Rugby Zebre, la rivoluzione inizia con Furno: 21 nuovi giocatori
di Massimo Calandri , di Massimo CalandriVentuno arrivi, ventuno partenze: le Zebre di Parma rinnovano la rosa, è una “rivoluzione” e un atto di grande fiducia verso il rugby italiano. Anche lo staff tecnico e dirigenziale sono cambiati. L’ultima novità sarà annunciata stamani: l’ingaggio di Joshua Furno, seconda linea di 32 anni che ha vestito la maglia della Nazionale per 37 volte. Sempre prima per impegno sociale e solidarietà fuori dal campo, e per questo citata come esempio dal mondo ovale, ma regolarmente ultima in classifica (ha a disposizione il budget più basso dello United Rugby Championship): per la franchigia della Federazione, la squadra più amata e perdente della storia ovale, questa stagione ormai alle porte è il punto di non ritorno.
Non chiamatelo ultimo appello: ma il nuovo corso tutto tricolore – il capo allenatore, Fabio Roselli; un gruppo di atleti giovanissimi, molti provenienti dalla U20 azzurra, più qualche bella sp…
Ventuno arrivi, ventuno partenze: le Zebre di Parma rinnovano la rosa, è una “rivoluzione” e un atto di grande fiducia verso il rugby italiano. Anche lo staff tecnico e dirigenziale sono cambiati. L’ultima novità sarà annunciata stamani: l’ingaggio di Joshua Furno, seconda linea di 32 anni che ha vestito la maglia della Nazionale per 37 volte. Sempre prima per impegno sociale e solidarietà fuori dal campo, e per questo citata come esempio dal mondo ovale, ma regolarmente ultima in classifica (ha a disposizione il budget più basso dello United Rugby Championship): per la franchigia della Federazione, la squadra più amata e perdente della storia ovale, questa stagione ormai alle porte è il punto di non ritorno.
Non chiamatelo ultimo appello: ma il nuovo corso tutto tricolore – il capo allenatore, Fabio Roselli; un gruppo di atleti giovanissimi, molti provenienti dalla U20 azzurra, più qualche bella speranza pescata dal nostro campionato, il Top 10 – deve portare a casa qualche successo (“Almeno 5-6 partite”, si augura Michele Dalai, amministratore unico del club) per poter dare l’abbrivio a un progetto quadriennale. In caso contrario, nel 2024 il marchio potrebbe trasferirsi in un’altra città: Padova scalpita. “Tutto dipende dai risultati, ma io quest’anno sono molto fiducioso: daremo alle Zebre, così come all’altra franchigia di Treviso, tutto l’appoggio necessario”, garantisce Marzio Innocenti, presidente della Federazione.
Fabio Roselli, un tecnico italiano per ripartire
“C’è grande entusiasmo, determinazione: si lavora per una squadra con un’identità precisa, desiderosa di divertirsi e divertire, consapevole dei propri limiti ma che non scenderà mai in campo per adattarsi all’avversario. Abbiamo un nostro gioco, e con quello vogliamo conquistare punti e pubblico. Struttura, coerenza e molta lealtà: si è davvero voltato pagina”. Dalai tesse le lodi del direttore sportivo, Franco Tonni, e tifa per Roselli, che ha gestito a lungo i giovani talenti della Nazionale e nella primavera scorsa aveva già preso in mano le redini delle Zebre lasciando subito una bella impronta. Al suo fianco, il sudafricano Dave Williams si occuperà dell’attacco e dei tre-quarti, Emiliano Bergamaschi degli avanti e Aldo Birchall della difesa. “Fabio è un leader naturale, sempre sereno nella gestione del gruppo; Dave è elettrico ed elettrizzante; Emiliano è molto profondo, saggio, un insegnante nato; Aldo ama la lotta, è uno straordinario trascinatore. Grandi lavoratori: sanno di dover far crescere un gruppo giovane, sono ambiziosi ma anche consci che non ci potremo più permettere di andare all’attacco per poi perdere con uno scarto imbarazzante”.
I gioielli dell’U20 e tanti atleti ambiziosi
Nate per forgiare giocatori per la Nazionale, le due franchigie lo scorso anno hanno avuto prestazioni molto diverse: le Zebre hanno fornito un numero molto esiguo di azzurri. “Ma le cose cambieranno: abbiamo tanti talenti che provengono da una U20 che ha dimostrato di essere al livello delle migliori formazioni del mondo, ragazzi che vogliono continuare a progredire. L’obiettivo è quello di essere sempre più presenti, ci piacerebbe portare in Nazionale almeno tanti atleti quanto Treviso. Con cui abbiamo ottimi rapporti, e vogliamo collaborare”. Andreani, Ferrari e Ruggeri, che hanno indossato la fascia di capitano dell’U20. Rizzoli, un gioiello purissimo. Neculai, Bianchi, Krumov, Lucchin e Zambonin. Venditti, che forza. Genovese, pilone di grande speranze. Teneggi, Moscardi, Pani, Gesi: ragazzini che hanno mostrato il loro valore nel Sei Nazioni di categoria. Bruno, Licata, Fusco: vogliono fortissimamente essere protagonisti ai mondiali francesi del prossimo anno. La grinta di Sanavia. Un capitano esemplare come Sisi. Il ritorno di Furno. Ci sono tanti altri italiani ancora (17 della rosa sono nati nel nuovo millennio), qualche straniero di valore come l’argentino Garcia, il sudafricano Van Wyck.
Urc, una lega professionista che continua a crescere
Con l’inclusione dei club sudafricani, l’attenzione del pubblico sull’Urc (che già raccoglie le migliori formazioni di Irlanda, Galles, Scozia e Italia) è cresciuta nell’ultimo anno del 169%: il torneo ha registrato 34,6 milioni di telespettatori una media di 23.000 a partita. Il match Zebre-Munster è stato visto da 439.701 persone. “È una grande lega professionistica, con incredibili possibilità di crescita dal punto di vista agonistico e di marketing. Per questo vogliamo produrre gioco e risultati: per attrarre pubblico e sponsor. E per coinvolgere ancora di più la città di Parma, oltre ai 125 club italiani che fanno parte della nostra Zebre Family”, spiega Dalai.
Le Zebre e l'impegno nel sociale
Le Zebre sono sempre in prima linea nell’impegno sociale: dall’accoglienza dei profughi ucraini alle campagne contro l’omofobia, la solidarietà per Patrick Zaki, le visite negli ospedali pediatrici, la collaborazione con la squadra dei rifugiati. Ma vincono di rado: lo stadio Lanfranchi difficilmente fa il pienone, i finanziatori sono abbastanza timorosi. In attesa di un altro paio di sponsor, la società ha un budget di poco superiore ai 7 milioni di euro (con 4,8 milioni di contributo Fir). “Non è facile, quando ti devi confrontare con dei giganti. Ma quest’anno siamo pronti”. L’esordio sarà il 17 settembre a Parma con gli irlandesi del Leinster. “Poi Sharks, Munster, Stormers: dei crush test che dovremo superare, continuando a costruire”. Quanti successi serviranno, per continuare? “Io preferisco guardare alle prestazioni complessive, che ai risultati. Ma diciamo che firmerei per 5 vittorie in campionato, compreso almeno un derby. E una in coppa. Sarà solo l’inizio”.