Nove mesi fa era stato nominato miglior tecnico del Pro14, oggi è stato sollevato dall'incarico di capo allenatore delle Zebre di Parma: dicono che l'irlandese Michael Bradley paghi l'improvvido commento dopo la pesante sconfitta nel derby con Treviso della vigilia di Natale ("E' stata una prestazione imbarazzante", aveva detto), ma sarebbe una spiegazione troppo semplice. La verità è che in quasi 5 anni alla guida della franchigia federale l'irlandese ha collezionato troppe sconfitte e la sua squadra non ha mai dato l'impressione di avere una identità, un gioco. Però Michele Dalai, presidente del club, lo ringrazia comunque e spiega: "E' la fine di un percorso bellissimo e anche molto difficile. Ho un grande affetto personale per Michael: lo rispetto come uomo e per tutto quello di buono che ha fatto per le Zebre".
Il presidente Dalai: "Grazie Michael, è un cambio di rotta"
Il contratto di Bradley sarebbe scaduto a luglio, il cambiamento di rotta era già in programma: la società ha deciso un po' a sorpresa di anticipare i tempi cogliendo l'opportunità di quella che Dalai definisce "una stagione folle", col campionato fermo e tanti giocatori positivi al Covid (sono 17 quelli delle Zebre!). "Non è una forzatura, semplicemente non sappiamo quando si riprenderà a giocare e allora vale la pena voltare pagina subito". Con obiettivi ben precisi: "Dobbiamo produrre giocatori per la Nazionale: oggi quelli del nostro club convocabili sono 6 o 7, alla Benetton sono più di 20. Non può continuare così". Bradley era arrivato con la benedizione di un altro allenatore irlandese, Conor O'Shea, cui l'allora presidente Alfredo Gavazzi aveva affidato il timone del rugby italiano: O'Shea avrebbe dovuto restare a lungo, in realtà dopo i mondiali giapponesi aveva rescisso in anticipo il contratto per andarsene agli Harlequins di Londra. Con lui, quasi tutti i suoi uomini avevano ringraziato e salutato. Tranne Bradley. Che ci ha provato in tanti modi, ma proprio non è andata bene.
Decisiva la sconfitta nel derby con Treviso
La recente sconfitta di Parma con Treviso (14-39) è stata effettivamente "imbarazzante": in campo è sembrato di vedere due club di categorie diverse, e la colpa non può essere solo dei giocatori. "Abbiamo avuto una pessima gestione del possesso palla in mano. Questa situazione ha portato grande pressione su di noi, non permettendoci di gestire come avremmo voluto. Dopo la gara ho parlato con i giocatori: per tutti noi è stata una partita imbarazzante. Dobbiamo imparare a cogliere le opportunità. Oggi non è stato fatto, e questo non è buono per i tifosi, per lo staff e per i nostri partner. Dobbiamo cambiare direzione nella prossima settimana": erano state queste, le parole di Bradley. Ma per lui non ci sarà una prossima settimana. In una nota, le Zebre hanno spiegato che "il club ha assunto questa decisione per anticipare il percorso di rinnovamento tecnico pianificato per le prossime stagioni. Tutta la società desidera esprimere la massima gratitudine a Michael per l'impegno e il contributo dato in questi anni e per il bellissimo percorso umano e professionale intrapreso insieme. A Michael vanno i migliori auguri per il prosieguo della propria carriera". Cinquantanove anni, giocatore internazionale con la maglia dell'Irlanda - due mondiali da mediano di mischia -, è stato anche allenatore di squadre come Connacht, Edimburgo e della Georgia.
Al suo posto l'argentino Bergamaschi
Il posto di Bradley per ora viene preso dai suoi collaboratori: l'argentino Emiliano Bergamaschi, attuale allenatore della mischia arrivato a Parma solo 6 mesi fa, e Fabio Roselli, tecnico dei trequarti. Sarà affidato a Bergamaschi il progetto di rinascita della franchigia? E' molto probabile. Quale che sia la soluzione futura, le Zebre hanno davvero bisogno - ora! - di invertire rotta: le tante sconfitte, la disaffezione del pubblico e degli sponsor ne stanno mettendo a rischio la sopravvivenza, mentre a Padova premono per prenderne il posto. Dalai è fiducioso: "Possiamo raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissimi, riprendiamo a lavorare con entusiasmo. Ma lasciatemi ringraziare ancora Michael, è stata una bella avventura".