Rugby, il tuffo nella storia di Bianca: segna una meta in Oxford-Cambridge
di Massimo Calandri , di Massimo CalandriUna meta italiana nel prestigioso Varsity Match, tradizionale sfida di rugby che dal 1872 vede protagoniste le Università inglesi di Oxford e Cambridge: l'ha segnata ieri pomeriggio Bianca Coltellini, atleta e architetto milanese di 23 anni che a Keble, uno dei college del più antico ateneo anglosassone (Oxford) sta per specializzarsi in archeologia. La marcatura - trascorsi solo 3 minuti e 14 secondi di gioco, passando in mezzo alla difesa avversaria dopo una punizione ai 5 metri battuta rapidamente - non è bastata alle ragazze in maglia Dark Blue per vincere, ma vuoi mettere che emozione! "Mi spiace per il risultato finale, abbiamo lottato fino all'ultimo e la partita è stata molto equilibrata. La meta è sempre merito di tutta la squadra, io ho giusto concretizzato il gran lavoro delle mie compagne. Certo che vedere la fotografia mentre schiaccio il pallone, fa una certa impressione", ammette Bianca.
Una sfida ovale che dur…
Una meta italiana nel prestigioso Varsity Match, tradizionale sfida di rugby che dal 1872 vede protagoniste le Università inglesi di Oxford e Cambridge: l'ha segnata ieri pomeriggio Bianca Coltellini, atleta e architetto milanese di 23 anni che a Keble, uno dei college del più antico ateneo anglosassone (Oxford) sta per specializzarsi in archeologia. La marcatura - trascorsi solo 3 minuti e 14 secondi di gioco, passando in mezzo alla difesa avversaria dopo una punizione ai 5 metri battuta rapidamente - non è bastata alle ragazze in maglia Dark Blue per vincere, ma vuoi mettere che emozione! "Mi spiace per il risultato finale, abbiamo lottato fino all'ultimo e la partita è stata molto equilibrata. La meta è sempre merito di tutta la squadra, io ho giusto concretizzato il gran lavoro delle mie compagne. Certo che vedere la fotografia mentre schiaccio il pallone, fa una certa impressione", ammette Bianca.
Una sfida ovale che dura da un secolo e mezzo
Prima di lei, solo un altro italiano era sceso in campo per uno dei più suggestivi appuntamenti ovali del mondo: in passato l'onore era toccato all'ala genovese (e azzurra) Marco Rivaro, che nel 2000 e 2001 aveva indossato la maglia biancoceleste di Cambridge. Anche Bianca, come a suo tempo per Marco, nei giorni scorsi ha vissuto un rituale unico, un'antica ceremonia sportiva: il capitano che arriva in bicicletta e poi bussa alla porta della sua camera per consegnarle personalmente la maglia, poi il brindisi beneaugurante nel vecchio salone in legno dell'Università - indossando orgogliose la divisa - insieme a professori e comitato oxfordiano. Quindi, la partita. Purtroppo per questioni legate a questi tempi impossibili non si è giocato sul prato di Twickenham ma sull'altrettanto storico stadio del Leicester in Welford Road. Dopo l'inno britannico e tutte le protagoniste - tranne una: il pilone sinistro del Cambridge, Liz Stevenson - che si sono inginocchiare contro il razzismo, il calcio d'inizio. Non poteva andare meglio, perché il mediano di mischia ha giocato rapidamente una punizione sotto i pali e Bianca ha sorpreso tutti. Ieri indossava la maglia col numero 12, quella del primo centro: in realtà è un flanker, una terza linea, ma l'allenatore ha preferito puntare sulla sua forza e rapidità per schierarla nei tre-quarti. "Un centro un po' ignorante, però concreto", si prende in giro.
"In Inghilterra puoi fare sport e studiare bene"
Bianca Coltellini ha scoperto il rugby all'età di 16 anni: "Prima avevo fatto tanta pallavolo, che era poi lo sport praticato da mio padre Lorenzo. L'ho scoperto seguendo mio fratello. All'inizio mi dicevano: 'Non è roba per bambine', ma io sono sempre stata testarda". La maglia del Cus Milano e diverse convocazioni nella Nazionale Under 18 - di cui è stata anche capitano -, quindi il passaggio con le azzurre del Seven ("Un indimenticabile torneo ad Hong Kong"), infine il XV dell'Italia e l'esordio nel Sei Nazioni del 2018. "Sono poi andata a studiare in Inghilterra", racconta. "Qui c'è un'altra cultura sportiva. Hai la possibilità di fare qualsiasi attività, e per il rugby è un paradiso: come allievo sei supportato sia dal punto di vista della preparazione atletica che psicologica, ti mettono nelle condizioni di poter dare il massimo senza compromettere il tuo percorso scolastico". Ha scelto il club di Gloucester Hartpury, che ha già regalato parecchi azzurri: Polledri, Negri, Varney. "La laurea a Bristol, la Premiership con Gloucester". Un infortunio carogna - frattura di un piede e lesione ai legamenti collaterali del ginocchio - l'ha tenuta lontano per un po'. "Ho ricominciato, è arrivata la convocazione per il Varsity match. Che onore, che esperienza!".
"La meta della mia vita. Ma ora ne voglio un'altra"
Ieri la sua meta non è purtroppo stata trasformata dall'apertura e capitano Fiona Kennedy. Sul finire del primo tempo Cambridge ha pareggiato i conti con Maggie Simpson e Anna Park ha trasformato la marcatura. Ancora Park nella ripresa ha segnato una punizione per il definitivo 5-10. "Peccato. Ma è stata un'esperienza indimenticabile, soprattutto dopo mesi di incertezze e continui spostamenti della data. Negli ultimi 2 mesi tutta la squadra si è davvero impegnata, ed è stato bellissimo poter condividere insieme quegli 80 minuti. La meta? La più importante della mia carriera". In autunno Bianca Coltellini dovrebbe rientrare in Italia e al Cus Milano. Ma ad agosto ha ancora una meta da segnare. "La tesi finale del master. Mi sto allenando", sorride.