L’Italia del rugby sfida la Nuova Zelanda a Lione, tra storia, verde e alta cucina
dal nostro inviato
Massimo Calandri
Venerdì 29 settembre alle 21 il match dei mondiali contro gli All Blacks nella seconda città di Francia, fondata dai Galli alla confluenza tra Saona e Rodano. È la meta perfetta del turista per i musei, le vestigia antiche e i ristoranti stellati
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Lione, una città a misura di turista
Duemila anni di storia, settemila siti culturali, oltre quattromila ristoranti: Lione è la seconda città francese, dopo Parigi. Turismo e affari, 270 alberghi e più di 18.000 posti-letto, una grande attenzione verso l’ambiente (etichettata “Ville équitable et durable”, la Tete d’Or è uno dei parchi più grandi d’Europa con 16.000 specie tropicali nel giardino botanico): capitale della verdissima regione della Auvergne-Rhone-Alpes, a meno di 4 ore di auto da Torino (www.lyon.fr).
Due consigli: raggiungere subito a piedi o con la rapida funicolare la Basilica de Fourvière (www.fourviere.org), e godersi il panorama dall’alto; acquistare una Lyon City Card (da 24, 48 o 72 ore: costa dai 27 ai 47 euro), che insieme ai mezzi pubblici grat…
Duemila anni di storia, settemila siti culturali, oltre quattromila ristoranti: Lione è la seconda città francese, dopo Parigi. Turismo e affari, 270 alberghi e più di 18.000 posti-letto, una grande attenzione verso l’ambiente (etichettata “Ville équitable et durable”, la Tete d’Or è uno dei parchi più grandi d’Europa con 16.000 specie tropicali nel giardino botanico): capitale della verdissima regione della Auvergne-Rhone-Alpes, a meno di 4 ore di auto da Torino (www.lyon.fr).
Due consigli: raggiungere subito a piedi o con la rapida funicolare la Basilica de Fourvière (www.fourviere.org), e godersi il panorama dall’alto; acquistare una Lyon City Card (da 24, 48 o 72 ore: costa dai 27 ai 47 euro), che insieme ai mezzi pubblici gratuiti – utilissima la metropolitana – vi consente, sempre senza sborsare più un centesimo, di visitare 22 musei e mostre temporanee, partecipare a un tour guidato a piedi, salire a bordo dei battelli per le crociere sul fiume e altre cose interessanti (www.visiterlyon.com).
La basilica di Fourvière
Il Rinascimento della Vecchia Lione
Quattrocento e passa ettari del centro città sono Patrimonio dell’Unesco. Sull’antica collina di Fourvière i Galli hanno fondato Lugdunum, trovate uno straordinario teatro romano e un anfiteatro gallo-romano, dalla Basilica potete scendere a piedi attraversando un fresco giardino pubblico per poi tuffarvi nella Vecchia Lione, un trionfo architettonico del Rinascimento e mille botteghe. La Presqu’ile, l’isola “quasi”: è il cuore di Lione, in mezzo alla Saona e al Rodano, mille anni di storia ma anche il tetto dell’Opera di Jean Nouvel, poi il quartiere della Confluenza (dei due fiumi, appunto) col verde e la modernità di alcune impressionanti strutture che sono come opere d’arte. Imperdibile il Musée des Confluences. La Croix-Rousse è un paesino nella città, vestigia romane e le vecchie officine di chi lavorava la seta: ancora strade strette affollate, e poi quante boutiques. Vale senz’altro la pena anche una visita al Grand Hotel Dieu, il vecchio ospedale al centro di una straordinario progetto di recupero: nei suoi chiostri si danno appuntamento gli studenti e i turisti per bere qualcosa in tranquillità (www.grand-hotel.dieu.com).
Paul Bocuse
Capitale della gastronomia
“Lione è la capitale mondiale della gastronomia”: lo diceva un secolo fa Maurice Edmond Sailland ‘Curnosky’, principe dei gastronomi. Tradizione secolare a tavola, celebrata dal “Papa” Paul Bocuse, per 53 anni incoronato con 3 stelle Michelin. Mille specialità, quasi tutte ‘impegnative’, ma che potete gustare solo qui: dall’andouillette de Lyon (salsiccia di vitello in una salsa di mostarda e vino bianco) al Sabodet (una salsiccia fatta con testa del maiale), dai Gratton (grasso di maiale fritto) serviti con l’aperitivo ai Coussins de Lyon (a base di cioccolato e pasta di mandorle), tanti formaggi (consigliato il Saint-Marcelin) una impressionante scelta di vini, buone birre artigianali. Mangerete bene e con prezzi coerenti dovunque, consigliati tutti i bouchons – i ristoranti tradizionali - ma se proprio volete un indirizzo allora Daniel et Denise, rue de Crequi 156: ambiente semplice, specialità locali rivisitate da una grande chef come Joseph Viola, da provare la quenelle de brochet sauce Nantua (www. danieletdenise.fr).
Fabio Grosso, il nuovo allenatore dell'Olympique Lyonnais
Un albergo che è il paradiso del rugby
Inaugurato 7 anni fa, il Groupama Stadium – che ospita gli ultimi due incontri degli azzurri: con la Nuova Zelanda e poi la Francia - è il terzo del Paese come numero di posti a sedere (59.186), ospita eventi sportivi, culturali, concerti musicali: è la casa del locale club di calcio, l’Olympique Lyonnais, ma ha già ospitato incontri internazionali di rugby (www.olvallee.fr). All’interno potete trovare un museo sportivo, un albergo, un ristorante-brasserie e una galleria di Street Art (organizzano anche tre diversi tipi di tour guidati). Il vero stadio del rugby è il Matmut, relativamente più centrale: 12.000 spettatori, un autentico gioiello che vale la pena di visitare anche perché accanto c’è un albergo che sembra uscito dai sogni di tutti i rugbisti. The Ruck Hotel è un comodissimo 4 stelle accanto alla fermata della metropolitana (Stade de Gerland), collegato al Matmut attraverso un passaggio “segreto”: è spesso il quartier generale delle squadre poi impegnate sul campo, ma per gli altri clienti c’è da impazzire con le stanze a tema (con l’immagine di un grande campione all’ingresso), le testiere dei letti disegnate a forma di “acca”, le lampade, gli specchi, i soprammobili che ricordano l’ovale, la sale arredate in maniera elegante e allegra con centinaia di palloni in cuoio (www.theruckhotel.com).