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Mondiale di rugby, gli All Blacks travolgono 44-6 l’Argentina e volano in finale

Mondiale di rugby, gli All Blacks travolgono 44-6 l’Argentina e volano in finale
(afp)

Partita senza storia, ora gli uomini di Foster aspettano la vincente di Inghilterra-Sudafrica

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“Obiettivo raggiunto: siamo venuti in Francia per arrivare in finale, e ovviamente adesso vogliamo vincerla. Ci siamo meritati questa opportunità”: Ian Foster, l’allenatore degli All Blacks, celebra il successo dei suoi ragazzi. Sette mete a zero. Non c’è stata partita, coi Pumas. I neozelandesi hanno travolto (44-6) i latinoamericani, e volano alla finale di sabato 28 ottobre: incontreranno la vincente di Sudafrica-Inghilterra, in programma sabato a Parigi. La perdente della seconda semifinale affronterà l’Argentina venerdì 27, sempre allo stadio di Saint Denis.

Cheika deluso: “Ma ora il terzo posto”

“È una delusione incredibile, la differenza l’hanno fatta i piccoli dettagli”, sostiene Michael Cheika, allenatore degli argentini. “Ma il mondiale non è finito: vogliamo tornare a cada con una medaglia”, aggiunge, riferendosi alla finalina di venerdì. “Sono molto orgoglioso di quello che hanno fatto i miei ragazzi: è stata una partita dura, l’Argentina all’inizio ci ha messo dei dubbi ma siamo rimasti in linea e abbiamo chiuso progredendo. Sono abbastanza soddisfatto”. Abbastanza, ripete Foster. Il pronostico era chiaro, ma nessuno si aspettava una superiorità così netta da parte della squadra già 3 volte campione del mondo. Protagonista della serata è stato l’ala Will Jordan, autore di tre mete spettacolari e letteralmente imprendibile per tutto l’incontro: il numero 14 dei Blacks è ora in testa alla classifica dei marcatori dei mondiali e ha eguagliato il record di Jonah Lomu in un torneo iridato; due segnature le ha messe a segno la terza linea Shannon Frizell, una a testa il primo centro Jordie Barrett (miglior giocatore dell’incontro) e il mediano di mischia Aaron Smith, che è tornato a dirigere gli 8 avanti in maniera formidabile.

All Blacks implacabili e implaccabili

Il calcio di punizione di Emiliano Boffelli ha illuso i Pumas solo per pochi minuti: la prima meta di Jordan è arrivata dopo una serie di ripartenze da un raggruppamento vicino alla linea di meta (seguito a un penaltouche) che ha finito per assorbire tutta la difesa, garantendo al trequarti la più facile delle segnature. La Nuova Zelanda è parsa subito implacabile e implaccabile sui breakdown, dominati da Cane: Barrett ha dato il definitivo via libero all’arcobaleno di mete nere. Potenti, metodici, pazienti, gli All Blacks hanno sgretolato il muro argentino e dopo una penetrazione di Telea è arrivata la marcatura di Frizell.

Capitan Cane: “La mischia ha fatto un lavoro enorme”

Chiuso il primo tempo largamente in vantaggio (20-6), i neozelandesi hanno fatto ancora meglio nella ripresa andando subito a segno con Smith, dopo che la mischia ordinata aveva arrotolato come una tapparella quella avversaria. Ancora Frizell di pura forza, poi Jordan: che prima ha concluso senza troppo affanno un’altra serie di penetrazioni della mischia, poi ha coronato una corsa favolosa cominciata dalla propria area dei 22. L’incontro si è chiuso con questa azione prepotente ed esemplare del divario in campo. “Il primo tempo non è stato semplice”, ha commentato il capitano neozelandese, Cane. “I nostri avanti hanno fatto un lavoro eccezionale, la differenza è arrivata nei minuti finali del primo tempo e all’inizio del secondo”.

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