Gli inglesi nel primo tempo hanno giocato a fare i forti coi più deboli: ma ci sono buone ragioni per credere che gli azzurri potranno prendersi la rivincita, forse già dal prossimo anno all'Olimpico. La ripresa, che gli italiani hanno vinto (14-12) è un segnale molto importante. A Twickenham, i padroni di casa l'hanno messa sul piano fisico, con la sponda di un arbitro neozelandese che ha forse patito l'esordio nel Sei Nazioni e la magica atmosfera del Tempio ovale: hanno segnato 4 mete a 2, si sono giustamente imposti (31-14), ma questa Italia ha confermato che se la può giocare con tutti. Per 20 minuti in inferiorità numerica, privati del loro capitano Lamaro - ko dopo nemmeno mezz'ora -, messi sotto pressione all'inizio, a differenza dei loro avversari hanno provato a muovere l'ovale e divertire gli 82.000 spettatori londinesi. Le corse dell'imprendibile Capuozzo, i placcaggi di uno straordinario Negri, le mete di Riccioni e Fusco, il ritorno di Polledri. L'impressione è che i nostri abbiano eccessivamente patito l'aggressività dei Bianchi nei 40' iniziali. "All'inizio siamo stati indisciplinati e un po' lenti, abbiamo concesso troppo", confessa Ruzza ai microfoni di Sky al termine dell'incontro. "Nella prima mezz'ora tutto si è fatto difficile, ci siamo disuniti. Nella ripresa invece siamo tornati, facendo vedere delle cose buone palla alla mano. Abbiamo fatto ancora degli errori, ma siamo stati più efficaci". E Riccioni, autore di una bellissima marcatura: "Possiamo fare meglio di così. Dobbiamo imparare, da queste partite. Ma rispetto a due anni fa i passi avanti sono enormi. Speriamo che in futuro l'arbitro faccia più attenzione ai nostri avversari. Tra 2 settimane non vediamo lora di affrontare a Roma l'Irlanda".
Lamaro ko, giallo a Cannone: due mete inglesi
La partita comincia in maniera brutta, antipatica, con gli azzurri che - dopo un paio di misteriosi calci fischiati contro da mischia ordinata - non riescono a uscire dai loro 22 metri e l'Inghilterra che segna una meta da penaltouche con Willis, conseguenza di un presunto fallo di Lorenzo Cannone. L'Italia rinuncia a incassare 3 punti e va in rimessa laterale per una punizione che evapora, gli inglesi aggrediscono e Itoje mette fuori combattimento il capitano Lamaro. I Bianchi non ci fanno giocare, dominano fisicamente e dopo il cartellino giallo a Lorenzo Cannone arriva la seconda meta, con Chessum.
Azzurri soffocati, la mischia avversaria domina
La splendida finta con cui Malins fa fuori Menoncello per la meta di van Poortvliet viene cancellata dall'arbitro, che però assegna l'ennesima punizione ai padroni di casa: da un'altra fase ordinata arriva la terza meta, sempre da un uomo di mischia (il tallonatore George). L'espulsione temporanea del nostro numero 8 è costata 12 punti: al rientro della terza centro l'Italia prova a giocare l'ovale, ma la pressione avversaria è implacabile. Gli azzurri non riescono ad esprimersi, soffocati dagli altri che con la forza degli avanti fanno i prepotenti. Il primo tempo si chiude sotto 0-19.
Nella ripresa a segno Riccioni, e Fusco raddoppia!
La determinazione con cui dopo 4 minuti dall'inizio del secondo tempo Riccioni va in meta, dopo una splendida serie di punti di incontro e un bel break di Capuozzo, è la conferma che - comunque vada a finire questo incontro - l'Italia è una squadra che può affrontare a viso aperto chiunque, anche una Inghilterra cattiva e cinica come quella di oggi. Il placcaggio di Negri su quel provocatore presuntuoso di Farrell è un nuovo segnale. Ma l'arbitro neozelandese Doleman punisce ancora gli avanti italiani: meta di punizione e cartellino giallo per Ferrari. Sembra una condanna a morte, invece.
Finale arrembante, azzurri in attacco fino all'ultimo
L'Italia, tornata in 15, riprende a giocare, a muovere gambe e pallone. Da una serie di corse avventurose, complice il solito Capuozzo ma anche Bruno, e Polledri, Fusco che è appena entrato segna una meta che ricorderà per tutta la vita. Allan trasforma. Gi azzurri continuano a giocare, un calcio di Allan va a pescare Ruzza e lo stadio di Twickenham osserva sorpreso la voglia di libertà del rugby italiano. Ma l'Inghilterra torna sui fondamentali, usa la mischia e Arundell segna sulla bandierina. L'Italia non si arrende, anzi: nel finale attacca ancora i padroni di casa, li chiude nei loro 22. E' una sconfitta che fa male, ma questi ragazzi hanno dimostrato che in futuro potranno togliersi delle soddisfazioni importanti. E il primo pensiero va al prossimo incontro, sabato 24 febbraio a Roma con l'Irlanda.
Inghilterra-Italia 31-14 (19-0)
Marcatori: 13' meta Willis tr. Farrell, 28' meta Chessum tr. Farrell, 36' meta George; 4' st meta Riccioni tr. Allan, 10' meta di punizione Inghilterra, 23' meta Fusco tr. Allan, 30' meta Arundell.
Inghilterra: Steward - Malins, Slade, Lawrence, Hassell-Collins (15' st Arundell) - Farrell, Van Poortvliet (20' st Mitchell) - Dombrandt (25' st Isiekwe), Willis (13' st Earl), Ludlam - Chessum, Itoje - Sinckler (10' st Cole), George (34' st Walker), Genge (15' st Vunipola).
Italia: Capuozzo - Padovani, Brex, Morisi (7' st Bruno), Menoncello - Allan, Varney (22' st Fusco) - Lorenzo Cannone (17' st Polledri), Lamaro (24' pt Zuliani), Negri - Ruzza, Niccolò Cannone (32' st Iachizzi) - Riccioni (8' st Ferrari), Nicotera (20' st Bigi), Fischetti (15' st Zani).
Arbitro: Doleman (Nz)
Note: 28' pt cartellino giallo Lorenzo Cannone, 10' Ferrari; spettatori 81.609