NIZZA - A un passo dal precipitare all’inferno, al termine di un primo tempo da psicanalisi, con un parziale di 31 a 0 l’Italia si è liberata nella ripresa delle assurde paure e incertezze che la stavano strangolando: ha spazzato (38-17) via un Uruguay rognoso come neppure nelle peggiori risse d’angiporto, segnando in tutto 5 mete che valgono un altro punto di bonus offensivo e nuovamente il comando della poule A davanti a Francia e All Blacks. Questo secondo successo nei mondiali francesi ci garantisce la partecipazione diretta ad Australia 2027. Ma che fatica.
Cinque mete e un altro bonus offensivo
Lamaro – premiato al termine come man of the match - è stato la chiave dell’incontro, nel bene e nel male: dopo la meta dell’esordiente Pani, il capitano si è fatto intercettare un passaggio nella prima parte dell’incontro che ha permesso ai latino-americani – complice una doppia espulsione – di ribaltare il punteggio e far precipitare la squadra azzurra in una drammatica crisi di identità; ma nella seconda parte ha marcato la meta che ha come risvegliato la squadra da un incubo. A segno anche Ioane, Lorenzo Cannone e Brex. Allan ancora una volta infallibile nelle trasformazioni, Paolo Garbisi ha chiuso il conto con un piazzato.
Pani subito a segno, l’Italia sorride
Dopo un primo mugugno per un ‘tenuto’ su Paolo Garbisi, mitigato dall’errore dalla piazzola di Etcheverry, gli azzurri recuperano un bel pallone in mezzo al campo: Ruzza si muove bene, Capuozzo calcia a seguire e gli uruguagi vengono trascinati nella loro area di meta. La mischia ordinata italiana sembra dominante: i tre-quarti pasticciano al primo tentativo, ma al secondo è Pani a marcare una meta importante, soprattutto dal punto di vista psicologico. Allan trasforma. Sono trascorsi 7 minuti, non c’è maniera migliore per cominciare. Forse.
Lamaro, un errore che costa carissimo
L’australiano Gardner è un arbitro molto generoso nel concetto di “vantaggio”: lascia giocare l’ovale e alla fine ne approfitta l’Uruguay che intercetta con Etcheverry un prevedibile passaggio di Lamaro a Lorenzo Cannone. L’errore del capitano costerà carissimo. Allan rimedia una meta che sembrava già marcata, ma i latino-americani sentono l’odore del sangue: attaccano col formidabile Ardau sul punto di incontro, Niccolò Cannone di prende un giallo e poco dopo sono premiati da una meta di punizione con Fischetti che a sua volta va fuori. Pareggio e azzurri con due giocatori in meno per 10 minuti.
Drop di Etcheverry, incubo Italia
L’indisciplina azzurra, la furbizia uruguagia e l’intransigenza di Gardner, che mette nel mirino i nostri: la mischia prova a difendere intorno ai punti di incontro, ma la superiorità numerica è evidente e Freitas va a segno sulla bandierina, con Etcheverry che trasforma. Si torna in parità numerica, un errore di Alessandro Garbisi riconsegna la partita ai nostri avversari e Etcheverry chiude il primo tempo con uno splendido drop. Adesso l’Italia, che ha gestito in maniera disastrosa i palloni a disposizione (nonostante la superiorità nelle fasi ordinate si è giocato il 62% del tempo nella nostra metà campo, col 58% di possesso uruguagio) è proprio nei guai.
Segna il capitano, gli azzurri si scatenano
Si ricomincia con un altro cattivo presagio, nonostante il discutibile giallo a Vilaseca: Nicotera si tuffa in meta ma il Tmo annulla perché qualche uruguagio ha messo una mano sotto il pallone. Invece. I latino-americani continuano a giocare al limite e passa, tuffandosi regolarmente oltre il punto d’incontro. Capuozzo viene placcato in volo, Gardener non vede e però l’Italia non si demoralizza. E in 10 minuti scrive un’altra storia. Lamaro segna una meta (trasformata da Allan fondamentale), Ioane – imbeccato da Alessandro Garbisi – con una micidiale linea di corsa raddoppia in mezzo ai pali. Quindi è Lorenzo Cannone, che aveva appena sprecato un vantaggio a sinistra, a sfondare al termine di un’altra bella azione azzurra. L’Uruguay è fisicamente e mentalmente in ginocchio: Fusco, entrato in regìa, conquista metri e libera per Brex che si tuffa in mezzo ai pali.
Col secondo successo si va ai mondiali del 2027
L’Uruguay non c’è più, l’Italia corre libera sul prato di Nizza. Garbisi mette un calcio di punizione tanto per ingrassare il punteggio. Col secondo successo si va direttamente ai mondiali di Australia 2027. L’Uruguay non la prende bene, al fischio finale c’è tensione. Negli occhi restano il buon secondo tempo, le belle prova di Fischetti, Negri e Allan. Complimenti a Pani per la meta all’esordio. Il prossimo appuntamento tra 9 giorni, a Lione con gli All Blacks: un impossibile successo vorrebbe dire passare ai quarti di finale.
Italia-Uruguay 38-17 (7-17)
Marcatori: 7’ pt meta Pani tr. Allan, 27’ meta di punizione Uruguay, 37’ meta Freitas tr Etcheverry, 42’ drop Etcheverry; 6’ st meta Lamaro tr. Allan, 12’ meta Ioane tr. Allan, 16’ meta Lorenzo Cannone tr. Allan, 21’ meta Brex tr. Allan, 29’ cp Garbisi
Italia: Capuozzo – Pani (30’-37’pt Nemer), Brex, Paolo Garbisi, Ioane – Allan (28’ st Odogwu), Alessandro Garbisi (20’ st Fusco)– Lorenzo Cannone (23’ st Pettinelli), Lamaro, Negri (20’ st Zuliani) – Ruzza, Niccolò Cannone (10’ st Lamb) – Riccioni (10’st Ceccarelli), Nicotera (28’ st Zani), Fischetti (28’ st Nemer).
Uruguay: Amaya (23’ st Berchesi) – Mieres, Inciarte, Vilaseca, Freitas – Etcheverry, Arata (26’ st Ormaechea) – Diana, Civetta, Ardao – Leindekar, Aliaga (23’ st Dotti) – Peculo (20’ st Arbelo), Kessler (18’ st Pujadas), Sanguinetti (18’ st Gattas).
Arbitro: Gardner (Aus)
Note: cartellini gialli: 25’ pt Niccolò Cannone, 27’ Fischetti; 3’ st Vilaseca; spettatori 28.627.