Più che azzurra, è un'Italia biancoverde quella che il mese prossimo scenderà in campo nel Sei Nazioni: 23 rugbisti convocati gravitano in quella veneta di Treviso e solo 5 fanno riferimento alle Zebre di Parma, 5 indossano invece la maglia di club stranieri. Una Nazionale molto giovane e entusiasta, forse un po' bassa in mischia, con 6 esordienti e alcuni assenti importanti: per i primi due incontri del torneo - il 6 febbraio a Parigi con la Francia, il 13 all'Olimpico con l'Inghilterra - mancheranno Minozzi, Canna, Allan, Bigi. Non ci sarà nemmeno Parisse, assente dai mondiali giapponesi, ma che di recente - a 38 anni - sembra essere rientrato nei piani del ct Kieran Crowley.
Tre aperture venete, Da Re può fare l'estremo
Wakarua, Haimona, Orquera, McLean, Pez, Burton: quanti stranieri negli ultimi anni hanno indossato la maglia numero 10 dell'Italia nel Sei Nazioni, impossibile trovare una apertura italiana. Altri tempi. Adesso il titolare è Garbisi, 21 anni, veneto come le due riserve: Marin (19) e Da Re (22), che potrebbe anche essere schierato ad estremo, ruolo in cui la squadra è terribilmente scoperta.
Minozzi è rimasto in Inghilterra ("In questi mesi ha giocato molto poco", si è giustificato Crowley), il suo posto altrimenti può essere ricoperto solo da Padovani o - appunto - dal talento cresciuto a Mogliano, che recentemente ha fatto molto bene a Parma negli Emergenti che hanno battuto la Romania. Nel ruolo di mediano di mischia, al contrario, ci sono due ragazzi di formazione britannica (Varney e Braley) e il napoletano Fusco.
Crowley va a caccia di altri 7-8 stranieri
Tra i nuovi arrivati, Menocello è un osservato speciale: anche lui ha 19 anni e verrà sacrificato all'Under20, a Treviso gioca nei centri ma può essere utile anche all'ala - "Così come Da Re, molto versatile": parola di Crowley -, nei trequarti c'è il genovese Bruno (25) che ha esordito a novembre segnando all'Uruguay e si giocherà il posto con Mori. In mischia troveranno spazio due "pacifici" equiparati: uno è il tallonatore Faiva, neozelandese di origine tongana; l'altro è Halafihi, pure lui neozelandese, in ballottaggio per la maglia numero 8 col sudafricano Steyn.
Le terze linee sono tutte trevigiane. "Stiamo valutando altri 7-8 giocatori stranieri che giocano all'estero ma sono eleggibili per la maglia azzurra", ha spiegato Crowley. "Alcuni di loro sono però in ballottaggio con altre nazionali, altri hanno contratti che stanno per scadere e in questo momento sono più interessati ai club: vedremo nel futuro prossimo".
In raduno a Verona: "Difesa e disciplina"
La prima partita a Parigi, con i Bleus che hanno appena battuto in maniera netta gli All Blacks campioni del mondo, sembra proibitiva. Sette giorni dopo, a Roma, in uno stadio che potrà essere riempito solo a metà per via della pandemìa, altro incontro impossibile con i Bianchi inglesi. Sono 7 anni che l'Italia non vince una partita nel torneo. Il raduno comincia il 23 gennaio a Verona. "Dobbiamo lavorare sulla difesa e la disciplina". Per l'allenatore Crowley sarà l'esordio nel Sei Nazioni: "Vogliamo far crescere il nostro rispetto e credibilità nel torneo, e mettere le basi per la squadra che nel 2023 parteciperà ai mondiali. Non abbiamo avuto molto tempo per stare insieme, ma sono certo faremo grandi progressi".
I 33 convocati
Piloni: Ceccarelli (Brive), Fischetti (Zebre), Nemer (Treviso), Pasquali (Treviso), Traoré (Treviso), Zilocchi (Zebre); Tallonatori: Faiva (Treviso), Lucchesi (Treviso), Nicotera (Treviso); seconde linee: Cannone (Treviso), Fuser (Newcastle), Ruzza (Treviso), Sisi (Zebre); terze linee: Halafihi (Treviso), Lamaro (Treviso), Negri (Treviso), Pettinelli (Treviso), Steyn (Treviso), Zuliani (Treviso); mediano di mischia: Braley (Treviso), Fusco (Fiamme Oro/Zebre), Varney (Gloucester); Da Re (Rovigo/Treviso), Garbisi (Montpellier), Marin (Treviso); centro: Brex (Treviso), Morisi (Treviso), Zanon (Treviso); ali/estremi: Bruno (Zebre), Ioane (Treviso), Menoncello (Treviso), Mori (Bordeaux-Bègles), Padovani (Zebre).