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Rugby, Mondiali: anche i campioni sbagliano. Ma è tutta colpa dell'umidità

(ap)
La spiegazione di grossolani errori soprattutto nel passaggio sarebbe da ricercarsi nel meteo giapponese. Il ct inglese Jones: "Stavamo giocando come se fossimo sotto la pioggia, il pallone era un pezzo di sapone"
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SHIZUOKO - La cosa peggiore che ti può capitare è giocare nel Kobe Misaki Stadium, ne sanno qualcosa i giocatori di Tonga e della Scozia. E' l'unico stadio completamente coperto di questa Rugby World Cup e qui l'umidità unita allo scarso riciclo dell'aria crea una condensa tale che ogni passaggio diventa un rischio, anche con i supertecnologici palloni di oggi. Ma non succede solo a Kobe, condensa e umidità sono il problema per il gioco alla mano di questo mondiale.

"A ogni passaggio - spiega Tommaso Allan, il mediano di apertura azzurro - lo senti che il pallone non ha il grip esatto. Che devi aggiustarlo fra le mani, una sensazione strana che porta via una frazione di secondo". E in effetti basta osservare le partite per rendersi conto delle difficoltà di controllo dell'ovale. Persino gli All Blacks sbagliano i passaggi, persino a loro o ai sudafricani, o agli australiani, la palla può cadere. A chi ha meno con…
SHIZUOKO - La cosa peggiore che ti può capitare è giocare nel Kobe Misaki Stadium, ne sanno qualcosa i giocatori di Tonga e della Scozia. E' l'unico stadio completamente coperto di questa Rugby World Cup e qui l'umidità unita allo scarso riciclo dell'aria crea una condensa tale che ogni passaggio diventa un rischio, anche con i supertecnologici palloni di oggi. Ma non succede solo a Kobe, condensa e umidità sono il problema per il gioco alla mano di questo mondiale.

"A ogni passaggio - spiega Tommaso Allan, il mediano di apertura azzurro - lo senti che il pallone non ha il grip esatto. Che devi aggiustarlo fra le mani, una sensazione strana che porta via una frazione di secondo". E in effetti basta osservare le partite per rendersi conto delle difficoltà di controllo dell'ovale. Persino gli All Blacks sbagliano i passaggi, persino a loro o ai sudafricani, o agli australiani, la palla può cadere. A chi ha meno confidenza può accadere di peggio. Ne sa qualcosa Matt Heaton, terza linea canadese che ha perso la palla, contro l'Italia, sulla linea di meta. Una saponetta incontrollabile.

Problemi si registrano in touche, dove il controllo non è così sicuro né nella presa del pallone, né nella sua gestione. Sergio Parisse, capitano azzurro, nel match contro la Namibia, si fece scivolare dalle mani un pallone semplice: umidità. Non si è mai visto un uso così continuo degli asciugamani per togliere la condensa dal pallone prima del lancio del tallonatore. O maglie così impregnate che sembra che stia diluviando. Il servizio meteo giapponese prevede che il 5 ottobre sarà il giorno più umido del mese (93% di umidità) e che la media di ottobre alla fine del 65%. A Tokyo città. Con chi gli rimproverava i troppi errori nel gioco alla mano dell'Inghilterra il ct Eddie Jones si è giustificato con un "stavamo giocando come se fossimo sotto la pioggia, il pallone era un pezzo di sapone. C'erano 27 gradi e un'umidità del 70%".

A guidare la classifica di errori nel gioco alla mano dopo due partite ci sono Giappone e Canada con 17 palloni "buttati", seguono l'Inghilterra con 16,5 di media e le Fiji con 14,5, poi il Sudafrica con  14 e l'Italia con 13,5. I migliori nel controllo della palla anche contro il nemico-umidità Irlanda e Galles con sette errori di media nelle prime due partite. Domani qui a Shizuoka dove si gioca Sudafrica-Italia sono previsti pioggia e 30 gradi. Roba da clima subtropicale. Lo scorso anno lo stesso giorno c'erano 20 gradi.