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Giovane e sfrontata, l’Italia del rugby è rinata con Quesada

Gonzalo Quesada, ct dell'Italia (reuters)
La bella prova contro la Francia (andava ripetuto il calcio di punizione finale calciato sul palo da Garbisi) rilancia le quotazioni degli azzurri e premia il lavoro del nuovo tecnico
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L’arbitro avrebbe dovuto fermare il cronometro, o far ribattere la punizione alla fine di Francia-Italia: perché due giocatori di casa si muovono chiaramente in direzione di Garbisi, quando l’apertura sta per calciare. Non potevano farlo: il regolamento prevede che gli avversari restino immobili e a 10 metri di distanza. Ridley, il direttore di gara, ha commesso un grave errore. È stato criticato anche dal gallese Owens, che in circostanze simili aveva ordinato di ripetere il tiro: era un Irlanda-All Blacks del 2013, la seconda volta il neozelandese Cruden non fallì e ribaltò il risultato in favore della sua squadra.

La sfida con la Scozia a Roma

Ma quello di Lille è un pari talmente iconico, nello sfortu…

L’arbitro avrebbe dovuto fermare il cronometro, o far ribattere la punizione alla fine di Francia-Italia: perché due giocatori di casa si muovono chiaramente in direzione di Garbisi, quando l’apertura sta per calciare. Non potevano farlo: il regolamento prevede che gli avversari restino immobili e a 10 metri di distanza. Ridley, il direttore di gara, ha commesso un grave errore. È stato criticato anche dal gallese Owens, che in circostanze simili aveva ordinato di ripetere il tiro: era un Irlanda-All Blacks del 2013, la seconda volta il neozelandese Cruden non fallì e ribaltò il risultato in favore della sua squadra.

La sfida con la Scozia a Roma

Ma quello di Lille è un pari talmente iconico, nello sfortunata sequenza finale - il numero 10 s’affretta a rimettere l’ovale sul conetto, batte quando mancano solo 3 secondi, colpisce il palo - che vale quanto e forse più di una vittoria. “Adesso abbiamo il fuoco nelle vene: dobbiamo volere di più, e andare a prenderci la partita con la Scozia”. Michele Lamaro, capitano, giura che è stato il primo pensiero della famiglia azzurra al rientro negli spogliatoi: la sfida tra due settimane - in uno stadio Olimpico esaurito – è il punto di non ritorno, l’appuntamento che non si può fallire. Anche se gli scozzesi sabato hanno battuto l’Inghilterra.

Tommaso Menoncello (afp)

Quesada ha cambiato volto alla squadra

Questa Nazionale giovane e coraggiosa può giocarsela (quasi) con chiunque. “Non siamo più prevedibili”, spiega il ct Gonzalo Quesada. Che in poco più di un mese ha cambiato il volto della squadra, riconoscendo i grandi meriti del suo predecessore (Crowley), consapevole però che non si può attaccare sempre e comunque: “Ci vogliono equilibrio e pazienza. Dobbiamo migliorare nell’uso del piede, allargare la difesa avversaria prima di provare a sorprenderla”.

Nel primo tempo di Lille, i suoi ragazzi sono riusciti a resistere al devastante impatto dei Bleus, che in mischia schieravano diversi giocatori da un quintale e mezzo. “Abbiamo applicato con disciplina e senza paura il lavoro preparato nei giorni precedenti. Nella ripresa siamo cresciuti ancora. L’importante è avere sempre delle alternative valide nel gioco”.

L’età media più bassa del torneo

L’Italia è la squadra dall’età media più bassa nel Sei Nazioni. Menoncello e Vintcent hanno 21 anni; Favretto 22, come Marin e Varney; un solo in più per Garbisi, Mori, Spagnolo, Lucchesi, Zambonin. Molti talenti sono sbocciati grazie al lavoro fatto nelle stagioni passate dalla Federazione, e alla possibilità di confrontarsi ogni settimana in Europa per le due franchigie (Treviso, Zebre). Dietro di loro, i gioiellini dell’U20: venerdì a Béziers hanno battuto i campioni del mondo transalpini.

Al 10° posto del ranking

Il pareggio di Lille ha permesso agli azzurri di tornare tra i migliori 10 del ranking iridato, superando le Fiji. Era da 11 anni che non accadeva. “È stato frustrante quel pallone finito sul palo. Ma è più importante vedere i progressi che abbiamo fatto” continua Quesada. “Con l’Inghilterra abbiamo perso di soli 3 punti, in Irlanda - di fronte alla squadra oggi più forte di tutte - potevamo crollare e invece abbiamo lottato fino all’ultimo. Il pari con la Francia speriamo di ricordarcelo ancora per pochi giorni: con la Scozia vorrei celebrare qualcosa di ancora più importante”.

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