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Zebre, incubo finito: in isolamento a Parma dopo il rientro dal Sudafrica. Bloccate le squadre dei No Vax positivi

La franchigia italiana ripartita con un charter sul quale non sono potuti salire il Munster e il Cardiff: i giocatori trovati positivi erano tutti No Vax. Il presidente Michele Dalai: "La gente in Sudafrica sta vivendo il momento con grande tranquillità, anche perché la variante Omicron non sembra avere conseguenze così gravi"
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Le camere dell'albergo Ducale si affacciano sul loro campo da rugby, a Moletolo. I ragazzi aprono le finestre: dal cortile di sotto, mogli e fidanzate li salutano. Mandano baci, vengono rassicurate. I 30 giocatori e i 13 membri dello staff della franchigia parmense delle Zebre - tutti vaccinati - sono appena tornati dal Sudafrica: il tampone molecolare all'aeroporto di Bologna ha dato risultato negativo, ora resteranno in "isolamento fiduciario" per qualche giorno.

L'incubo Omicron è finito, ma che paura. Domenica notte a Città del Capo sono saliti su di un volo charter per Dublino, allestito in gran fretta - ed efficienza - dagli organizzatori del torneo, lo United Rugby Championship: insieme a loro e a un'altra squadra europea, quello degli Scarlets, stavano per salire gli atleti del Munster. I bagagli erano già a bordo, quando sono arrivati i risultati del tampone dei giocatori irlandesi: un positivo, No Vax. "Do the reasonable t…

Le camere dell'albergo Ducale si affacciano sul loro campo da rugby, a Moletolo. I ragazzi aprono le finestre: dal cortile di sotto, mogli e fidanzate li salutano. Mandano baci, vengono rassicurate. I 30 giocatori e i 13 membri dello staff della franchigia parmense delle Zebre - tutti vaccinati - sono appena tornati dal Sudafrica: il tampone molecolare all'aeroporto di Bologna ha dato risultato negativo, ora resteranno in "isolamento fiduciario" per qualche giorno.

L'incubo Omicron è finito, ma che paura. Domenica notte a Città del Capo sono saliti su di un volo charter per Dublino, allestito in gran fretta - ed efficienza - dagli organizzatori del torneo, lo United Rugby Championship: insieme a loro e a un'altra squadra europea, quello degli Scarlets, stavano per salire gli atleti del Munster. I bagagli erano già a bordo, quando sono arrivati i risultati del tampone dei giocatori irlandesi: un positivo, No Vax. "Do the reasonable thing", fate la cosa più giusta, ha intimato un dirigente degli Scarlets a quelli del Munster. E gli irlandesi, che avevano già raggiunto in gate, non sono più partiti.

 

Era atteso un altro club, sempre gallese: il Cardiff è rimasto a Pretoria con due positivi, entrambi No Vax, e per uno di loro è "molto probabile" la variante sudafricana. Il charter è decollato con qualche ora di ritardo, per poi atterrare a Dublino che erano le due di notte: i gallesi sono saliti su di un bus che li ha portati sempre in Irlanda, ma fino a Belfast (la città più vicina del Regno Unito), dove resteranno rinchiusi per 14 giorni. Una volta a casa, dovranno attenderne altri 10 in casa.

Gli italiani, che fin dal giorno dell'arrivo in Sudafrica - mercoledì scorso - si erano volontariamente protetti in una ermetica "bolla" all'interno del loro hotel di Città del Capo, sono invece arrivati con un altro volo a Bologna alle 8.30 di stamani, attesi da due funzionari del Ministero della Salute più un'équipe medica che li ha sottoposti a Pcr. Per tutta la settimana si erano sottoposti a tamponi rapidi e ad un altro molecolare la sera di sabato.

Dopo il nuovo via libera all'aeroporto emiliano, si sono detti disponibili all'isolamento volontario: in realtà avrebbero potuto discuterne, perché ufficialmente le Zebre sono una associazione dilettantistica sportiva ma di fatto dei professionisti, e allora come i giocatori di calcio avrebbero potuto tirare dritto. "Ma ci è sembrata la cosa più ragionevole da fare", spiega il presidente Michele Dalai. Hanno occupato 43 stanze dell'albergo che dà sullo stadio XXV Aprile, dove giocano le Zebre e l'altra settimana l'Italia ha sconfitto l'Uruguay. "Sarebbe bello che ci dessero la possibilità di allenarci, in totale sicurezza, già domani: vediamo cosa ci risponderà l'Asl". Di fatto, l'autoisolamento potrebbe terminare nel fine-settimana.

L'11 dicembre, a Parma, le Zebre hanno in programma un match di Challenge Cup con i francesi del Biarritz: è possibile però che per precauzione la squadra basca chieda un rinvio. Chissà invece cosa accadrà ai due club europei rimasti in isolamento in Sudafrica, e che inevitabilmente rischiano di avere altri giocatori positivi: per almeno due settimane dovranno restare 'prigionieri' dall'altra parte del mondo, poi altre due una volta tornati in Gran Bretagna. Se tutto andrà bene.

 "Non sono stati giorni semplicissimi, ma la prudenza ci ha permesso di viverli abbastanza serenamente - spiega Dalai -. Siamo rimasti sempre tra di noi, senza nessun contatto con l'esterno". Le Zebre erano arrivate in Sudafrica per disputare due partite del campionato internazionale: venerdì dovevano affrontare gli Stormers, e il 4 dicembre gli Sharks.

Hanno fatto base a Città del Capo, la capitale, dove il numero dei nuovi contagiati era sostanzialmente basso. "La gente laggiù sta vivendo il momento con grande tranquillità, anche perché la variante Omicron non sembra avere conseguenze così gravi. Noi avevamo comunque deciso di evitare qualsiasi rischio, comportandoci  con grande attenzione fin dalla nostra partenza dall'aeroporto di Malpensa". Sul volo di ritorno di domenica sera, le Zebre hanno preso i posti in fondo all'aereo, una persona per fila. In mezzo, ma sufficientemente distanti, c'erano gli atleti degli Scarlets. Più avanti, i membri dell'Urc con l'arbitro bresciano Andrea Piardi.