Rugby, placcata illegalmente resta paralizzata dalla vita in giù: risarcimento record
Una giocatrice britannica di rugby amatoriale femminile, rimasta paralizzata a vita in seguito a un placcaggio illegale durante una partita, ha ottenuto giovedì un risarcimento di oltre 10 milioni di sterline (12 milioni di dollari) da parte dell'Alta Corte. Dani Czernuszka, 34 anni, giocatrice delle Reading Sirens, è rimasta paralizzata dalla vita in giù dopo che in occasione della partita di campionato contro le Bracknell Ladies nell'ottobre 2017, l'avversaria Natasha King ha esercitato tutto il peso sulla sua testa e sulla schiena mentre era piegata in attesa di ricevere la palla.
"Placcaggio pericolo e illegale"
Il giudice ha stabilito che King era responsabile per le gravi lesioni spinali che Czernuszka ha subito a causa del placcaggio "pericoloso" e "illegale", un verdetto che crea un precedente per le richieste di risarcimento per lesioni sportive. "Sono grata per la sentenza di oggi e per aver finalment…
Una giocatrice britannica di rugby amatoriale femminile, rimasta paralizzata a vita in seguito a un placcaggio illegale durante una partita, ha ottenuto giovedì un risarcimento di oltre 10 milioni di sterline (12 milioni di dollari) da parte dell'Alta Corte. Dani Czernuszka, 34 anni, giocatrice delle Reading Sirens, è rimasta paralizzata dalla vita in giù dopo che in occasione della partita di campionato contro le Bracknell Ladies nell'ottobre 2017, l'avversaria Natasha King ha esercitato tutto il peso sulla sua testa e sulla schiena mentre era piegata in attesa di ricevere la palla.
"Placcaggio pericolo e illegale"
Il giudice ha stabilito che King era responsabile per le gravi lesioni spinali che Czernuszka ha subito a causa del placcaggio "pericoloso" e "illegale", un verdetto che crea un precedente per le richieste di risarcimento per lesioni sportive. "Sono grata per la sentenza di oggi e per aver finalmente messo a tacere tutte le menzogne e le falsificazioni su quanto accaduto quel giorno durante la partita", ha parole di Czernuszka in una dichiarazione rilasciata dai suoi avvocati. "Lo sport mi ha sempre dato grandi soddisfazioni nella vita e non incolpo il gioco del rugby per quello che è successo quel giorno. In definitiva, ritengo di essere stata delusa da un comportamento scorretto da parte del giocatore avversario, dello staff tecnico e dell'arbitro".
"Spero di poter usare il mio infortunio e l'esito del processo di oggi per sensibilizzare l'opinione pubblica sui limiti pericolosi che non dovrebbero essere superati quando si pratica sport, a prescindere dal livello", ha aggiunto Czernuszka, che ora gioca a hockey su ghiaccio per la squadra paralimpica della Gran Bretagna.