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Rugby, Sei Nazioni: l'Inghilterra vince ma a Twickenham è grande Italia

Nowell a meta (lapresse)
Gli azzurri incassano la terza sconfitta consecutiva ma mettono paura ai Leoni. Primo tempo chiuso in vantaggio con una grande difesa, nella ripresa la rimonta dei padroni di casa: finisce 36-15
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LONDRA - Il finale sarà anche quello che tutti si aspettavano, ma il film girato a Twickenham oggi pomeriggio è come la locomotiva dei fratelli Lumière che compare sul telo bianco e gli spettatori si spaventano a morte: una cosa mai vista, un pezzo di storia, qualcosa che da oggi diventa ispirazione per tutto il mondo del rugby. L'Italia ha proposto un sistema difensivo che ha sbalordito i Maestri, li ha mandati in crisi e c'è voluta tutta la forza e la cocciutaggine dell'Inghilterra - la migliore squadra del mondo, insieme agli All Blacks - per venire a capo degli azzurri. Altro che cacciarci dal Sei Nazioni. E' finita 36-15, i padroni di casa si sono presi - come previsto - il punto di bonus offensivo e ora guidano la classifica del torneo. Ma le 2 mete di Venditti e Campagnaro, quel primo tempo chiuso in vantaggio e la "lezione" impartita su questo prato antico regalano una iniezione di orgoglio che ci voleva.

La 'trovata' di Venter, i Maestri in crisi - Per l'intero primo tempo l'Italia è riuscita a soffocare la partita e zittire il Tempio di Twickenham, facendo impazzire gli inglesi grazie a un'originale pensata di Brendan Venter, il tecnico sudafricano che è responsabile della difesa azzurra: Parisse e i suoi dopo aver placcato l'avversario avevano l'ordine di non contestare l'ovale a terra, e in mancanza di raggruppamento sul break down filtravano regolarmente nel terreno dei Bianchi. Che non ci capivano più niente, perdendo un pallone dietro l'altro. Mai visto niente del genere, forse qualcosa di simile avevano fatto una volta i neozelandesi dei Chiefs, però non così sofisticato. "Dylan mi dispiace, gli italiani hanno ragione e io non posso darti nessun consiglio: sono l'arbitro, non il tuo allenatore", ha detto - imbarazzatissimo - l'arbitro francese Poite ad Hartley, sconcertato capitano dei padroni di casa.

Venditti, una meta da impazzire - Peccato che Tommaso Allan abbia sempre avuto problemi nel calciare le punizioni: infatti ne ha fallito due piuttosto facili. Se poi uno aggiunge il pallone perduto in avanti da Van Schalkwyk a mezzo metro dalla linea di meta, i rimpianti sono ancora più grandi. L'Inghilterra è andata a segno con Cole dopo un penaltouche, l'unico sprazzo di luce in una giornata di nebbia fitta. Allan ha risposto con un drop, poi allo scadere ha commesso un altro errore dalla piazzola. Imperdonabile? Per niente: l'ovale ha colpito il palo e dopo il rimbalzo Venditti ha raccolto l'ovale, marcando la più incredibile delle mete. Un risveglio che non ci voleva - Il sogno dura solo 3 minuti, perché Care gioca rapidamente una punizione concessa dalla mischia ordinata azzurra a 10 metri dalla propria linea di meta e beffa gli italiani, complice un placcaggio mancato di Fuser. Gli inglesi pareggiano, perché Farrell sbaglia la trasformazione, ma all'azione seguente marcano ancora con Daly e questa volta l'apertura non sbaglia. Antipatici e puntuali, quelli di Twickenham cominciano ad intonare "Sweet chariot". L'Italia risponde orgogliosa, e dopo un quarto d'ora i Bianchi si mettono a copiare gli azzurri (!) e rinunciano a partecipare alle ruck.

Campagnaro vola, poi si scatenano i Bianchi - Dopo un'ora di gioco Allan si infortuna alla spalla mentre l'Italia carica all'altezza dei 22 avversari. Un uomo in meno? Non importa: Campagnaro prende l'ovale, spazza via Ford, salta altri due avversari e resiste al placcaggio di Daly segnando una meta stratosferica che purtroppo Padovani non trasforma. L'Inghilterra vacilla ma stringe i denti e ricomincia a testa bassa, Canna salva una metà già fatta e poi i ragazzi di O'Shea difendono eroicamente intorno ai raggruppamenti, però non c'è nulla da fare quando dopo il martellamento ai fianchi Youngs lancia i trequarti: segnano due volte Nowell e Te'o, finisce come doveva finire. Ma questa Italia oggi ha regalato delle emozioni incredibili. Ed ha insegnato il rugby agli inglesi. Nel Tempio.

O'Shea: "Volevamo vincere. Ma che orgoglio" - Al termine del match Conor O'Shea sorride a metà: "Sono molto fiero della nostra prestazione. Avevo chiesto di giocare per tutti gli 80 minuti e così è stato. Orgoglioso ma anche un po' di deluso per il risultato finale: volevamo vincere. Il percorso è ancora lungo, però la strada intrapresa è quella buona".

Ct inglese al veleno - Duro attacco del ct inglese Eddie Jones: "Per un tempo l'Italia non ha giocato a rugby, credo che sarebbe stato giusto restituire il costo del biglietto perchè chi era venuto allo stadio voleva veder giocare...".

Inghilterra-Italia 36-15 (5-10)
Marcatori: 24' pt meta Cole, 32' drop Allan, 40' meta Venditti tr. Allan; 3' st meta Care, 6' meta Daly tr. Farrell, 20' meta Campagnaro, 30' meta Nowell, 32' meta Te'o, 39' meta Nowell tr Farrell.
Inghilterra: Brown - May (16' st Nowell), Te'o, Farrell, Daly - Ford, Care (11' st Youngs) - Hughes, Haskell, Itoje - Lawes, Launchbury - Cole (32' Sinclair), Hartley (16' st George), Marler (16' st Vunipola).
Italia: Padovani - Bisegni (11' st Benvenuti), Campagnaro, McLean, Venditti - Allan (21' st Canna), Gori (35' pt Bronzini) - Parisse, Favaro (18' st Mbandà), Steyn - Van Schalkwyk, Fuser (28' st Biagi) - Cittadini (11' st Ceccarelli), Gega (33' st D'Apice), Lovotti (18' st Rizzo).
Arbitro: Poite (Fra)
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