Sei Nazioni, niente di nuovo per l'Italia: la Scozia vince all'Olimpico 33-22
di Massimo Calandri , di Massimo CalandriROMA - Un altro ko ovale, ma per favore abbiate pietà: l'Italia del rugby è al tappeto da sempre. Che calvario. La striscia di sconfitte consecutive azzurre nel Sei Nazioni sale a 36, sono 8 anni senza vittorie all'Olimpico e nel 2023 ricomincerà il rosario di delusioni romane. Il torneo finisce tra una settimana, c'è ancora un appuntamento a Cardiff - l'ultimo, grazie al cielo -: viene proprio voglia di marcare visita. Pure quelli del Guinness dei primati si sono rotti le scatole con questo stillicidio di primati negativi. La partita con la Scozia "doveva" essere l'occasione buona per invertire la rotta: è finita 22-33, 3 mete a 5, dopo neppure un'ora era già tutto finito. I ragazzi di Crowley non si sono mai tirati indietro, nel finale di gara hanno pure segnato 2 volte: nessuno fa loro una colpa, è che il livello per noi sembra davvero troppo alto.
Capuozzo, Garbisi e i 'pacifici': app…
ROMA - Un altro ko ovale, ma per favore abbiate pietà: l'Italia del rugby è al tappeto da sempre. Che calvario. La striscia di sconfitte consecutive azzurre nel Sei Nazioni sale a 36, sono 8 anni senza vittorie all'Olimpico e nel 2023 ricomincerà il rosario di delusioni romane. Il torneo finisce tra una settimana, c'è ancora un appuntamento a Cardiff - l'ultimo, grazie al cielo -: viene proprio voglia di marcare visita. Pure quelli del Guinness dei primati si sono rotti le scatole con questo stillicidio di primati negativi. La partita con la Scozia "doveva" essere l'occasione buona per invertire la rotta: è finita 22-33, 3 mete a 5, dopo neppure un'ora era già tutto finito. I ragazzi di Crowley non si sono mai tirati indietro, nel finale di gara hanno pure segnato 2 volte: nessuno fa loro una colpa, è che il livello per noi sembra davvero troppo alto.
Capuozzo, Garbisi e i 'pacifici': applausi dall'Olimpico
Sarebbe facile dare la colpa ad un inglese, Braley, che abbiamo voluto obbligare a vestire la maglia della Nazionale: all'inizio i suoi sbagli hanno scatenato gli ospiti, ma il baratro presto o tardi si sarebbe aperto comunque. Poche individualità (Ioane, Halafihi, Garbisi, l'esordiente Capuozzo autore di 2 mete) regalano un sorriso agli oltre 40.000 che hanno affollato l'Olimpico, e che nonostante tutto alla fine hanno applaudito. Ci vogliamo accontentare di questo? Ieri l'U20 ha battuto la Scozia, dopo aver sconfitto in precedenza anche l'Inghilterra: i nostri giovanissimi si sono dimostrati all'altezza dei migliori, ma avremo la pazienza di aspettare ancora qualche stagione?
Lo 'sciagurato' Braley e il doppio regalo alla Scozia
L'Italia aveva cominciato nel migliore dei modi, pronta ad azzuffarsi su ogni pallone e subito avanti grazie ad una punizione di Garbisi. Ma quando gli azzurri hanno scelto di calciare profondo un 'mark', chiamato in difesa da Padovani, la difesa s'è impappinata: l'imperdonabile errore di Braley, placcaggio fallito su Turner, ha liberato l'attacco scozzese che ha mandato in meta sulla bandierina Johnson. I nostri hanno reagito d'istinto, e con un intercetto di Halafihi si sono portati a ridosso della linea di meta avversaria. Ahinoi, lo sciagurato Braley è stato protagonista di un secondo disastro: il suo lungo, imprudente passaggio è stato preso da Price, il contropiede - complice un bel calcio dello Steyn ospite - ha regalato a Harris una micidiale marcatura in mezzo ai pali.
Bruno fa l'equilibrista, ma Harris segna ancora
Dopo due pasticci del genere, c'era già chi rimpiangeva Varney e comunque il napoletano Fusco, rimasto in panchina: Braley però si riscattava in parte raddoppiando da una mischia ordinata , servendo Bruno che con un capolavoro di equilibrio riusciva a passare all'interno al numero 9. Meta importante che Garbisi trasformava con un capolavoro balistico riportando gli azzurri a -2. L'inerzia tornava però presto dalla parte scozzese: Hogg rinunciava a 3 facili punti sotto i pali preferendo una mischia che lanciava in meta ancora Harris, complice l'incertezza di Zanon appena entrato a sostituire Brex uscito per un colpo alla testa.
Capuozzo, doppietta all'esordio. Ma la Scozia controlla
Nella ripresa l'Italia avrebbe dovuto battersi su ogni pallone e rallentare il gioco, usare il piede, occupare la metà campo avversaria: niente di tutto questo. Hodgson aumentava il gap, Hogg quasi ci prendeva in giro. Dopo neppure 50 minuti si erano presi il bonus offensivo, quando non era ancora passata un'ora hanno tirato i remi in barca. L'Italia è sembrata in piena confusione di fronte ad avversari più forti fisicamente, per non dire della lucidità dal punto di vista tattico. Capuozzo, entrato per un Bruno dolorante, si è presentato con un paio di errori ma ha segnato una storica doppietta: la seconda marcatura, complice la rabbia di Ruzza, ha acceso l'Olimpico di un tenero entusiasmo. Alla Scozia non è rimasto che controllare con relativa facilità gli ultimi minuti. Due anni fa avevano vinto con 17 punti di scarto, oggi sono 11. Ma come in un infinito Giorno della Marmotta, l'Italrugby si risveglia allo stesso punto: lontanissimo dagli avversari.
Italia-Scozia 22-33 (10-19)
Marcatori: 4' pt cp Garbisi, 18' meta Johnson, 22' meta Harris tr. Russell, 30' meta Braley tr. Garbisi, 37' meta Harris tr. Russell; 8' meta Graham tr. Russell, 21' meta Hogg tr. Russell, 26' meta Capuozzo tr.Garbisi, 42' meta Capuozzo.
Italia: Padovani - Bruno (6' st Capuozzo), Brex (35' pt Zanon), Marin, Ioane - Garbisi, Braley (12' st Fusco) - Halafihi, Lamaro (dal 16' al 22' pt Steyn), Pettinelli (32' st Steyn) - Ruzza, Cannone (14' st Sisi) - Ceccarelli (12' st Pasquali), Nicotera (12' st Bigi), Fischetti (12' st Nemer). All. Crowley.
Scozia: Hogg - Graham, Harris, Johnson (36' st Tuipulotu), Steyn - Russell (36' st Hastings), Price (36' st Vellacott) - Matt Fagerson, Watson, Darge - Gilchrist, Skinner (36' st Hodgson) - Zander Fagerson (36, st Nel), Turner (20' st McInally), Schoeman (20' st Dell). All. Townsend.
Arbitro: Pearce (Ing)
Note: spettatori 41.214