, e al 12' - placcaggio ribaltato di Steyn su Moriarty - l'apertura rossa ha firmato il sorpasso con un'altra punizione da 40 metri. Gli azzurri non sembrano essere rientrati in campo: due errori non scusabili - una presa alta fallita da Padovani, un fuorigioco di Parisse - permettevano al Galles di allungare a +5.

Il calvario finale - La mischia azzurra cominciava a soffrire, Lovotti prendeva un cartellino giallo e la situazione precipitava: la meta di Jonathan Davies dopo un'ora di gioco chiudeva una partita gettata via in 20 minuti da dimenticare. L'ultima parte dell'incontro era un calvario: svuotati di energie, i ragazzi di O'Shea provavano a reagire ma ad ogni tentativo di attacco il Galles rispondeva in maniera prepotente. Altre due mete, e un'ultima fallita dai Dragoni proprio allo scadere. Dopo la prima giornata del Sei Nazioni, l'Italia è sola in fondo alla classifica. A zero punti.

Italia-Galles 7-33 (7-3)
Marcatori: 29' pt meta Gori tr. Canna, 36' cp Halfepenny; 6', 12', 16' st cp Halfpenny, 21' meta Jonathan Davies tr. Halfpenny, 27' meta Liam Williams tr Halfpenny, 38' meta North tr Halfenny
Italia: Padovani - Bisegni (dal 20' al 30' st Panico), Benvenuti (12' st Campagnaro), McLean, Venditti - Canna (dal 33' st Allan), Gori (dal 24' st Bronzini) - Parisse, Mbanda, Steyn - Biagi (dal 12' st Furno), Fuser (dal 35' al 40' pt Furno; dal 22' st Minto) - Cittadini (dal 18' st Ceccarelli), Gega (dal 6' st Ghiraldini), Lovotti.
Galles: Halfpenny - North, Jonathan Davies, Scott Williams, Liam Williams - Biggar (1' st Sam Davies), Webb - Moriarty, Tipuric, Warburton - Alun Wyn Jones (dal 4' al 16' pt Hill), Ball - Lee, Owens (10' st Francis), Smith (10' st Evans). A disposizione: Baldwin, King, Gareth Davies, Roberts.
Arbitro: Doyle (Ing)
Note: 20' st cartellino giallo Lovotti
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