L'Italrugby ci prova, Sergio Parisse: "Francia colossale, servono testa e corsa"
di Massimo Calandri , di Massimo CalandriROMA - "È un'Italia giovane. Intelligente. Che vuole interpretare il rugby secondo le proprie caratteristiche: usando il cervello, evitando lo scontro fisico. Mi piace". Detto da Sergio Parisse, il più grande azzurro della storia ovale, vale doppio. Sabato la Nazionale affronta all'Olimpico la Francia, primo turno del Sei Nazioni: "Sarà durissima, però anche per loro: se restiamo attaccati nel punteggio potrebbero andare in confusione, e allora...".
Sei Nazioni, Italia-Francia all'Olimpico di Roma
Dicono sia cominciata una nuova èra, complice la fantasia del folletto Capuozzo: la vittoria Galles, poi in autunno i successi con Samoa e Australia, un tempo alla pari coi campioni del mondo sudafricani. Basta coi Cucchiai di Legno e le onorevoli sconfitte? "Lo scorso anno sono stati bravissimi, continuano a migliorare: hanno una identità, stanno costruendo la loro storia. Ai miei tempi c'era una mischia so…
ROMA - "È un'Italia giovane. Intelligente. Che vuole interpretare il rugby secondo le proprie caratteristiche: usando il cervello, evitando lo scontro fisico. Mi piace". Detto da Sergio Parisse, il più grande azzurro della storia ovale, vale doppio. Sabato la Nazionale affronta all'Olimpico la Francia, primo turno del Sei Nazioni: "Sarà durissima, però anche per loro: se restiamo attaccati nel punteggio potrebbero andare in confusione, e allora...".
Sei Nazioni, Italia-Francia all'Olimpico di Roma
Dicono sia cominciata una nuova èra, complice la fantasia del folletto Capuozzo: la vittoria Galles, poi in autunno i successi con Samoa e Australia, un tempo alla pari coi campioni del mondo sudafricani. Basta coi Cucchiai di Legno e le onorevoli sconfitte? "Lo scorso anno sono stati bravissimi, continuano a migliorare: hanno una identità, stanno costruendo la loro storia. Ai miei tempi c'era una mischia solida, fisicamente potevamo sfidare chiunque: ci mancavano altre cose. Invece ora i ragazzi cercano lo spazio, corrono: è bellissimo vederli giocare". Ai miei tempi, dice: però a 39 anni, dopo 21 ad alto livello, Parisse continua a essere protagonista nel Tolone, uno dei club più prestigiosi del pianeta. E fa un pensierino alla Nazionale, in vista dei Mondiali francesi del prossimo autunno. "Per la maglia azzurra sarò sempre disponibile. Il ct Crowley farà le sue scelte, ci sono tanti atleti e tutti speciali. Certo, disputare la sesta Coppa del Mondo sarebbe il modo perfetto per chiudere una carriera fortunata". Il miglior numero 8 nella storia del Sei Nazioni.
Capuozzo l'arma segreta contro la Francia
"Non ho mai avuto gravi infortuni, sono sempre stato attento dal punto di vista mentale e fisico. Ma in questi anni il rugby è molto cambiato, soprattutto nelle ultime 7-8 stagioni: prima era uno sport di contatto, ora è scontro. Collisione. E un ragazzo che comincia a livello internazionale come è successo a me, a 18 anni, è destinato a chiudere molto prima. Che peccato". Però tutti celebrano Ange Capuozzo, che sembra un pianista e con quelle gambette salta gli avversari come birilli. "Tifo per il suo rugby, di evasione e cervello: servono atleti come lui, non solo dei giganti". Però la Francia schiera un pilone che pesa più di un quintale e mezzo, un gruppo di avanti oversize che vuole giocare agli autoscontri, per sfiancarci e poi punirci in velocità. "Sono fortissimi sul drive, la spinta del pacchetto nel gioco aperto. Il rugby è comunque e sempre combattimento, la nostra mischia sarà decisiva. Servono solidità e difesa, in mezzo al campo il lavoro di Brex e Morisi". Attenzione a Dupont, mediano di mischia imprendibile. "Può fare la differenza in qualsiasi momento. La Francia, con l'Irlanda, è la squadra più forte del mondo. Noi abbiamo Capuozzo, Lamaro e Lorenzo Cannone: ma il nostro giocatore decisivo dovrà essere la squadra, la complicità. E l'intelligenza".