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Rugby, la mente e non i muscoli: il segreto dell'Italia di Quesada

Gli azzurri festeggiano la vittoria sulla Scozia (ansa)
Dopo la vittoria nel Sei Nazioni contro la Scozia il mondo applaude gli azzurri
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“La cosa più difficile, per un allenatore, è ispirare i propri giocatori. Indicare la strada da seguire, convincerli che è la migliore”. Quella degli azzurri è stata la vittoria del cuore, dei muscoli, del coraggio e della tecnica. Ma soprattutto, della mente. “Siamo stati sotto nel punteggio, non era facile riprendersi da un 3-14 (10-22 alla mezz’ora): i ragazzi ci sono riusciti poco per volta, senza mollare e soprattutto senza dubitare. Mai”. Il ct Gonzalo Quesada spiega che la vittoria dell’Italia contro la Scozia nel Sei Nazioni è solo l’inizio. “C’è ancora tanto margine, il potenziale è più alto”.

L’identità. Michele Lamaro, capitano, ha raccontato che dopo le prime due mete subìte “la…

“La cosa più difficile, per un allenatore, è ispirare i propri giocatori. Indicare la strada da seguire, convincerli che è la migliore”. Quella degli azzurri è stata la vittoria del cuore, dei muscoli, del coraggio e della tecnica. Ma soprattutto, della mente. “Siamo stati sotto nel punteggio, non era facile riprendersi da un 3-14 (10-22 alla mezz’ora): i ragazzi ci sono riusciti poco per volta, senza mollare e soprattutto senza dubitare. Mai”. Il ct Gonzalo Quesada spiega che la vittoria dell’Italia contro la Scozia nel Sei Nazioni è solo l’inizio. “C’è ancora tanto margine, il potenziale è più alto”.

L’identità. Michele Lamaro, capitano, ha raccontato che dopo le prime due mete subìte “la frustrazione era fortissima”. Il rischio era quello di reagire di pancia, perdere la testa. “Invece siamo rimasti lucidi. Tutti”. Se rivedete gli highlights della partita, ascoltate il commento internazionale: dicono che gli italiani hanno mostrato abilità, accuratezza. Però c’è un aggettivo, sopra ogni altro: “Resilience”. Resilienza, la capacità di adattarsi a una situazione negativa, trasformandola in qualcosa di positivo.

Il ct azzurro Gonzalo Quesada (agf)

“La belle vie”: i complimenti del mondo ovale

“Ah, la belle vie”, titola l’Equipe. Sui giornali di tutto il mondo è un arcobaleno di complimenti per gli azzurri, venuti a capo di un incontro “fisicamente brutale” e al tempo stesso “meraviglioso, elettrizzante: tra due squadre rinomate per il loro gioco d’attacco”. L’edizione domenicale del Times sottolinea che una Scozia “distratta” si è fatta sorprendere dagli italiani, in una intervista il capitano Darge punta il dito sulla indisciplina della sua squadra che è “costata carissimo”, ma tutti sono d’accordo nel sottolineare la “brillante” giornata dei padroni di casa, la festa in un Olimpico esaurito e il suggestivo terzo tempo del Foro Italico. Planet Rugby fa i complimenti al miglior giocatore dell’incontro, Ignacio Brex: “Senza il suo gran lavoro, e quello dell’altro centro - Tommaso Menoncello - è difficile immaginare come l’Italia avrebbe altrimenti potuto rimontare nel punteggio”. Sottolinea, tra i momenti-chiave del match lo straordinario recupero del centro (con successivo turnover) su Andy Christie lanciato in meta.

Le statistiche: azzurri disciplinati, e quanti placcaggi

Le statistiche raccontano che la Scozia è stata superiore per mete segnate (4 a 3), minuti giocati in attacco, metri corsi con la palla in mano, difensori battuti, passaggi effettuati, offload. L’Italia ha perso 3 rimesse laterali contro nessuna, è stata costretta a placcare di più (212 a 137) e leggermente peggio (85,14% di riuscita contro 89,73%) ma di più (212 a 137). Ma allora, come hanno fatto a vincere gli azzurri? Hanno giocato meglio al piede, guadagnando più terreno con i calci. E sono stati più disciplinati: 5 sole punizioni concesse, contro le 12 degli scozzesi. Il mentale. La resilienza. E - finalmente! - la capacità di muovere l’ovale anche con le pedate: col precedente allenatore, Kieran Crowley, non era mai accaduto. “Non ho trasformato questa squadra”, si schermisce Quesada. Bugiardo. I numeri dei suoi ragazzi fanno impressione: 24 placcaggi di Lamaro, 16 di Ruzza e 17 di Vintcent, il 21enne porta-pizze che ha guadagnato più metri di tutti (59) ed è stato autore del placcaggio che ha chiuso l’incontro. Dodici placcaggi di Brex, con 2 turnover fondamentali e 27 metri percorsi, 8 di Menoncello e 47 metri guadagnati.

Pavanello, Macron: “Sogno i mondiali in Italia”

Ieri c’era un italiano in tribuna, combattuto per il risultato del suo personalissimo “derby”. Gianluca Pavanello è il ceo di Macron, l’azienda di abbigliamento bolognese leader mondiale nel rugby che veste tanto la Scozia (con cui ha uno storico rapporto) quanto l’Italia: “E’ stata una giornata bellissima. Per gli azzurri e questo sport. Gli scozzesi sono molto forti, hanno battuto Galles e Inghilterra, meritavano pure con la Francia: erano venuti a Roma con l’obiettivo di vincere il Sei Nazioni, questo dà ancora più valore alla incredibile prestazione dell’Italia, compatta e solida, motivata e decisa. Entusiasmante. Adesso in Galles se la può giocare. L’Olimpico esaurito è uno spettacolo e un augurio: speriamo un giorno di ospitare i mondiali di rugby”.

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