✕

Rugby, l’Italia domina il Giappone nell’ultimo test prima dei Mondiali

2023 Federugby 
Gli azzurri con un gran finale fissano il punteggio sul 42-21. Tre mete di Ioane
3 minuti di lettura

TREVISO. Una bella Italia travolge il Giappone (42-21) nell’ultimo test-match prima dei mondiali di rugby di settembre: 5 mete a 3 per gli azzurri, grazie soprattutto a un finale coi fuochi d’artificio che ha permesso di doppiare nel punteggio gli orgogliosi ospiti. Tripletta per Ioane, ala di origine samoana tornata in Nazionale dopo l’assenza del Sei Nazioni. Il giocatore era tornato in Australia, adesso per fortuna ha trovato un ingaggio in Francia e non dovremmo più perderlo. Ma sarebbe ingiusto dargli tutti i meriti di un successo che passa invece per una difesa aggressiva e puntuale, una buona organizzazione di gioco grazie a un Paolo Garbisi che sta arrivando in buona forma all’appuntamento più importate, e un incredibile Brex, ombelico di tutta la squadra, perenne baricentro in tutte le fasi di gioco.

Una vittoria che dà fiducia per l’esordio ai mondiali

Il Giappone nei passati mondiali era arrivato ai quarti di finale, roba che noi ce la sogniamo: negli ultimi tempi è forse meno efficace, però è sempre un avversario difficile e questa per i nostri ragazzi è stata una partita utilissima anche sul piano dell’autostima, per non dire dei punti nel ranking. Hanno bene impressionato pure Varney, che in regìa ha dato molto ritmo e velocità (ma quanto è elettrico il suo sostituto, Page-Relo!), e quella che dovrebbe essere la prima linea titolare nella Rugby World Cup: Fischetti, Nicotera e Ferrari non hanno giocato sempre insieme, ma meritano di stringersi l’uno all’altro. Sembra aver funzionato anche la scelta del ct Crowley di schierare Allan nel ruolo di estremo con Capuozzo all’ala: però ci sono alterative altrettanto interessanti che prevedono l’inserimento di Odogwu. Cosa non ha funzionato? Un po’ di indisciplina, soprattutto nel finale convulso (non fatevi ingannare dalle ultime due mete, frutto di iniziative personali), e un certa difficoltà nel sostegno sui punti di incontro. Il capitano Lamaro deve dare l’esempio, ed essere più presente. Ma una vittoria così ci voleva, adesso la testa va al primo appuntamento coi mondiali: a Saint-Etienne il 9 settembre ci aspetta l’esordio con la Namibia.

Varney e Ioane in meta nel primo tempo

Gli azzurri hanno presto aperto le marcature dopo una bella percussione di Niccolò Cannone con Garbisi che, sfruttando Brex come pivot, ha guadagnato 30 metri prima di offrire a Varney l’ovale per una chiarissima meta in mezzo ai pali, trasformata da Allan. Il Giappone ha risposto recuperando il pallone dopo un’incertezza di Allan: penaltouche e giocata rapida per Naikabula, con Lamaro e Lorenzo Cannone a difendere un po’ in ritardo. Cinque minuti più tardi, Ioane segna una delle mete azzurre più spettacolari degli ultimi anni: l’azione è partita ancora una volta da Garbisi, che dà e riprende la palla da Brex, quindi penetrazione di Ioane più Allan in appoggio per Capuozzo, che calcia all’interno per il tuffo in meta dell’ala di origine samoana. Nella prima mezz’ora l’Italia ha difeso bene, con Nicotera e Ferrari su tutti, salendo sempre coi tempi giusti. Qualche ritardo sui punti d’incontro con la palla a disposizione, che ad esempio è costato la punizione con cui Lee ha accorciato le distanze. Allan ha replicato dalla piazzola dopo un’occasione in mezzo ai pali che con un Varney più rapido avrebbe potuto trasformarsi in meta. Un altro fallo inutile (Negri) è costato 3 punti chiusura del primo tempo.

Tre mete nella ripresa, Brex è sempre dovunque

Lamaro deve probabilmente raggiungere la forma migliore, perché non lo si è visto protagonista come altre volte. Anche nella ripresa, la squadra ha continuato a pagare pegno sui raggruppamenti a terra con la palla a disposizione. Capuozzo e Brex hanno scongiurato una meta di Naikabula che sembrava fatta, ma dopo 17 punti di incontro Matsushima è comunque andato meritatamente a segno. Una serie di cambi ha più tardi salutato la splendida segnatura di Ione, dopo una girandola di passaggi, col solito guizzo di Capuozzo e l’onnipresenza di Brex. Ma qualcosa, soprattutto a livello degli avanti – e nonostante il superbo ingresso di Fischetti – non ha funzionato; nei 20 minuti finali il Giappone ha preso in mano le redini dell’incontro, con gli azzurri che sembravano a corto di fiato. La meta di Riley è stato il giusto premio alla superiorità nipponica. Nel finale Ioane ha recuperato un ovale segnando una meta tutta da solo, gli ospiti hanno cercato di rispondere più d’orgoglio che altro e Page-Relo ha arpionato a sua volta il pallone chiudendo il conto.

Italia-Giappone 42-21 (17-11)
Marcatori: 6’ meta Varney tr. Allan, 16’ meta Naikabula, 21’ meta Ioane tr. Allan, 34’ e 42’ cp Lee, 37’ cp Allan; 6’ e 25’ cp st Allan, 12’ meta Matstushima, 16’ meta Ioane, 31’ meta Riley, 37’ meta Ioane tr. Allan, 40’ meta Page-Relo tr. Allan.
Italia: Allan – Capuozzo (23’ st Odogwu), Brex, Morisi, Ioane – Paolo Garbisi, Varney (32’ st Page-Relo) – Lorenzo Cannone (14’ st Lamb), Lamaro, Negri (14’ st Zuliani) – Ruzza (32’ st Pettinelli), Niccolò Cannone – Ferrari (14’ st Ceccarelli), Nicotera (29’-40’ pt e 28’ st Bigi), Nemer (29’-41’ pt e 1’ st Fischetti).
Giappone: Matsushima - Masirewa, Riley, Osada (28’ st Nakamura), Naikabula – Lee (2’ st Matsuda), Nagare (18’ st Saito) - Himeno, Fukui (21’ st Gunter), Leitch – Helu (2’ st Saumaki), Cornelsen - Gu, Horie (21’ st Sakate), Millar. A disposizione: Inagaki, Valu.
Arbitro: Dickson (Ing)
 

Leggi i commenti