Rugby, la sfida dei due mondi: apre un super Francia-All Blacks
dal nostro inviato Massimo CalandriPARIGI – Il più grande evento sportivo di sempre, dopo Olimpiadi e mondiali di calcio: stasera a Parigi parte la Rugby World Cup 2023 con un’emozionante sfida tra la Francia, che ospita la manifestazione iridata, e gli All Blacks. Venti squadre divise in 4 gironi da 5, le prime 2 classificate di ogni poule passano direttamente ai quarti: la finale è in programma il 24 ottobre, sempre nella capitale. Le partite saranno 48, giocate in 8 diversi stadi che sono già esauriti: due milioni e mezzo di spettatori in tribuna, e due miliardi e 700.000 davanti alla tv. Sono attesi circa 600.000 tifosi stranieri, il giro d’affari complessivo si aggira intorno ai due miliardi e mezzo di euro, 70.000 nuovi posti di lavoro: come prova generale dei Giochi Olimpici, che partiranno ancora a Parigi tra 11 mesi, non c’è male.
Una sfida tra due mondi, favorito quello di sopra
Ancora una volta sarà una sfida tra due mondi: l’emisfero nord, e quello di sotto. Ma l’Europa, che in passato si è aggiudicata una …
PARIGI – Il più grande evento sportivo di sempre, dopo Olimpiadi e mondiali di calcio: stasera a Parigi parte la Rugby World Cup 2023 con un’emozionante sfida tra la Francia, che ospita la manifestazione iridata, e gli All Blacks. Venti squadre divise in 4 gironi da 5, le prime 2 classificate di ogni poule passano direttamente ai quarti: la finale è in programma il 24 ottobre, sempre nella capitale. Le partite saranno 48, giocate in 8 diversi stadi che sono già esauriti: due milioni e mezzo di spettatori in tribuna, e due miliardi e 700.000 davanti alla tv. Sono attesi circa 600.000 tifosi stranieri, il giro d’affari complessivo si aggira intorno ai due miliardi e mezzo di euro, 70.000 nuovi posti di lavoro: come prova generale dei Giochi Olimpici, che partiranno ancora a Parigi tra 11 mesi, non c’è male.
Una sfida tra due mondi, favorito quello di sopra
Ancora una volta sarà una sfida tra due mondi: l’emisfero nord, e quello di sotto. Ma l’Europa, che in passato si è aggiudicata una sola edizione con l’Inghilterra (3 successi per Nuova Zelanda e Sudafrica, 2 per l’Australia), dopo 20 anni potrebbe riprendersi il trofeo: Francia e Irlanda sono favorite, insieme agli Springboks campioni in carica. Il pronostico naturalmente non può fare a meno degli All Blacks, anche se i neozelandesi negli ultimi tempi sono apparsi in difficoltà, pesantemente sconfitti dai sudafricani. I Wallabies australiani, guidati dal guru Eddie Jones, sono una mina vagante. La Scozia sta giocando un rugby solido ed efficace. Le Figi, che recentemente hanno battuto l’Inghilterra a Twickenham (ma attenzione ai Bianchi, che si esaltano nelle difficoltà) potrebbero essere la sorpresa del torneo, nonostante abbiano appena perso per l’infortunio l’apertura Muntz.
L’Italia sogna, le Figi saranno la sorpresa?
L’Italia, inserita nella Poule A, per la settima volta deve affrontare nella prima fase la Nuova Zelanda: furono proprio azzurri e All Blacks, nel 1987, ad inaugurare la prima Coppa del Mondo. Finì malissimo (6-70): in quella partita il nostro capitano era Marzio Innocenti, attuale presidente Fir, e dall’altra parte giocava Kieran Crowley, ct della Nazionale. Sabato 9 a Saint-Etienne è in programma la partita più abbordabile, con la Namibia; il 20, a Nizza, bisogna assolutamente battere l’Uruguay (che 4 anni fa sgambettò le Figi) per assicurarsi in anticipo la qualificazione ai prossimi mondiali. Messi in cassaforte due successi, si possono affrontare serenamente due match sulla carta impossibili, entrambi a Lione: il 29 settembre con i neozelandesi, il 6 ottobre coi Bleus padroni di casa. Da 2 anni l’Italia ha cambiato marcia: divertente, imprevedibile, ha vinto in Galles e sconfitto l’Australia. Sognare non è peccato.
Irlanda e Sudafrica, allegre macchine da guerra
Il girone più interessante è il B, con 3 squadre che puntano al successo finale: Irlanda e Sudafrica sono due allegre macchine da guerra (i Verdi hanno elaborato negli anni un gioco dai meccanismi perfetti, gli altri uniscono alla potenza della mischia la fantasia dei tre-quarti: entrambe posso contare su una panchina straordinaria), però attenzione alla Scozia. Grande equilibrio nella Poule C, con Australia-Galles-Figi sullo stesso piano, più la Georgia che può creare problemi a chiunque. Il girone D tecnicamente è un gradino sotto, ma è difficile scartarne una tra Argentina, Inghilterra e Samoa. Pronostico: ai quarti le sfide Francia-Irlanda, Nuova-Zelanda-Sudafrica, Argentina-Australia e Figi-Inghilterra. In semifinale, Nuova Zelanda-Inghilterra e Francia-Argentina, per una finale tutta europea tra Francia e Inghilterra.
Ecco chi andrà in finale. E chi sarà la stella
Tra i giocatori da osservare c’è sicuramente il nostro Capuozzo, nella speranza che l’Ange Azzurro faccia più strada possibile. Antonie Dupont, capitano della Francia (“Uno che da solo può decidere il risultato di qualsiasi incontro”, dice di lui Sergio Parisse), sembra destinato a essere la stella della manifestazione. Date un’occhiata alla potenza pure del neozelandese Ardie Savea, alla classe del 38enne irlandese Johnny Sexton, alla criniera bionda di Faf De Klerk, il mediano di mischia Springbok, ai placcaggi alti – e alla spocchia - dell’inglese Owen Farrell, alle corse folli di tutti i figiani. Ci sarà da divertirsi.