Rugby, l’Italia saluta male il mondiale: la Francia domina 60-7
dal nostro inviato Massimo CalandriLIONE - “Vogliamo riguadagnare il rispetto del rugby mondiale”, avevano promesso gli azzurri. Poveri illusi. Dopo un minuto e 42 secondi, alla prima azione, il francese Penaud era già in meta. E poi l’altra ala, Bielle-Barrey, e ancora, l’estremo Ramos. Una tempesta di percussioni, spallate, finte, corse a perdifiato: adulti contro ragazzini. Quando per la prima volta l’Italia ha superato la metà campo con l’ovale in mano erano già passati 26 minuti, il vantaggio dei Bleus era di 24-0: un punto ogni 60 secondi o poco meno, la paura che poteva anche andare peggio dell’altro, sciagurato venerdì di Lione con gli All Blacks. Quando Ferrari si è visto annullare la marcatura per un’entrata pericolosa sul mediano Lucu, e poco dopo Penaud è andato a segno raccogliendo lo spettacolare calcio-passaggio di Jalibert, è parso a tutti chiaro che sarebbe stata un’altra umiliazione. La ripresa, un calvario. E’ finita 60 a 7, le mete subìte sono state 8 e fa 22 negli ultimi 2 match: si può difend…
LIONE - “Vogliamo riguadagnare il rispetto del rugby mondiale”, avevano promesso gli azzurri. Poveri illusi. Dopo un minuto e 42 secondi, alla prima azione, il francese Penaud era già in meta. E poi l’altra ala, Bielle-Barrey, e ancora, l’estremo Ramos. Una tempesta di percussioni, spallate, finte, corse a perdifiato: adulti contro ragazzini. Quando per la prima volta l’Italia ha superato la metà campo con l’ovale in mano erano già passati 26 minuti, il vantaggio dei Bleus era di 24-0: un punto ogni 60 secondi o poco meno, la paura che poteva anche andare peggio dell’altro, sciagurato venerdì di Lione con gli All Blacks. Quando Ferrari si è visto annullare la marcatura per un’entrata pericolosa sul mediano Lucu, e poco dopo Penaud è andato a segno raccogliendo lo spettacolare calcio-passaggio di Jalibert, è parso a tutti chiaro che sarebbe stata un’altra umiliazione. La ripresa, un calvario. E’ finita 60 a 7, le mete subìte sono state 8 e fa 22 negli ultimi 2 match: si può difendere peggio di così?
L’Italia è arrivata ai mondiali troppo ambiziosa, ingannata da 2 stagioni in cui ha vinto qualche partita in più del solito (Galles, Australia) grazie a un gioco finalmente incisivo con la linea dei tre-quarti. Ma tutti gli avversari, anche i modesti namibiani, hanno studiato a memoria gli schemi azzurri. Ne hanno anticipato regolarmente le mosse: Capuozzo, il solo giocatore di livello internazionale di questa squadra, non ha avuto mai la possibilità di liberare la sua allegria col pallone in mano. Ci voleva almeno un piano B, il ct Crowley – al suo ultimo incontro da tecnico della Nazionale: al suo posto, l’argentino Gonzalo Quesada - è gravemente colpevole.
Messi in difficoltà nei primi tempi sia da Namibia che Uruguay – due vittorie che valgono la qualificazione diretta alla prossima Coppa del Mondo (Australia 2027) – gli italiani sono stati travolti da Nuova Zelanda e Francia: due giganti ovali che si giocheranno il successo finale, d’accordo, però c’è modo e modo di perdere. Lamaro da capitano doveva dare l’esempio, soprattutto col cuore: ha dimostrato di essere inadatto a un ruolo così importante, ci sono buone ragioni per credere che dovrà presto cedere la fascia. Ieri è uscito nella ripresa, senza stringere la mano a chi gli ha dato il cambio: Zuliani ha tirato dritto, e almeno si è tolto la soddisfazione di segnare con grande coraggio e determinazione l’unica meta azzurra.
Il neozelandese Crowley non ha convocato per questi mondiali il totem Sergio Parisse, che pure – a 40 anni compiuti - se lo meritava. Si è rifiutato di imparare l’italiano. Però sembrava essersi fatto capire dai suoi ragazzi. Ha provato a dare loro una identità, spesso ha peccato dal punto di vista tattico. Era alla fine della missione? Sì, secondo la Federazione. “A suo tempo è stata una scelta giusta, che ha portato i risultati che speravamo. Oggi però non si sposa più con le necessità della squadra”, spiega Marzio Innocenti, presidente Fir. Che con largo anticipo aveva indicato il nome del suo sostituto, l’argentino Gonzalo Quesada (“Ottimo tecnico, e straordinario dal punto di vista umano”, garantisce proprio Parisse, che lo conosce bene). “L’Italia in queste ultime 2 stagioni ha fatto importanti passi avanti”, aggiunge Innocenti. “E’ doloroso dirsi addio, come tutte le decisioni non è stata facile, Kieran è una brava persona. Ma era arrivato il momento di cambiare. Nonostante queste ultime 2 partite, il rugby italiano è sulla buona strada, ne siamo convinti: e continueremo a crescere”.
Francia-Italia 60-7 (31-0)
Marcatori: 2’ pt meta Penaud tr. Ramos, 7’ cp Ramos, 13’ meta Bielle-Biarrey tr. Ramos, 22’ meta Ramos tr. Ramos, 37’ meta Penaud tr. Ramos; 7’ st meta Jalibert tr. Ramos, 14’ meta Mauvaka tr. Ramos, 23’ meta Moefana tr. Ramos, 31’ meta Zuliani tr. Allan, 35’ meta Moefana tr. Jaminet, 41’ cp Jaminet.
Francia: Ramos (21’ st Moefana) - Penaud, Fickou (21’ st Jaminet), Danty, Bielle-Biarrey - Jalibert, Lucu (15’ st Couilloud) - Alldritt, Ollivon (15’ st Cros), Jelonch – Flament (5’ st Taofifenua), Woki – Atonio (15’ st Aldegheri), Mauvaka (1’' st Bourgarit), Baille (15’ st Wardi).
Italia: Capuozzo (31’ pt Pani) – Bruno (25’ st Morisi), Brex, Garbisi, Ioane - Allan, Varney (4’ st Fusco) – Lorenzo Cannone, Lamaro (4’ st Zuliani), Negri - Ruzza, Niccolò Cannone (17’ st Sisi) – Ceccarelli (15’ st Riccioni), Faiva (21’ st Manfredi), Ferrari (21’ st Zani).
Arbitro: Jonker (Saf)