Sei Nazioni: l'Italia ci prova, ma all'Olimpico fa festa l'Irlanda
di Massimo Calandri , di Massimo CalandriROMA - Se l'Irlanda è la squadra più forte del mondo - e lo è: lo dicono il ranking, la vittoria sulla Francia e il doppio successo sugli All Blacks a casa lora - allora anche questa nuova Italia merita di stare tra le grandi. La sconfitta dell'Olimpico (20-34) nel terzo turno del Sei Nazioni, celebra il coraggio ma soprattutto il gioco dei giovani azzurri, che palla alla mano hanno attaccato a lungo - come mai si era visto in tutta la nostra storia ovale - regalando momenti di divertimento puro. Hanno messo in difficoltà gli avversari, cinici nello sfruttare a proprio favore situazioni di gioco - come la bizzarra interpretazione del fuorigioco dell'arbitro Adamson - e comunque formidabili in ogni fase.
Il punteggio è troppo severo, anche se le mete dei Verdi sono state 5 contro 2 (un solo calcio di punizione nella ripresa: troppo poco, per battere questi giganti). La chiave dell'incontro a una decina di minuti dal termine, quando gl…
ROMA - Se l'Irlanda è la squadra più forte del mondo - e lo è: lo dicono il ranking, la vittoria sulla Francia e il doppio successo sugli All Blacks a casa lora - allora anche questa nuova Italia merita di stare tra le grandi. La sconfitta dell'Olimpico (20-34) nel terzo turno del Sei Nazioni, celebra il coraggio ma soprattutto il gioco dei giovani azzurri, che palla alla mano hanno attaccato a lungo - come mai si era visto in tutta la nostra storia ovale - regalando momenti di divertimento puro. Hanno messo in difficoltà gli avversari, cinici nello sfruttare a proprio favore situazioni di gioco - come la bizzarra interpretazione del fuorigioco dell'arbitro Adamson - e comunque formidabili in ogni fase.
Il punteggio è troppo severo, anche se le mete dei Verdi sono state 5 contro 2 (un solo calcio di punizione nella ripresa: troppo poco, per battere questi giganti). La chiave dell'incontro a una decina di minuti dal termine, quando gli azzurri erano sotto di soli 7 punti: c'era una occasione solare di andare in meta, Brex ha avuto fretta e l'ha sprecata. Pazienza. Negli occhi restano i placcaggi di Lamaro, le penetrazioni di Niccolò Cannone ma soprattutto quella voglia di giocare in ogni zolla del campo, sfruttando la voglia di correre e libertà dello Scugnizzo Capuozzo, del genovese Bruno, del veneto Menoncello. Tra due settimane l'Italia affronta a Roma il Galles, è questa può essere la partita da vincere. Di questi ragazzi ci si può fidare.
Varney, una meta che ribalta l'Irlanda
"Questa volta saremo più attenti, all'inizio". Aveva promesso Lamaro, il capitano. Invece, peggio di così non poteva cominciare. Capuozzo con un placcaggio sulla linea di meta ha impedito la meta di Lowe, nata da un clamoroso errore difensivo di Brex su Van der Flier: era trascorso solo un minuto e mezzo. Quaranta secondi più tardi, un altro errore di posizione (Padovani) ha innescato la corsa della seconda linea Ryan in meta. Byrne ha fallito la trasformazione. Gli azzurri hanno reagito con una intensità incredibile, regalando 10 minuti di attacchi spettacolari culminati in una splendida penetrazione di Lorenzo Cannone: Varney ha raccolto l'ovale ed è andato a segno, Garbisi ha firmato il sorpasso.
Verdi cinici e concreti, Bruno regala una speranza
Ingolosita e avventurosa, l'Italia ha continuato ad attaccare e divertire i 50.000 dell'Olimpico. Ma l'Irlanda all'improvviso ha piazzato un break dei suoi, complice la potenza di Aki e un'incertezza di Bruno: Keenan ha chiuso in mezzo ai pali. I ragazzi di Crowley hanno continuato a muovere l'ovale senza paura, Garbisi ha accorciato su punizione dopo un ardito contrattacco di Capuozzo e Menoncello, ma poco dopo l'apertura si è fatto soffiare il pallone da Lowe e alla fine i Verdi si sono tuffati in meta per la terza volta in 20 minuti, con Aki. L'Irlanda ha fatto sua l'inerzia dell'incontro, in maniera cinica e un po' sporca, regolarmente sul filo di un fuorigioco che l'arbitro Adamson non vede. Mai. In compenso il sudafricano è rigoroso quando si tratta di punire gli italiani: dopo una lunga agonìa difensiva, Hansen ci punisce ancora sulla bandierina. E quando ci stiamo per rassegnare, ecco che Bruno intercetta un passaggio di Aki: 70 metri di corsa solitaria e felice, per la metà più bella. Garbisi trasforma, gli azzurri chiuso sotto (17-24) ma solo di 7 punti.
Brex e un calcio sciagurato, gli irlandesi allungano
Adamson anche nella ripresa non dà segni di miglioramento: per fortuna il giudice di linea lo avverte con l'auricolare dell'ostruzione di Porter su Brex, e Garbisi porta gli azzurri a -4. E poi ci pensa il Tmo, ad annullare una meta di Aki per un 'in avanti' evidente. Baird provoca un 'tenuto' su Bigi che permette a Bryan di riallungare, ma l'Italia non molla: ci sarebbe una buona occasione che però Brex spreca con uno sciagurato traversone al piede per Ruzza, finito oltre l'area di meta. E' la svolta. Negli ultimi minuti gli taliani sembrano un po' a corto di energie, un'invenzione di Murray lancia di nuovo Hansen in meta. Si chiude con la terza sconfitta nel torneo, ma la voglia e la consapevolezza che tra un paio di settimane potremo rifarci.
Italia-Irlanda 20-34 (17-24)
Marcatori: 3' meta Ryan, 7' meta Varney tr. Garbisi, 13' meta Keenan tr Byrne, 19' cp Garbisi, 20' meta Aki tr Byrne, 35' meta Hansen, 40' meta Bruno tr. Garbisi; 14' cp, 25' cp Byrne, 31' meta Hansen tr. Byrne
Italia: Capuozzo - Padovani, Brex, Menoncello (38' st Morisi), Bruno - Garbisi (32' st Allan), Varney (28' st Fusco) - Lorenzo Cannone (25' st Pettinelli), Lamaro, Negri - Ruzza, Niccolò Cannone (25' st Iachizzi) - Ferrari (7' st, Nicotera (dal 31' al 40' pt e dal 21' st Bigi), Fischetti (21' st Zani.
Irlanda: Keenan - Hansen, Aki, McCloskey, Lowe - Byrne (38' st Crowley), Casey (26' st Murray) - Conan (16' st O'Mahoney), van der Flier, Doris (12' st Baird) - Ryan, Henderson (12' st Baird) - Bealham (35' st O'Toole), Kelleher (16' st Sheehan), Porter.
Arbitro: Adamson (Saf)