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Rugby, l'Italia incanta un tempo, poi il Sudafrica dilaga: finisce 61-23

Rugby, l'Italia incanta un tempo, poi il Sudafrica dilaga: finisce 61-23
Gli azzurri regalano 40' di spettacolo puro, confermando per molto aspetti quanto di buono fatto vedere con Samoa e Australia. Poi i campioni del mondo dettano la loro legge
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GENOVA — L'Italia ha perso, ma per un tempo e qualcosa ha regalato il gioco più bello, avventuroso e divertente degli ultimi anni e anche di questo novembre speciale, in cui sono arrivate le importanti vittorie su Samoa e Australia. Hanno vinto, come era prevedibile però un po' troppo largamente, i campioni del mondo del Sudafrica (21-63). Lamaro e i suoi hanno comunque offerto una emozionante giornata ovale in uno stadio affollato, entusiasta. Lottando fino all'ultimo, onorando la memoria di Marco Bollesan, il campione genovese, il "leone dalla faccia sgherra". Anche gli azzurri sono stati a lungo dei leoni: due mete spettacolari (una dell'imprendibile Ange Capuozzo, l'angelo azzurro; la seconda di un altro giovanissimo, l'erculeo Lorenzo Cannone), tanti placcaggi con un roccioso Brex a dare l'esempio, soprattutto una voglia di attaccare come non si era mai vista. Nove mete a due è uno scarto troppo pesante e bugiardo. Gli Springboks hanno dimostrato di essere più forti, ma non su un altro pianeta. E il bilancio finale di novembre è il miglior viatico in vista del prossimo Sei Nazioni

L'"angelico" Capuozzo e una meta infinita

L'Italia prova subito a partire sfrontata giocando l'ovale alla mano nei propri 22 metri, ma un orribile passaggio innesca l'attacco Springbok che da una prima fase - su rimessa laterale da 25 metri lancia Arendse in meta sulla bandierina. Gli azzurri accorciano presto con una punizione di Allan però un placcaggio senza palla di Nicotera ridà spazio nel punteggio agli ospiti. Ed è sulla ripresa del gioco, che sboccia una meta da incorniciare: Bruno gioca velocemente una rimessa laterale, l'ovale vola letteralmente fino a Ioane, un altro punto d'incontro poi Lamaro schiaffeggia al volo il passaggio di Varney per Capuozzo: e il mercuriale estremo con la faccia da bimbo s'inventa una delle sue corse senza fine, andando a segnare tra gli applausi di un pubblico a bocca aperta per tanta bellezza.

Mbonambi segna, ma quanti dubbi

Non è mica finita: Lorenzo Cannone provoca un "tenuto" e Allan da 41 metri allunga nel punteggio, poi la mischia - con Fischetti guerriero! - rimedia al calcio stoppato a Varney. Peccato che un altro fallo permetta a Kolbe di accorciare le distanze. Alla mezz'ora, dopo che Brex ha placcato qualsiasi cosa fosse più alta dell'erba da un penaltouche si stacca Mbonambi che - secondo l'arbitro Carley - segna: in realtà il tallonatore, contrastato da Morisi, fa un doppio movimento. Ma nel rugby non si protesta, mai. Gli azzurri chiudono il primo tempo sotto di 5 punti ma non è giusto, perché sul piano del gioco e della lotta (con un monumentale Lorenzo Cannone) sono stati almeno alla pari dei campioni del mondo.

Morisi, una distrazione che costa carissimo

Si ricomincia nel modo migliore, con una punizione di Allan dopo un'altra corsa di Capuozzo e un lavoro bestiale dei nostri avanti. Ma è un'illusione, perché sulla ripresa del gioco Morisi si fa incredibilmente soffiare il pallone da Kolbe  che segna (e s'infortuna). Gli Springboks approfittano nel momento di smarrimento degli azzurri e segnano ancora sulla bandiera, ma dalla parte opposta del campo, con Arendse. Kwagga Smith, appena entrato, affonda il coltello nella ferita. In 10 minuti è un parziale terribile (0-19) e un vero peccato: la stanchezza comincia prendere il sopravvento tra gli italiani, gli altri sentono l'odore della preda e aumentano il ritmo.

Lorenzo Cannone a segno, poi dilagano gli Springboks

Menoncello all'improvviso apre uno squarcio nella difesa sudafricana: è finalmente un'altra splendida azione azzurra, con Allan che calcia un traversone per Ioane, Lorenzo Cannone è in sostegno e con lui Ferrari. Fermato il pilone a pochi centimetri dalla linea di meta, ci pensa ancora Lorenzo Cannone. Il Sudafrica torna a far valere i muscoli, e Kitshoff segna sotto i pali. Padovani s'infortuna pochi minuti dopo essere entrato, la partita dei nostri scivola via come sabbia tra le dita: ancora una meta di Willemse. I nostri ci provano ancora arrivano vicinissimi alla marcatura però un po' l'arbitro e un po' l'esperienza degli ospiti cambiano il copione: ancora una meta, questa volta di Reinach. Basta così. Chiudiamo stanchissimi la serie di novembre, ma è stato un autunno di cui andare fieri.

Italia-Sudafrica  21-63 (13-18)
Marcatori:
2' pt meta Arendse, 8' e 21' cp Allan, 10' e 26' cp Kolbe, 12' meta Capuozzo tr Allan, 30' meta Mobonambi tr. Kolbe; 5' st cp Allan, 6' meta Kolbe, 9' meta Arundse tr. Willemse, 16' meta Smith tr. Libbok, 23' meta Marx, 26' meta Lorenzo Cannone, 29' meta Kitshoff tr. Libbok, 33' meta Willemse tr Libbok, 39' meta Reinach tr. Libbok
Italia: Capuozzo - Bruno (dal 26' al 30' st Padovani), Brex, Morisi (10' st Menoncello), Ioane - Allan, Varney (20' st Alessandro Garbisi) - Lorenzo Cannone, Lamaro, Negri (10' st Zuliani) - Ruzza (27' st Sisi), Niccolò Cannone - Ceccarelli (1'st Ferrari), Nicotera (1' st Lucchesi), Fischetti (10' st Nemer).
Sudafrica: Leroux - Kolbe (7'st Libbok), de Allende, Esterhuizen, Arendse - Willemse, de Klerk (26' st Reinach) - Wiese, Mostert, Kolisi - Orie (10' st Smith), Moerat (4' st Etzebeth) - Malherbe (10' st Kitshoff), Mbonambi (10' st Marx), Nche (10' st Kock).
Arbitro: Carley (Ing)
Note: spettatori 26.400

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