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Rugby, Italia tra tante luci e qualche ombra: 57-7 alla Romania

2023 Federugby 
La squadra di Crowley domina il penultimo test verso il Mondiale: si sono viste cose buone e altre meno, ma rumeni in inferiorità per quasi tutto il tempo
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Nove mete azzurre, ma chissà se il ct Crowley ha avuto le conferme che cercava. A San Benedetto del Tronto l’Italia ha travolto la Romania (57-7) nel penultimo test-match prima dei mondiali di rugby francesi – sabato prossimo ultimo appuntamento a Treviso col Giappone -, giocando per quasi tutto l’incontro con un uomo in più. Ci sono stati ampi momenti in cui la squadra ha entusiasmato, però anche alcune pause e diversi errori nella gestione dell’ovale che hanno lasciato perplessi. Promosso Capuozzo, che rientrava dopo uno stop di 5 mesi per la frattura alla scapola destra: l’estremo ha segnato due volte e ha cercato di dare vivacità all’attacco così come l’ala Odogwu, alla sua prima marcatura in Nazionale. Bene anche l’altra ala, Ioane: una meta per lui, così come per la seconda linea Lamb. A segno pure Brex, Alessandro Garbisi, Halafihi Nicotera.

Trentuno punti nel primo tempo, e una meta di punizione per i romeni. Ventisei nella ripresa. C’è da festeggiare? Sì, però senza esagerare. Gli azzurri hanno cercato sempre di muovere l’ovale, contro avversari evidentemente inferiori dal punto di vista tecnico e fisico – si sono qualificati in maniera rocambolesca per la Rugby World Cup, sono reduci da una altrettanto pesante sconfitta con la Georgia (giocando in 15) -, in alcuni momenti hanno bene impressionato per velocità quando facevano viaggiare la linea dei tre-quarti. Sui punti di incontro e in qualche mischia ordinata hanno tuttavia accusato delle flessioni incomprensibili, almeno all’esterno. Male quella meta di punizione subìta, e alcune smemoratezze in difesa.

La linea mediana, affidata a una coppia di fratelli (Alessandro e Paolo Garbisi) ha funzionato a strappi. Ha invece impressionato per condizione fisica Negri – non altrettanto Lamaro -, Morisi in questo momento non ha la forza d’impatto del Menoncello perduto, Lorenzo Cannone non ha ancora raggiunto la forma dell’ultimo Sei Nazioni. Ci sono ancora 20 giorni per migliorare, prima dell’esordio mondiale con la Namibia a Saint-Etienne (9 settembre).

Italia-Romania 57-7 (31-7)
Marcatori: p.t. 5’ m. Odogwu (5-0), 12’ m. Ioane tr. P. Garbisi (12-0), 16’ m. A. Garbisi tr. P. Garbisi (19-0), 20’ m. Capuozzo (24-0), 28’ m. Nicotera tr. P. Garbisi (31-0), 39’ meta di punizione (31-7), s.t. 43’ m. Brex tr. P. Garbisi (38-7), 53’ m. Capuozzo (43-7), 66’ m. Lamb tr. P. Garbisi (50-7), 72’ m Halafihi tr. P. Garbisi (57-7)
Italia: 15 Ange Capuozzo (70’ Ruzza), 14 Paolo Odogwu (54’ Pani), 13 Juan Ignacio Brex, 12 Luca Morisi (54’ Allan), 11 Montanna Ioane (46’ Fusco), 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Garbisi (62’ Ioane), 8 Toa Halafihi, 7 Michele Lamaro (11’-23’ L. Cannone), 6 Sebastian Negri (58’ L. Cannone), 5 Dino Lamb, 4 Niccolò Cannone, 3 Simone Ferrari (54’ Ceccarelli), 2 Giacomo Nicotera (50’ Faiva), 1 Ivan Nemer (41’ Zani)
Romania: 15 Hinckley Vaovasa, 14 Marius Simionescu, 13 Jason Tomane (56’ Surugiu), 12 Manumua Tevita, 11 Nicolas Onutu (46’ Pop), 10 Mihai Muresan (28’ Boldor), 9 Alin Conache, 8 Cristi Chirica, 7 Vlad Neculau (70’ Ser), 6 Damian Strătilă (46’ Macovei), 5 Stefan Iancu, 4 Adrian Motoc, 3 Alexandru Gordas (33’ Gajion), 2 Ovidiu Cojocaru (49’-70’ Bardasu), 1 Iulian Hartig (46’ Savin)
Cartellini: 9’ rosso per Motoc (ROM), 39’ giallo per Lamaro (ITA), 45’ giallo a Chirica (ROM)
Player of the match: Sebastian Negri (ITA)
Note: 9122 spettatori
 

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