EDIMBURGO - Nel rugby non basta essere superiori all'avversario. Ci vogliono testa, carattere, idee chiare. L'Italia è al 5° posto nel ranking mondiale, la Scozia - reduce da 12 sconfitte consecutive, le ultime 3 con 50 punti di media - è all'11°, e non batteva le azzurre da 6 anni. Ma oggi a Edimburgo, davanti a una sorridente principessa Anna d'Inghilterra, le padrone di casa hanno vinto meritatamente (29-21) nel quarto turno del Sei Nazioni confermando come la cazzima resti uno degli ingredienti fondamentali di questo gioco, anche quando in campo scendono delle ragazze. Dopo il solare successo con l'Irlanda della settimana scorsa, la nostra Nazionale è sembrata scendere al Dam Health Stadium con la presunzione che molto le fosse dovuto: proprio le protagoniste del match di Parma sono state quelle che hanno denunciato maggiori incertezze dal punto di vista mentale. Non è mancata la grinta a Sara Tounesi, Giada Franco e Sara Barattin, però dall'altra parte c'era una squadra che con umiltà e determinazione - soprattutto: tutte insieme - ha saputo ribaltare il pronostico. Niente di grave: è solo un piccolo passo indietro in un percorso comunque entusiasmante. A patto di avere imparato la lezione.
Il ct Raineri: "Troppi errori, che indisciplina"
Al termine del match il ct Nanni Raineri non fa sconti a sé stesso e alle sue ragazze: "Troppi errori, possessi persi. L'indisciplina è stato il fattore chiave: è stata dura rimanere in partita, verso la fine eravamo rientrati ma purtroppo il cartellino rosso ci ha penalizzati ancora di più. Colpa nostra. Ora pensiamo alla partita col Galles: sarà dura, dobbiamo concentrarci di più sui palloni che abbiamo a disposizione". Sofia Stefan ammette: "Non siamo state brave a gestire i momenti buoni e quelli cattivi, non abbiamo concretizzato i nostri possessi. Abbiamo faticato molto a trovare fiducia".
Non bastano le mete di Franco, Tounesi e Vecchini
Cinque a tre per la Scozia: il tabellino dell'incontro è esemplare. Louise McMillan è andata a segno dopo 11 minuti in cui le scozzesi hanno gestito il gioco, la reazione culminata con la marcatura di Giada Franco e la trasformazione di Michela Sillari ha illuso le azzurre. Troppi errori palla in mano e nelle rimesse laterali, poca reattività nei raggruppamenti, una evidente incertezza della coppia mediana nel prendere per mano il gruppo proprio quando era necessario avere le idee chiare. Con un gioco tutto sommato semplice, intorno al pacchetto degli avanti e sfruttando i calci di spostamento, la Scozia ha chiuso il primo tempo in vantaggio (10-7) grazie a Lana Skeldon e ha magistralmente approfittato della superiorità numerica dopo il meritato cartellino giallo a Giordana Duca.
Sabato prossimo a Parma l'ultima sfida col Galles
Al 6' della ripresa è arrivata la terza meta con Leah Bartlett. Cinque minuti più tardi il pilone sinistro scozzese è andato ancora a segno, e si è aperta una voragine nel punteggio (7-24) che il ct Nanni Raineri ha provato a ricucire inserendo giustamente Sara Barattin con Sofia Stefan spostata all'ala. In soli 3 minuti l'Italia è andata a segno due volte (Sara Tounesi, Vittoria Vecchini): grazie anche alle trasformazioni di Michela Sillari tutti scommettevano su di un clamoroso soprasso, anche perché mancavano ancora 20 minuti e la Scozia era avanti di soli 3 punti. Invece è arrivato il cartellino rosso per Sara Seye, le padrone di casa hanno ripreso fiducia e hanno subito l'ultima meta di Lana Skeldon. Sabato prossimo, quinto e ultimo turno del Sei Nazioni: appuntamento a Parma con il Galles.