Rugby, il coming out di Dan Palmer: "Ero intrappolato in una storia falsa"
di Massimo Calandri , di Massimo CalandriL'x giocatore australiano, ritiratosi nel 2015, ha rivelato sulle colonne del Sidney Morning Herald. "La mia morte sarebbe stata meglio per tutti, piuttosto che scoprire che ero gay"
Dicono che i piloni, quelli grandi e grossi che a rugby giocano in prima linea, vadano tutti dritti in paradiso. Perché all'inferno ci sono già stati sul campo, costretti a fare a cornate con gli avversari in ogni mischia, condannati a sacrificarsi in tutte le zuffe per poi passare l'ovale a quelli belli e immacolati, che di solito vanno elegantemente in meta. Però Dan Palmer all'inferno c'è stato due volte. Il numero 3 australiano, 1.80 di altezza per 115 chili di muscoli, 32 anni, una carriera internazionale nel mondo di sotto (Melbourne Rebels, Warathas, Brumbies) e in quello di sopra (una stagione in Francia, a Grenoble) prima di ritirarsi nel 2015, ha celato per troppo tempo un segreto che purtroppo è sempre difficile rivelare. Figuriamoci nell'ambiente sportivo e in una disciplina come la sua. Ieri lo ha scritto sulle colonne del Sidney Morning Herald. "La mia morte sarebbe stata meglio per tutti, piuttosto che sc…
Dicono che i piloni, quelli grandi e grossi che a rugby giocano in prima linea, vadano tutti dritti in paradiso. Perché all'inferno ci sono già stati sul campo, costretti a fare a cornate con gli avversari in ogni mischia, condannati a sacrificarsi in tutte le zuffe per poi passare l'ovale a quelli belli e immacolati, che di solito vanno elegantemente in meta. Però Dan Palmer all'inferno c'è stato due volte. Il numero 3 australiano, 1.80 di altezza per 115 chili di muscoli, 32 anni, una carriera internazionale nel mondo di sotto (Melbourne Rebels, Warathas, Brumbies) e in quello di sopra (una stagione in Francia, a Grenoble) prima di ritirarsi nel 2015, ha celato per troppo tempo un segreto che purtroppo è sempre difficile rivelare. Figuriamoci nell'ambiente sportivo e in una disciplina come la sua. Ieri lo ha scritto sulle colonne del Sidney Morning Herald. "La mia morte sarebbe stata meglio per tutti, piuttosto che scoprire che ero gay", il titolo di un intervento coraggioso e commovente. Un coming out che ha ricevuto il sostegno dei suoi vecchi compagni nei Wallabies, leggende come David Pocock e l'attuale capitano dei Canguri, Michael Hooper. Palmer è il secondo grande rugbista a rivelare la propria omosessualità - il gallese Gareth Thomas lo fece nel 2009, quando ancora giocava -, così come il più famoso arbitro ovale del mondo, Nigel Owens, pure lui originario del Galles.