Mondiali di rugby in Australia (2027) e Usa (2031). E il Sudafrica invoca la lotta di classe (ovale)
di Massimo Calandri , di Massimo CalandriIn Sudafrica non l'hanno presa per niente bene, al punto di tirare in ballo anche Carlo Marx e la lotta di classe. Ovale. Ma come? Sono campioni in carica, hanno vinto 3 titoli iridati, gli era già stata "scippata" dalla Francia l'edizione del 2023 e ora - se tutto va bene - dovranno attendere altri 13 anni prima di ospitare la prossima Coppa del Mondo di rugby? Una vera ingiustizia, un "affare sporco negli interessi della borghesia, infischiandosene del proletariato", scrive Daniel Gallan sulle colonne di Rugby Pass, da Johannesburg. World Rugby ha deciso: l'Australia allestirà la rassegna maschile del 2027, agli Usa toccherà quella del 2031. In Inghilterra si giocheranno i mondiali femminili del 2025, in Australia quelli del 2029, ancora negli Usa quelli del 2033. La nazione "arcobaleno", dopo 4 bocciature consecutive, questa volta aveva fatto un passo indietro, non potendo garantire la copertura economica della manifest…
In Sudafrica non l'hanno presa per niente bene, al punto di tirare in ballo anche Carlo Marx e la lotta di classe. Ovale. Ma come? Sono campioni in carica, hanno vinto 3 titoli iridati, gli era già stata "scippata" dalla Francia l'edizione del 2023 e ora - se tutto va bene - dovranno attendere altri 13 anni prima di ospitare la prossima Coppa del Mondo di rugby? Una vera ingiustizia, un "affare sporco negli interessi della borghesia, infischiandosene del proletariato", scrive Daniel Gallan sulle colonne di Rugby Pass, da Johannesburg. World Rugby ha deciso: l'Australia allestirà la rassegna maschile del 2027, agli Usa toccherà quella del 2031. In Inghilterra si giocheranno i mondiali femminili del 2025, in Australia quelli del 2029, ancora negli Usa quelli del 2033. La nazione "arcobaleno", dopo 4 bocciature consecutive, questa volta aveva fatto un passo indietro, non potendo garantire la copertura economica della manifestazione (l'Argentina aveva già fatto lo stesso, così come la Russia). A questo punto il Sudafrica potrà sperare solo di gestire il torneo nel 2035, e cioè esattamente 40 anni dopo quella indimenticabile edizione con Nelson Mandela che - al termine della finale vinta sugli All Blacks - premia François Pienaar, capitano degli Springboks.
Quella finale con Mandela che premia Pienaar
"Ci avevano promesso che sarebbero tornati da noi. Bugiardi". I giornali sudafricani pongono l'accento sulla mancata grande opportunità sportiva e sociale. Ma la situazione economica attuale del Paese, fortemente provato dalle conseguenze della pandemìa, non è esattamente delle migliori. "Dopo il 1995 quanti bambini sono cresciuti sulla mitologia colorata di arcobaleno di quel glorioso giorno a Johannesburg, quando un gruppo di semi-professionisti che rappresentavano una nazione ancora da costruire hanno battuto gli All Blacks facendo un salto gigantesco verso l'unità? Quanti nostri tifosi hanno chiuso gli occhi e sapevano, nel profondo, che un giorno avrebbero potuto accogliere di nuovo il mondo? Ce lo avevano promesso".
E che business, i mondiali ovali in Usa
Gallan cita Carlo Marx, il saggio del 18 Brumaio contro Luigi Bonaparte: "Saremmo perdonati, se un giorno prendessimo d'assalto la sede di World Rugby a Dublino cominciando una rivoluzione". Niente da dire però sulla nomina degli Usa per il 2031: "Gli stati Uniti sono un gigante addormentato, potenzialmente il business è enorme. E poi, avremo finalmente un decente gioco da rugby alla play station". Cinque anni fa, il Sudafrica era chiaramente sul punto di aggiudicarsi l'edizione del 2023. Sulla base di una dettagliatissima valutazione ufficiale, che teneva conto di alcuni criteri comuni - città ospitanti, infrastrutture, impegni commerciali - il Sudafrica aveva ricevuto un punteggio di 78,97, superando nettamente la Francia (75,88) e l'Irlanda (72,25). Alla fine si era deciso di votare, e - grazie anche al supporto della Fir, allora presieduta da Alfredo Gavazzi che aveva ricevuto in cambio una serie di assicurazioni su futuri accordi commerciali e sportivi (questi ultimi mai realizzati) - la Francia aveva prevalso