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Rugby, Sei Nazioni: l’Italia si illude, poi sale in cattedra l’Inghilterra. Azzurri sconfitti 27-24

Una azione di Freddie Steward (afp)
Gran primo tempo della squadra del nuovo ct Quesada, che però nella ripresa soffre il ritorno fisico dei britannici
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ROMA - Un giorno dovrà accadere, oggi sembrava proprio quello giusto. L’Italia invece esce sconfitta di soli 3 punti dall’Inghilterra nel primo turno del Sei Nazioni (24-27), dopo aver dato a lungo l’impressione di poter finalmente avere la meglio su quelli che questo gioco l’hanno inventato. Gli azzurri escono tra gli applausi dei 57.000 dell’Olimpico: a testa alta, consapevoli delle proprie potenzialità e ambizioni, ma anche della mancanza di un leader che li sappia prendere per mano nei momenti decisivi. Avevano chiuso in vantaggio il primo tempo, nella ripresa hanno permesso ai Bianchi di giocare il rugby brutto, però efficace, che preferiscono: calci alti, difesa aggressiva, raggruppamenti robusti, ripartenze dai punti di incontro. Ma chissà come poteva finire, se Allan non avesse fallito un facile calcio di punizione.

Tre mete a due per gli azzurri, ma non basta

Tre mete a due per i nostri. La differenza l’hanno fatta i calci di punizione di Ford, assegnati dall’arbitro perché g…

ROMA - Un giorno dovrà accadere, oggi sembrava proprio quello giusto. L’Italia invece esce sconfitta di soli 3 punti dall’Inghilterra nel primo turno del Sei Nazioni (24-27), dopo aver dato a lungo l’impressione di poter finalmente avere la meglio su quelli che questo gioco l’hanno inventato. Gli azzurri escono tra gli applausi dei 57.000 dell’Olimpico: a testa alta, consapevoli delle proprie potenzialità e ambizioni, ma anche della mancanza di un leader che li sappia prendere per mano nei momenti decisivi. Avevano chiuso in vantaggio il primo tempo, nella ripresa hanno permesso ai Bianchi di giocare il rugby brutto, però efficace, che preferiscono: calci alti, difesa aggressiva, raggruppamenti robusti, ripartenze dai punti di incontro. Ma chissà come poteva finire, se Allan non avesse fallito un facile calcio di punizione.

Tre mete a due per gli azzurri, ma non basta

Tre mete a due per i nostri. La differenza l’hanno fatta i calci di punizione di Ford, assegnati dall’arbitro perché gli azzurri - spossati dalla lotta – hanno commesso qualche piccolo errore che a questi livelli costa carissimo. Non è stata una bella partita, non doveva esserlo. Però la strada presa dal ct Quesada sembra essere quella giusta. Le delusione del mondiale d’autunno sono alle spalle. Godiamoci lo straripante talento del giovane Menoncello, la classe di Ioane, il coraggio dei Cannone e l’entusiasmo dell’altra coppia di fratelli, i Garbisi. I risultati arriveranno.

Azzurri aggressivi, meta di Alessandro Garbisi

A parte una punizione fischiata contro dopo pochi secondi dal via, gli azzurri apparecchiano un primo quarto d’ora perfetto: solidissimi in difesa con Lamaro e Negri, abrasivi in attacco con Menoncello, che guadagna metri palla in mano. Gli inglesi soffrono l’aggressività italiana, Allan segna su punizione ma il capolavoro arriva su un calcio recuperato da Ioane: dopo il punto d’incontro Brex si fa largo, con un sottomano serve Lorenzo Cannone che corre e va a sbattere contro Steward prima di servire ad Alessandro Garbisi un ovale perfetto per una splendida meta in mezzo ai pali. Trasformata da Allan. Il troppo entusiasmo si traduce in piccole imprecisioni difensive che rimettono in gioco l’Inghilterra: prima segna dalla piazzola Ford, poi sulla bandierina va in meta Daly dopo che Freeman ha preso l’interno ad Alessandro Garbisi.

Menocello irresistibile, e Allan raddoppia

Seconda rimessa laterale persa, meno efficaci nel placcaggio: nel momento in cui sembrano soffrire il ritorno dei Bianchi, gli italiani, regalano un altro gioiello. L’azione parte nuovamente da un calcio recuperato da Ioane e un punto di incontro di Negri: Alessandro Garbisi raddoppia e Menoncello affonda nella difesa avversaria, passa ad Allan che prima vola in meta in mezzo ai pali e poi trasforma la marcatura. Gli inglesi reagiscono in maniera furibonda, però un superbo Menoncello prende in braccio Dingwall impedendogli di segnare: gli ospiti si devono accontentare di una punizione. Pani però fallisce per la seconda volta una presa al volo, costringe i suoi compagni a una difesa ossessiva che regala loro altri 3 punti, firmati Ford. Il primo tempo si chiude con 3 punti di vantaggio (17-13) e la consapevolezza di una squadra ispirata.

Soffocati nella ripresa, non basta Ioane nel finale

La ripresa si apre nel peggiore dei modi: l’Italia nella propria metà campo ingaggia una sfida sui calci alti dai punti d’incontro che si rivela suicida, Mitchell ringrazia e segna una meta – trasformata da Ford – che vale il sorpasso. Gli azzurri non hanno palloni da giocare e s’affaticano in difesa. Con rabbia, quasi disperazione, riescono finalmente ad entrare nella metà campo avversaria e hanno una buona opportunità: Allan sceglie di calciare tra i pali, ma fallisce l’occasione. Sembra un brutto segnale, in effetti è così: Ford aumenta il vantaggio a favore, gli inglesi sono maestri nel rallentare il rito e soffocare le iniziative italiane nonostante la buona prestazione degli esordienti Izekor e Spahnolo. Menoncello è un campione, costringe Daly a uno sgambetto che gli costa un cartellino giallo però i nostri non ne approfittano. Espulsione anche per Lamaro, poi a tempo scaduto la fuga commovente di Ioane che si tuffa in meta. E’ una marcatura, trasformata da Palo Garbisi, che vale un punto di bonus di difensivo e soprattutto regala una grande iniezione di entusiasmo a questa squadra giovane, coraggiosa, ricca di talento. Presto quel giorno arriverà.

Italia-Inghilterra 24-27 (17-14)
Marcatori: 5’ pt cp Allan, 12’ meta Alessandro Garbisi tr. Allan, 16’, 33’ e 38’ cp Ford, 20’ meta Daly, 26’ meta tr. Allan; 5’ st meta Mitchell tr Ford, 14’, 27’ cp Ford, 44’ meta Ioane tr. Paolo Garbisi.
Italia: Allan – Pani (29’ st Mori), Brex, Menoncello, Ioane – Paolo Garbisi, Alessandro Garbisi (13’ st Varney) – Lorenzo Cannone (6’ st Zuliani), Lamaro, Negri (26’ st Izekor) – Ruzza (33’ st Zambonin), Niccolò Cannone - Ceccarelli (6’ st Zilocchi), Lucchesi (13’ st Nicotera), Fischetti (28’ st Spagnolo).
Inghilterra: Steward - Freeman, Slade, Dingwall, Daly – Ford (27’ st Smith), Mitchell (19’ st Care) - Earl, Underhill, Roots - Chessum, Itoje – Stuart (36’ st Genge), George (33’ st Dan), Marler (16’ st Cole).
Arbitro: Williams (Nz)
Note: 36’ st cartellino giallo Daly, 41’ Lamaro; spettatori 57.000.

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