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Rugby, Sei Nazioni: il tuffo nella felicità di Lorenzo Pani

La meta di Pani (afp)
Il sostituto di Capuozzo a Cardiff, è stato uno dei protagonisti della vittoria dell’Italia in Galles
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«Quando ho preso la palla, ho cominciato a correre e – davvero! – non ho capito più niente, fino a quando ho schiacciato il pallone in meta». Sulla carta era il compito più difficile: sostituire Capuozzo, l’Ange azzurro che due anni fa era sbocciato proprio sul prato di Cardiff con una corsa di rara bellezza per poi passare l’ovale vincente a Padovani. Lorenzo Pani, estremo, 21 anni. Nessuna paura, anzi: il ragazzo ieri è stato uno dei migliori campo, autore nella ripresa della bellissima marcatura che ha segnato la partita, facendo la differenza col Galles proprio nel momento in cui i Dragoni cercavano disperatamente di rimontare. Rimessa laterale battuta da Nicotera e vinta da Ruzza, poi il tallonatore che passa l’ovale a Menoncello, il primo centro incrocia con Garbisi che apre su Brex, il quale rientra, quindi Ioane e infine lui: Pani.

«Quando ho preso la palla, ho cominciato a correre e – davvero! – non ho capito più niente, fino a quando ho schiacciato il pallone in meta». Sulla carta era il compito più difficile: sostituire Capuozzo, l’Ange azzurro che due anni fa era sbocciato proprio sul prato di Cardiff con una corsa di rara bellezza per poi passare l’ovale vincente a Padovani. Lorenzo Pani, estremo, 21 anni. Nessuna paura, anzi: il ragazzo ieri è stato uno dei migliori campo, autore nella ripresa della bellissima marcatura che ha segnato la partita, facendo la differenza col Galles proprio nel momento in cui i Dragoni cercavano disperatamente di rimontare. Rimessa laterale battuta da Nicotera e vinta da Ruzza, poi il tallonatore che passa l’ovale a Menoncello, il primo centro incrocia con Garbisi che apre su Brex, il quale rientra, quindi Ioane e infine lui: Pani.

Una finta per saltare un avversario, la mano allungata per tenerne lontano un altro, il tuffo nella felicità. «Una giornata incredibile. Ma quest’anno per la Nazionale è stato sempre un Sei Nazioni di altissimo livello, con tutte le squadre che abbiamo affrontato. Siamo sempre riusciti a dare il massimo», sorride il ragazzo, originario di Firenze e punto di forza delle Zebre, la franchigia di Parma. «E’ un momento bellissimo, indescrivibile». Da festeggiare a Cardiff con tutti gli altri: all’alba c’è un charter di rientro, difficilmente qualcuno dormirà. «Siamo una squadra giovane, ambiziosa. Ci troviamo benissimo, dentro il campo e fuori: un vero gruppo di amici. Di sicuro possiamo ancora migliorare», e gli scappa una smorfia, ricordando il finale di Cardiff. «Gli ultimi 5 minuti non sono stati buoni, probabilmente ci siamo un po’ deconcentrato. Ma negli altri 75 siamo davvero andati alla grande, sempre concentrati su ogni dettaglio. Uniti, che è la cosa più importante».

Non riesce a trattenere tutta questa felicità. «E’ uno dei momenti più belli della ia carriera, sarò scontato ma voglio dedicarlo a tutta la mia famiglia che mi ha sempre sostenuto nei momenti difficili. E ai tifosi italiani, che nonostante questa marea rossa di pubblico sono stati ancora una volta caldissimi».Pani è il terzo fiorentino della squadra azzurra, insieme ai fratelli Lorenzo e Niccolò Cannone, appassionati di calcio storico (sono di Santa Maria Novella). Lorenzo è il più giovane, con 23 anni: un passato da calciatore - «Ma ero troppo robusto», confessa -, tifoso viola spesso presente in curva Fiesole e del pugile Lloyd Mayweather, ieri si è ripreso la maglia da titolare, un numero 8 che ha guadagnato i complimenti anche dei tecnici gallesi ma nel finale è stato sostituito da un Ross Vintcet altrettanto efficace. Anche Niccolò, 25 anni, aveva cominciato col calcio - «Portiere nella Lastrigiana: troppo pesante», se la ride -, e naturalmente è rimasto un tifosissimo della Fiorentina con Batistuta per idolo: seconda linea, è stato nuovamente preziosissimo in mischia: ed è uno dei pochi azzurri che ha giocato tutte e 5 le partite del torneo.

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