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Rugby, Sei Nazioni: Italia-Irlanda 10-63, altra disfatta azzurra

(reuters)
Mai così fragile e confusa la squadra di O'Shea, che subisce 9 mete e va molto più a fondo della già desolante ripresa di domenica scorsa con il Galles
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ROMA - E' andata anche peggio di quel che pronosticavano i gufi. Perché l'Irlanda si è confermata squadra fortissima, fuoriclasse superbamente organizzati. Purtroppo è toccato a noi scoprirlo, quel ko di Edimburgo è stato solo un incidente: i Verdi avevano una gran voglia di rifarsi, e puntano ancora a vincere il torneo. Però una Italia così fragile e confusa non s'era mai vista. Si arrende (10-63) giocando ad un'altra velocità, un altro sport. Subisce 9 mete e ne segna una (di punizione), concede il primo punto di bonus offensivo nella storia del Sei Nazioni e va molto più a fondo della già desolante ripresa di domenica scorsa coi Dragoni. "Non sbaglieremo", aveva promesso alla vigilia Parisse. Sì, vabbé. Dal naufragio odierno non si salva nessuno: soprattutto il ct O'Shea, che questa volta non può nemmeno prendersela con l'arbitro. Giurava di aver trovato la soluzione per rimediare alla pressione degli avversari in difesa. Invece. Gli azzurri non sono mai entrati in partita, neppure un minuto. Restano in fondo alla classifica, zero punti. Tra 2 settimane vanno a Twickenham, con l'Inghilterra è logico attendersi un'altra disfatta. Quando vedremo la fine del tunnel?

Il peggior primo tempo di sempre. Il calvario è cominciato al calcio d'inizio fischiato dall'arbitro neozelandese. E' stata una mezz'ora da incubo, forse la peggiore nella storia italiana, con gli azzurri triturati dalla mischia ordinata irlandese. Centrifugati dalla lavatrice Verde, incapaci ancora una volta - come con il Galles domenica scorsa, ma oggi il problema è stato subito evidente - di uscire dalla loro area dei 22. Le mete di Earls e Stander - in mezzo una casuale punizione di Canna -, poi ancora la marcatura dell'ala destra, sono state la logica conseguenza di una superiorità imbarazzante in tutte le fasi. Fiacchi negli ingaggi, pasticcioni in rimessa laterale, Parisse e gli altri non hanno mai visto l'ovale (69% di possesso irlandese nel primo tempo), che una volta aperto da Murray veniva trasmesso rapidamente da Jackson a due attaccanti imprendibili per gli standard italiani: Zebo ed Earls.
  Doppiette di Zebo e Stander: un incubo. Come un pugile che prende a pugni un sacco, ma vuoto. All'improvviso c'è stato un rigurgito di orgoglio, complice un penaltouche a 5 metri dalla linea di meta ospite: l'Irlanda ha fatto crollare la mischia azzurra e il direttore di gara ha assegnato una meta tecnica, cacciando per 10 minuti la seconda linea Ryan. Era il 31'. L'Olimpico, fino a quel momento ammutolito di vergogna, ha ritrovato la voce. Poveri illusi. Con un uomo in meno gli irlandesi hanno sfondato ancora con Stander, la quarta meta e il primo punto di bonus offensivo nella storia del Sei Nazioni. Impietose le altre cifre al termine del primo tempo: 90 placcaggi degli italiani (13 sbagliati) contro 40 dei Verdi (uno solo fallito), che hanno vinto 3 turn over (a zero) e corso 244 metri su 67. Roba da non uscire più dagli spogliatoi.
 
L'insostenibile leggerezza azzurra. Nella ripresa la musica non sembrava cambiare e dopo l'ennesimo martellamento ai fianchi Stander bucava una difesa in totale confusione firmando una monumentale tripletta e guadagnandosi il titolo di man of the match. Cominciavano le sostituzioni da entrambe le parti, ma quelle azzurre erano tutte dettate dallo sfinimento. Gli irlandesi, no: tutta gente con talento e voglia di emergere, come Gilroy che prende il posto di Henshaw e brucia un altro panchinaro, Campagnaro. Esemplare. Poi toccava a Ringrose, che dicono sia l'erede di O'Driscoll ma Parisse gli dà una mano fallendo il placcaggio. Umiliante. Mbandà lascia rimbalzare l'ovale e Gilroy glielo soffia sotto il naso firmando l'ottava meta. Poi la nona, a tempo scaduto. E' ora di dire basta. L'Olimpico si mette a fischiare, mentre gli azzurri lasciano a capo chino il terreno. Meglio lasciar perdere, non vale la pena.

Italia-Irlanda 10-63 (10-28)
Marcatori:
12' pt meta Earls tr. Jackson, 15' cp Canna, meta Stander tr Jackson, 26' meta Earls tr Jackson, 31' meta tecnica Italia tr. Canna, 34' meta Stander tr. Jackson; 5' st  meta Stander tr. Jackson, 27' meta Gilroy tr. Jackson, 32' meta Ringrose tr. Jackson, 37' meta Gilroy tr. Jackson, 40' meta Gilroy tr. Jackson.
Italia: Padovani - Esposito, Benvenuti (dall'8' st Campagnaro), McLean, Venditti - Canna (dal 28' st Allan), Gori (dal 21' st Bronzini) - Parisse, Favaro (dal 16' st Steyn), Mbandà - Van Schalkwyk (dal 6' st Biagi), Fuser - Cittadini (dal 1' al 18' st Chistolini), Ghiraldini (dal 6' st Gega), Lovotti (dal 24' st Panico).
Irlanda: Kearney - Earls, Ringrose, Henshaw (dal 7' st Gilroy), Zebo (dal 34' st Keatley) - Jackson, Murray (dal 28' st Marmion) - Heaslip, O'Brien (dal 28' st van der Flier), Stander - Toner (dal 18' st Dillane), Donnacha Ryan - Furlong, Scannell (dal 21' st Ryan), Healy (dal 10' st McGrath). A disposizione: Tracy, Ryan.
Arbitro: Jackson (Nz)
Note: 31' pt cartellino giallo Donnacha Ryan
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