Padova-Rovigo, un derby unico per lo scudetto del rugby
di Massimo Calandri , di Massimo CalandriPARMA - Unico, esemplare: come il tartufo d'Alba o il pesto di Prà. Qualcosa dal sapore veramente speciale, che non puoi trovare in nessuna altra parte del mondo. Petrarca Padova contro Rovigo, il 'derby d'Italia' del rugby: maglie nere da una parte, rossoblù a strisce orizzontali dall'altra parte. Storia di un'avventura ovale tra due squadre sempre così diverse eppure uguali, distanti tra loro una cinquantina di chilometri ma certe volte lontanissime. Infinita sfida sportiva, qualcuno sostiene anche culturale e sociale: almeno fino a quando ci si poteva ancora identificare in "cittadini" e "provinciali", ricchi e poveri, fighetti e bruti, quelli che studiavano dai gesuiti mentre gli altri lavoravano già adolescenti, e in campo gli scappava pure una bestemmia. Nati rivali. Che mischie, placcaggi, mete. Polemiche, dispetti. Hanno cominciato ad affrontarsi nel 1947, sono passati 75 anni. Da allora, 172 confronti uff…
PARMA - Unico, esemplare: come il tartufo d'Alba o il pesto di Prà. Qualcosa dal sapore veramente speciale, che non puoi trovare in nessuna altra parte del mondo. Petrarca Padova contro Rovigo, il 'derby d'Italia' del rugby: maglie nere da una parte, rossoblù a strisce orizzontali dall'altra parte. Storia di un'avventura ovale tra due squadre sempre così diverse eppure uguali, distanti tra loro una cinquantina di chilometri ma certe volte lontanissime. Infinita sfida sportiva, qualcuno sostiene anche culturale e sociale: almeno fino a quando ci si poteva ancora identificare in "cittadini" e "provinciali", ricchi e poveri, fighetti e bruti, quelli che studiavano dai gesuiti mentre gli altri lavoravano già adolescenti, e in campo gli scappava pure una bestemmia. Nati rivali. Che mischie, placcaggi, mete. Polemiche, dispetti. Hanno cominciato ad affrontarsi nel 1947, sono passati 75 anni. Da allora, 172 confronti ufficiali in campionato, più una dozzina nelle coppe. Se ci mettiamo dentro pure le amichevoli, si superano le duecento battaglie ovali: ma il bilancio è praticamente in parità con un leggero vantaggio per Rovigo, campione in carica.
La 'corazzata' Petrarca, dirige Marcato
Sabato 28 maggio in palio c'è lo scudetto del Top10: in semifinale il Petrarca Padova ha superato il Calvisano, Rovigo ha avuto la meglio su Reggio Emilia. Sono stati incontri equilibrati, poco spettacolari ma di grande intensità fisica ed emotiva, coi 'Bersaglieri' rodigini che hanno ribaltato nel finale un match quasi perduto. L'allenatore dei patavini è Andrea Marcato, da giocatore col numero 10 ci ha fatto vincere più di un incontro nel Sei Nazioni (memorabile un drop allo scadere con la Scozia): assistito da Victor Jimenez guida quella che tutti definiscono una 'corazzatà per organizzazione di gioco, qualità e forza fisica degli atleti. Il Petrarca, che nella sua sala dei trofei conta 13 scudetti, ha finito la stagione regolare in testa. Ma, attenzione: dopo aver vinto all'andata a Padova con 2 punticini di scarto, ha perso il ritorno del derby d'Italia. Ed è successo solo 2 mesi fa.
"Una città in mischia": Bersaglieri, che passione
Rovigo è "una città in mischia", per citare Luciano Ravagnani, il più grande giornalista e storico del rugby italiano. Si respira rugby, al punto che già mezzo secolo fa si era formato il primo gruppo di ultras organizzati dell'ovale: il Club Bersaglieri San Sisto. La grande passione però a volte può fare brutti scherzi, e le delusioni sono cocenti. Anche i rossoblù hanno vinto 13 scudetti, l'ultimo lo scorso anno e indovinate un po'? La finale si giocava in casa del Petrarca Padova, che era dato nuovamente per favorito e invece si arrese ad una meta di Greef allo scadere. In questa stagione sono guidati dal sudafricano Alistair Coetzee, che è stato anche allenatore degli Springboks ed è supportato da Davide Giazzon.
Doppia finale, terzo tempo: a Parma la festa del rugby
La finale secca è in campo neutro (ore 17.30, Rai Sport trasmetterà in diretta), sul prato del Lanfranchi di Parma, la seconda casa del movimento rugbistico italiano, dopo l'Olimpico. E come per le partite del Sei Nazioni, fatte le debite proporzioni, per l'appuntamento è previsto uno spazio dedicato al 'terzo tempo' per il pubblico, tra gastronomia e musica: una bella festa dedicata al rugby italiano, che finalmente con le selezioni azzurre e in parte con le due sue franchigie ha cominciato a dare segni di ripresa. Tre ore prima del derby, sullo stesso prato si affronteranno le finaliste del campionato femminile: Villorba e Valsugana di Padova. Quattro squadre in finale, tra torneo maschile e femminile, e tutte venete: club distanti tra loro non più di 50 chilometri, se prendiamo Padova come baricentro. Sì, il Veneto è proprio il Galles italiano.
Ferro: "Il pubblico ci aiuterà". Trotta: "Noi cinici e lucidi"
Matteo Ferro è il capitano del Femi-Cz Rovigo: "Abbiamo conquistato la finale ribaltando al Battaglini la sfida col Valorugby, e mostrando tutta la voglia che abbiamo di confermarci campioni d'Italia. E' un derby, in una finale: tutto può accadere. La spinta dei tifosi potrà essere un elemento in più per cercare di conquistare lo Scudetto". Andrea Trotta, capitano del Petrarca: "La nostra stagione è stata abbastanza lineare, abbiamo mostrato sul campo il nostro valore e chiuso al primo posto la regular season. Abbiamo sofferto contro Calvisano nelle due semifinali ma mostrando lucidità e cinismo, due fattori che ci hanno permesso di arrivare a questo appuntamento. E che saranno fondamentali per cercare di riportare a Padova il titolo".
Stefan: "Che emozione". Muzzo: "Quante azzurre in campo"
Per Sofia Stefan, capitano del Valsugana, "è una emozione tornare a giocare per la finale scudetto a distanza di tre anni dall'ultima volta. Siamo molto motivate e vogliamo conquistare il titolo che al Valsugana manca da cinque anni. Abbiamo disposizione una rosa competitiva e faremo del nostro meglio per vincere". Aura Muzzo, capitano del Villorba campione in carica: "Il ricordo della finale vinta è ancora vivo e vogliamo confermarci. Andremo a giocarci lo scudetto in uno stadio dove tante ragazze hanno vissuto le emozioni del Sei Nazioni e la qualificazione alla prossima Rugby World Cup. Sarà particolare confrontarsi contro compagne di squadra in Nazionale, non vediamo l'ora di scendere in campo".