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Rugby, Sei Nazioni: niente di nuovo per l'Italia, l'Inghilterra domina all'Olimpico 34-5 e vince il torneo

Gli inglesi Owen Farrell e Tom Curry fanno festa all'Olimpico  (afp)
Per gli azzurri, che tengono dignitosamente solo nel primo tempo, si tratta della 27esima sconfitta consecutiva nella competizione. Gli inglesi ringraziano la Francia (che batte l'Irlanda) e fanno doppiamente festa
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ROMA - A tempo scaduto Garbisi calcia prudentemente fuori la punizione a favore degli azzurri. Meglio così: il rischio era di perdere prima o poi l'ovale, e aumentare ulteriormente il pesante scarto (5-34) con cui l'Italia si congeda da questo primo Sei Nazioni dell'èra Covid, interrotto a marzo e ripreso ad ottobre perché le Federazioni non volevano rinunciare ai diritti tv. Cinque sconfitte su 5 incontri, la striscia sale a 27 ko consecutivi nel torneo più antico del mondo: che brutto record. I punti segnati sono stati 44, quelli subìti 178: sotto la nuova gestione di Franco Smith le cose non cambiano, in media si perde - sempre - ogni incontro per 35 a 9. Meritiamo di giocare questa competizione? Ben altra astmofera in casa inglese. Oltre alla vittoria sugli azzurri arriva infatti il trionfo nel torneo. Nell'ultima gara in programma allo Stade de France di Parigi, infatti, la Francia ha battuto l'Irlanda 35-27, un risultato che, in accoppiata alla vittoria inglese a Roma decide la classifica finale. Per l'Inghilterra è il 39esimo trionfo nel Sei Nazioni, l'ultimo era datato 2017.

Meta di Polledri, l'Italia all'inizio regge 

Gli azzurri hanno approfittato della confusione del primo tempo, chiudendo in parità il conto delle mete (Youngs, Polledri) e sotto di 5 punti appena  per via dei calci di Farrell. In difficoltà in mischia ordinata ma presenti sui punti d'incontro - mica come a Dublino, l'altra settimana - e abbastanza puntuali in difesa, sono riusciti a reggere l'impatto con una squadra ospite meno aggressiva del solito, e non molto ispirata da Farrell in regìa. Ma all'inizio della ripresa, complice il cartellino giallo di Polledri, gli ospiti hanno spinto sull'acceleratore andando in meta per la seconda volta col loro mediano di mischia e poi con George. 

Nella ripresa l'Inghilterra dilaga 

La partita ha preso la deriva prevista, i Bianchi hanno ingrassato il punteggio con Curry e Slade (0-24 il parziale del secondo tempo), l'Italia non si è mai più avvicinata alla linea di meta avversaria. Non lo aveva fatto nemmeno prima, a parte quel contrattacco vincente innescato da Canna, che recuperato un ovale caduto a Sinkler lo aveva offerto a Polledri. Il nostro numero 8, che non a caso è di formazione inglese ma per fortuna gioca con noi, è uno dei pochi atleti davvero all'altezza del Sei Nazioni. Come Minozzi, uscito nella ripresa per la frattura del naso. Lazzaroni si è battuto come tutti i rugbisti dovrebbero fare, la prima linea però ha troppo sofferto. Tutto sommato, è stato un passo avanti rispetto al match con l'Irlanda. Ma non basta per competere a questo livello, e i 29 punti di scarto - all'Olimpico - lo confermano 

Italia-Inghilterra 5-34 (5-10) 
Marcatori: 5' pt meta Youngs tr Farrell, 12' cp Farrell, 18' meta Polledri; 1' st meta Youngs tr Farrell, 11' meta George tr Farrell, 27' meta Curry, 31' meta Slade. 
Italia: Minozzi (6' st Palazzani) - Padovani (23' pt Mori), Morisi, Canna, Bellini - Garbisi, Violi - Polledri (34' st Meyer), Steyn, Negri (34' st Mbandà) - Cannone (21' st Sisi), Lazzaroni - Zilocchi (21' st Ceccarelli), Bigi (21' st Lucchesi), Fischetti (1'-13' e 21' st Ferrari). 
Inghilterra: Furbank - Watson (13' st Thorley), Joseph (28' st Lawrence), Slade, May - Farrell, Ben Youngs (33' st Robson) - Vunipola, Underhill (36' pt Earl), Curry - Hill, Itoje - Sinckler (22' st Stuart), George (39' st Dunn), Mako Vunipola (18' st Genge). 
Arbitro: Gauzère (Fra) 
Note: 22' pt cartellino giallo Hill, 38' Polledri; miglior giocatore dell'incontro: Youngs. 
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