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Tuipulotu, azzurro mancato: esordio con la Scozia, l'Italrugby valuta altri sette oriundi

Sione Tuipulotu (a destra) con la maglia dei Glasgow Warriors
Sione Tuipulotu (a destra) con la maglia dei Glasgow Warriors (afp)
Il giocatore dei Glasgow Warriors ha la mamma italiana ma il trasferimento alle Zebre è saltato, così come la possibilità di vestire la maglia della nostra nazionale. Il ricorso agli equiparati è un'abitudine: la nostra palla ovale cerca soprattutto seconde linee
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Sione Tuipulotu ha una mamma di origini italiane: avrebbe potuto vestire la maglia azzurra già un paio di anni fa, ma il trasferimento alle Zebre è saltato - dicono per una questione di spiccioli - e il ragazzo suo malgrado è finito a giocare a Glasgow. Venticinque anni, 1.80 di altezza per oltre un quintale di muscoli. Tra pochi giorni esordirà nel suo primo Sei Nazioni con la maglia della Scozia. Che peccato. Un tre-quarti come lui avrebbe fatto proprio comodo e in particolare in questi giorni: Zanon, che non gioca da novembre, è stato appena convocato in sostituzione di Morisi. Invece. Pensare che il piccolo Tuipulotu - padre di sangue samoano - da bambino giocava a calcio a Melbourne, Australia: "Come tutte le mamme italiane, anche la mia era un po' preoccupata per gli sport di contatto. Però a 12 anni papà l'ha convinta a farmi provare la palla ovale". Ed è nato un campione: convocato con la selezione studenti e poi l'U20 dei Wallabies, 3 stagioni ai Rebels nel Super 15, quindi 3 anni in Giappone agli Yamaha Jubilo ma nel frattempo l'interessamento della Federazione italiana tramite l'allora ct Conor O'Shea. Finalmente, nel 2021 sembrava fatta: è saltato tutto. E siccome Sione ha pure una nonna scozzese, eccolo oggi col cardo sulla divisa.

Halafihi e Ioane, due azzurri dell'altro mondo

Negli ultimi mesi la Nazionale ha salutato l'ingresso di diversi atleti nati e cresciuti all'estero: il tallonatore neozelandese di origini tongane, Hame Faiva, che ha pure segnato una meta all'esordio con l'Uruguay; il tre-quarti figiano Ratuva Tavuyara; la seconda linea sudafricana Armand Du Preez; la terza centro Toa Halafihi; un pilone sudafricano sulla cui "italianità" sono stati fatti però un po' di pasticci: Etienne Swanepoel. Il gruppo azzurro conta già sul mediano di mischia gallese Stephen Varney, l'ala australiana Monty Ioane, il centro argentino Nacho Brex, il numero 8 sudafricano Abraham Steyn, il pilone argentino Ivan Nemer, la seconda linea inglese David Sisi, la terza Sebastian Negri, cresciuto tra lo Zimbabwe e l'Inghilterra. E una vecchia storia e l'elenco continua, forse è meglio fermarsi.

Occhi puntati su Lamb e Walker, addio a Herbst

Non c'è mica da vergognarsi: tranne Argentina e Sudafrica (insieme a Figi, Samoa e Tonga, regolarmente depredate) tutte le nazioni ovali sono farcite di oriundi ed equiparati. La squadra azzurra ha disperatamente bisogno di seconde linee di peso: il sudafricano Irné Herbst, che gioca da anni a Treviso, sarebbe stato un perfetto 'eleggibile'. Ma qualcosa è saltato. "Stiamo valutando i profili di 6-7 giocatori", ha confermato l'attuale ct italiano, Kieran Crowley. Che nei giorni scorsi al Times ha rivelato 3 nomi, tutti protagonisti del campionato inglese: Alex Lozowski (28 anni, centro dei Saracens), Louis Lynagh (21, ala Harlequins), Paolo Odogwu (24, centro, Wasps). Un quarto atleta arriva dalla Francia: Ange Capuozzo (2e, estremo, Grenoble). Chi sono gli altri? Due giocano negli Harlequins di Londra: una seconda linea di 23 anni, Dino Lamb; un tallonatore di 25, Jack Walker. Ma per sapere se potranno un giorno vestire la maglia azzurra, bisognerà ragionevolmente attendere un anno ancora. Tutti questi ragazzi sperano ancora in una convocazione di Eddie Jones, allenatore del XV della Rosa, per i mondiali di Francia 2023. Se non dovesse arrivare la chiamata di Eddie, potrebbero rispondere di sì all'Italia. Fa male dirlo, ma è la verità.

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