Rugby, anche i maestri piangono: All Blacks mai così male
di Massimo Calandri , di Massimo CalandriAnche gli All Blacks piangono: con sconfitta di ieri (10-26) a Nelspruit contro gli Springboks sudafricani nell'incontro inaugurale del Rugby Championship (e vittoria dell'Australia in Argentina per 41 a 26), i maestri neozelandesi - 5 ko negli ultimi 6 test-match - scivolano al 5° posto della classifica mondiale, dietro Irlanda, Francia, Sudafrica, Inghilterra. E' il punto più basso mai raggiunto nella loro secolare storia ovale. Ufficialmente, il ranking è stato introdotto 19 anni fa: 3 volte campioni del mondo, dal 2010 al 2018 i Blacks hanno dominato con ampio margine sotto la guida di Steve Hansen. Superati in maniera chiara dai padroni di casa, che hanno avuto il 72% di territorio, ieri al Mbombela Stadium hanno pagato caro anche la meta di le Roux subìta nel finale: oltre 15 punti di scarto, in una partita internazionale, significano una ulteriore perdita di punti in classifica.
Malcom Marx, un capitale di forza bruta
Per gli Springboks &e…
Anche gli All Blacks piangono: con sconfitta di ieri (10-26) a Nelspruit contro gli Springboks sudafricani nell'incontro inaugurale del Rugby Championship (e vittoria dell'Australia in Argentina per 41 a 26), i maestri neozelandesi - 5 ko negli ultimi 6 test-match - scivolano al 5° posto della classifica mondiale, dietro Irlanda, Francia, Sudafrica, Inghilterra. E' il punto più basso mai raggiunto nella loro secolare storia ovale. Ufficialmente, il ranking è stato introdotto 19 anni fa: 3 volte campioni del mondo, dal 2010 al 2018 i Blacks hanno dominato con ampio margine sotto la guida di Steve Hansen. Superati in maniera chiara dai padroni di casa, che hanno avuto il 72% di territorio, ieri al Mbombela Stadium hanno pagato caro anche la meta di le Roux subìta nel finale: oltre 15 punti di scarto, in una partita internazionale, significano una ulteriore perdita di punti in classifica.
Malcom Marx, un capitale di forza bruta
Per gli Springboks è la vittoria con più largo margine con i rivali di sempre dal 1928: quasi un secolo. Solidi e fortissimi fisicamente, i sudafricani hanno potuto contare sulla forza impressionante di Marx (4 turnover, 14 placcaggi e 5 calci di punizione a favore nelle mischie ordinate), vincendo sui punti di incontro con Malherbe, Am, Kwagga Smith. Hendrinkse ha saputo sostituire in maniera adeguata il povero de Klerk, uscito subito per un colpo alla testa. La differenza è stata fatta anche sui palloni alti, col longilineo Arendse che ha messo in crisi Beauden Barrett.
E anche in Nuova Zelanda rischia l'allenatore
Dall'altra parte, neozelandesi orgogliosi ma disordinati: hanno finito per giocare individualmente, privi di quella coesione che è sempre stata il loro punto di forza. Il disastroso Sam Cane perderà sicuramente la fascia di capitano dei Tutti Neri, ma adesso si fanno sempre più insistenti anche le voci di un siluramento dell'allenatore, Ian Foster: tutto il mondo è paese, compreso un paradiso sportivo come Aotearoa. "La barca è finita contro le rocce: è tempo di ripartire da zero", titolano i giornali neozelandesi. "Gli All Blacks sono stati fortunati: poteva finire peggio!, "Infilzati allo spiedo", "Ingiustificabili": i media sudafricani non hanno pietà per gli sconfitti.
"Adesso serve una pulizia totale e brutale"
Anche Gregor Paul sul New Zealand Herald ci va giù durissimo: "La fiducia è a pezzi, non c'è speranza: l'unica cosa sensata è liquidare l'attuale gestione e cominciare una nuova era. Chiunque conosca il gioco in Nuova Zelanda sa che gli All Blacks non potranno mai migliorare miracolosamente, se non a prezzo di una pulizia totale e brutale". Sullo stesso giornale, Liam Napier ha cercato di dare una spiegazione tecnica alla disfatta: "Gli Springboks non hanno fatto nulla di sorprendente: si sono attenuti al loro progetto, poco fantasiosa e basato sul lavoro della mischia. Hanno eseguito tutto alla perfezione. Gli All Blacks sapevano a cosa sarebbero andati incontro, ma hanno avuto poche risposte".